Come In Una Favola

di Giuseppe Rissone Heidi Aellig
Semplici sassi che regalano un sorriso, la felice e contagiosa idea di Heidi
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Sassi che il mare ha consumato/Sono le mie parole d’amore per te… così inizia la canzone Sassi di Gino Paoli, e i sassi sono i protagonisti della storia che state per leggere, che ci arriva dalle Marche, esattamente da Recanati, dove vive da quattro anni Heidi. Heidi Aellig artista autodidatta svizzera, sessantatré anni, nata a Frutigen, nel Canton Berna, ha ideato nel 2019 “Un sasso per un sorriso”, una semplice idea, quella di dipingere sassi con l’obiettivo di regalare un sorriso a chi li trova. L’idea ha conquistato l’Italia e la Svizzera, e anche Stati Uniti e Australia. Ad ispirare Heidi sono state alcune cacce al tesoro social, organizzate nella sua terra natia, a cui non ha avuto modo partecipare causa la distanza. 
Facebook ha permesso di diffondere l’idea di Heidi, oggi la pagina ad essa dedicata conta 170.226 iscritti da ogni parte del mondo e il numero continua a crescere. Ed è proprio tramite la pagina facebook che ho avuto modo di parlare con Heidi, che da subito ha accettato di raccontarmi il suo progetto. Una sua frase mi ha particolarmente colpito, tanto da ispirarmi il titolo per questo articolo: Per la mia felicità posso dire che ci siamo allargati da nord fino a sud e sono coinvolte anche le isole, mi sento in una favola
Come aderire e partecipare a questa colorata diffusione? E’ molto semplice, basta cercare qualche sasso e seguire alcune regole: i sassi non devono provenire dalle spiagge, le pietre devono essere decorate con colori e spray acrilici, in modo che la pioggia non li sciolga, disegnare o scrivere delle frasi sui sassi, fare una foto e postarla sul gruppo. Dietro ad ogni sasso scrivere: Mostrami su “Un sasso per un sorriso, gruppo facebook” e aggiungere il proprio nome. Il sasso poi va nascosto nei parchi, sulle panchine, sui muretti oppure nei parco giochi. Poi chi “incontra” i sassi, deve scrivere sul gruppo in che città e zona è stato ritrovato. Alla domanda quali sono le fonti d’ispirazione per dipingere i sassi? Heidi così risponde: come potete vedere dalle foto sulla nostra pagina, ci sono delle forme dei sassi che ci fanno capire da soli cosa sarebbe adatto creare. Per gli altri disegni usiamo la fantasia o guardiamo i sassi dei altri. Ci sono anche tanti esempi su Internet.
Il gruppo vanta decine di imitazioni. E altrettanti sono i media che, in Italia come in Svizzera, hanno dedicato spazio a questo singolare progetto. L’articolo potrebbe terminare qui, poi nel pomeriggio di domenica ho ricevuto una lunghissima mail da parte di Heidi, che qui riporto, quasi integralmente:
Così è nato “Un sasso per un sorriso – Originale”, ho visto i primi sassi colorati in un gruppo Svizzero nel quale sono stata invitata tre anni fa. Si chiama “CH Rocks-Original”, il loro scopo è di far “viaggiare” i sassi disegnati più lontano possibile. Ogni trovatore scrive dietro il sasso il codice di avviamento postale della città dove l’ha trovato, lo pubblica nel gruppo e poi lo sposta di nuovo e così via. In questo modo possono seguire il percorso che fa.
Sono stata colpita della bellezza di questi lavori e mi sorprendeva il fatto che li lasciavano in giro, spesso senza sapere la loro fine. Ero convinta di non essere capace a creare una cosa così bella, e se sì non lo avrei di sicuro abbandonato per le strade.
Per pura curiosità ho cercato di copiare uno di questi lavori stupendi, e con mia sorpresa è venuto molto carino e ho avuto voglia di farne altri. Non mi ricordavo di saper dipingere, ma sasso dopo sasso mi sono sentita sempre più sicura.
Li ho regalati a mia figlia, e quando ho visto la sua felicità sono stata come drogata. Volevo vedere tanti altri di questi sorrisi! Il pensiero di creare quell’effetto anche ad una persona sconosciuta non mi ha più abbandonato… Vedevo troppe persone giù di morale e volevo cercare di aiutarle. Giocare tramite il gruppo Svizzero non aveva senso per la distanza, e non volevo far viaggiare i miei sassi, dovevano essere un regalo e basta.
Ho visto qualche gruppo anche qui in Italia, ma tutti locali e lontani, a settembre 2019 mi sono decisa di crearne uno per conto mio e come piaceva a me. I sassi dovevano avere lo scopo di allegrare le persone, creare un attimo magico e vedevo il loro sorriso davanti ai miei occhi.
Il semplice nome “I Rocks” (Roccia Italiana) era troppo freddo, volevo un nome che toccasse i cuori, ma non mi veniva in mente niente. Ho chiesto un consiglio al mio compagno e quando mi ha chiesto: cosa ti aspetti da questi sassi, li vuoi vendere? Ho risposto che desideravo fare felice almeno per un attimo chi forse in quel momento stava male. Doveva essere un regalo. Mi ha chiesto sorpreso: praticamente regali un sasso e in cambio desideri un sorriso?
Un po’ imbarazzata ho detto di si, ma la sua risposta non era una preso in giro, anzi. Bellissima idea, non può chiamarsi che “un sasso per un sorriso”. Mi è piaciuto tantissimo, perché toccava il cuore, ma sopratutto perché è stata apprezzata la mia idea. Euforica mi sono messa al lavoro.
L’inizio é stato difficile, perché mancavano i membri, per tanti era solo una cavolata… C’era solo mia figlia, pronta a correggere i miei testi, ma niente di più. Ho invitato i miei amici su facebook, che si sono iscritti solo per farmi un piacere, ma il gioco non interessava a nessuno.
Ho iniziato a mettere dei sassi in giro per Recanati, e altre tre ragazze hanno seguito il mio esempio, ma i sassi sono spariti senza notizie. La gente non capiva la frase dietro il sasso: Postami su “un sasso per un sorriso” gruppo Facebook. Il trovatore avrebbe dovuto mettere la foto del sasso nella mia pagina, invece non l’ha fatto nessuno. Non sapevo se i miei sassi erano graditi, o se venivano buttati via.
Per mesi mi sono iscritta in tante pagine facebook di varie città per farmi conoscere, di spiegare il gioco è di aiutarmi. Ho annunciato delle cacce al tesoro con tantissimi sassi per attirare l’attenzione e avere nuovi membri. Si sono iscritti in tanti, ma solo per aspettare i miei prossimi sassi, senza partecipare al gioco. Demoralizzata ho messo i miei ultimi sassi, e mi sono seduta triste su una panchina. Dopo un po’ ho sentito urlare una bambina, l’ho vista fare dei salti di gioia…: mamma mamma ho trovato un sasso. Guarda quanto è belloooo, posso tenerlo? Lo ha guardato come se fosse stato un tesoro. La sensazione era indescrivibile, non solo la bambina era felice, ma tutta la famiglia. La mamma si è girata per cercare chi avesse perso il sasso, e con dei gesti ho fatto capire che l’avevo messo io e che lo potevano prendere. Il suo sguardo felice e grato mi è andato dritto nel cuore.
Questa esperienza mi ha dato la spinta per andare avanti, perché ora avevo visto con i miei occhi che anche senza notizie potevo essere sicura che l’effetto era quello che desideravo.
Con la speranza di stimolare nuovi amanti del sasso sono andata avanti con la mia pubblicità e finalmente dopo un anno e mezzo ho trovato il posto giusto: Pesaro! Da subito sono entrate centinaia di persone attive al giorno e da 500 membri inattivi siamo arrivati a più di 10.000 membri molto attivi in tutta l’Italia, questo in solo un mese grazie al passaparola. Mi sono spaventata, perché non mi sarei mai aspettata di arrivare a più di mille membri. Invece cresceva a mille persone al giorno senza mai fermarsi. Volevo bloccare altre entrate e andare avanti solo con questi, perché non era possibile gestire tutto da sola.
Per fortuna mi ha fermata mia figlia Andrea: noooo mamma, adesso che va tanto bene non ti puoi fermare, ti aiuterò io a gestire il gruppo. Per farla breve mi sono sentita male per parecchio tempo, finché non mi sono abituata ad affrontare mille polemiche, membri insoddisfatti che volevano cambiare le regole del gioco e tanto altro. Ho difeso la mia idea con una grinta inaspettata, perché dovevano rimanere i sassi dei sorrisi e basta! Questa lotta mi ha fatto crescere. Adesso c’è un equilibrio bellissimo, e nel gruppo siamo veramente in un “mondo rosa, magico”. Siamo come una famiglia virtuale, e sono molto fiera di loro. Ogni giorno vengono disegnati e trovati centinaia di sassi che portano allegria e sorrisi ai grandi e piccoli. Ci siamo allargati in tutta l’Italia, e anche al estero.
Per la mia gioia ho notato, che questa iniziativa non crea solo dei sorrisi, ma unisce anche delle famiglie. I membri mi raccontano spesso come i bambini si sono staccati dalla tv e insieme con i genitori e/o nonni si divertono disegnando dei sassi. Dopo fanno delle passeggiate per mettere i loro lavori, o per cercare i sassi dipinti degli altri. Tanti i racconti di chi ha trovato un sasso con la risposta giusta per i loro problemi… una persona insicura ha trovato un sasso con la scritta: Abbi coraggio. Una persona che ha perso un caro ha trovato un sasso con un disegno di un angelo e la scritta: Io ci sono. Una persona malata ha trovato: andrà tutto bene. Come se i sassi avessero scelto le persone giuste.
Ci sono tante persone che disegnano qualche sasso, quando si sentono ansiosi, e che non hanno più bisogno dei tranquillanti. Ho delle testimonianze che al posto di sonniferi basta disegnare un sasso per poi dormire tranquilli: Quando disegniamo siamo colpiti da una tranquillità bellissima, e il pensiero di creare un attimo di gioia a qualcuno fa felici anche noi.
I sorrisi e gli effetti positivi sono tanti e possiamo dire di aver portato un raggio di sole in una situazione che è tanto difficile per tutti noi, sopratutto per i bambini. Tutti hanno ritrovato un po’ di serenità sia creando, sia cercando dei sassi. La crescita del gruppo non mi spaventa più, perché ho degli aiuti molto preziosi, da mia figlia Andrea Mancini alle mie amiche Laura Angelini e Sabrina Ferrante. Non saprei come fare senza di loro…
La mia felicità non finisce qui, la storia di “un sasso per un sorriso” è diventato un dolcissimo libro che è in vendita su Amazon. Con l’aiuto della illustratrice Giulia D’Agostini, che ha scritto la storia inventata della piccola Lucia che desidera far sorridere le persone con i suoi sassi. Io invece racconto la vera favola di come è nata l’iniziativa “Un sasso per un sorriso- Originale”
Una parte del ricavato della vendita va alla Fondazione Dottor Sorriso, che si impegna nel creare dei sorrisi, e di togliere le lacrime e le paure ai bambini ricoverati. 
Avrei potuto riassumere in poche righe la lunga email di Heidi, invece no, mi è sembrato giusto far parlare chi ha creato questo progetto, che credo abbia strettamente a che fare con la lentezza, con le parole d’amore della canzone di Paoli, e poi devo ammetterlo, senza ancora aver trovato o disegnato un sasso, le parole dell’ideatrice mi hanno strappato un sorriso, e allo stesso tempo mi auguro di aver stimolato voi lettori a diventare pittori e cercatori di sassi.
Permettetemi di aggiungere una considerazione, se volete banale e superficiale, vorrei vedere cadere dal cielo milioni di sassi colorati, al posto delle bombe, al posto dell’indifferenza, della crudeltà. La motivazione di Heidi porta all’azione e spinge al fare: se non si getta un sasso nello stagno, l’acqua non fa i cerchi. Stare fermi ed attendere il movimento dell’acqua, significa perdere le opportunità che la vita ogni giorno ci prospetta. Lanciamo/lasciamo un sasso, fino a quando il “moto dell’acqua” non riflette la sagoma dei nostri sogni e solo così le cose accadranno.
Grazie Heidi per la tua passione e perseveranza, e vorrei vedere tante Heidi per il mondo intente a regalare sorrisi, e visto che oggi è la festa della donna, buon 8 marzo Heidi!
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  Tempo Lento ritorna martedì 5 aprile
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