40° Anniversario Della Dichiarazione
Universale Dei Diritti Umani

di Andrea Sbaffi

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Human Rights Now! (Torino, 8 settembre 1988)

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Nel 1988 cadeva anche il 40° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani!

Per celebrare questo anniversario e raccogliere fondi, Amnesty International organizzò un tour mondiale di 20 date in sei settimane, coinvolgendo alcuni degli artisti più sensibili e disposti a metterci la faccia…

Raccolsero l’invito Tracy Chapman, Youssou N’Dour, Peter Gabriel, Bruce Springsteen & The E-Street Band e Sting.

In ciascuna data, sarebbero stati affiancati da un artista locale.

La quinta data del tour si è tenuta a Torino l’8 settembre e ad accompagnare il quintetto fu scelto da Fran Tomasi, il promoter italiano, Claudio Baglioni….: le valutazioni furono, probabilmente, nell’ottica di assicurarsi una partecipazione “popolare” per riempire lo stadio, nel timore che altri artisti non avrebbero assicurato sufficiente richiamo.

A posteriori, possiamo forse affermare che fu certamente sottovalutata la portata dell’evento e la maturità del pubblico, che accorse in massa a gremire i 60.000 posti dello Stadio Comunale, a prescindere dall’ospite italiano.

Infatti, la performance del nostro Claudione nazionale fu accompagnata dal lancio di ortaggi e insulti… Questa accoglienza non ha certo reso giustizia ad un artista serio e rispettabile, per quanto non fra i miei preferiti…, ma va inquadrata nel contesto dell’epoca: era ancora forte la logica degli schieramenti e la distinzione fra artisti “impegnati” e “leggeri”, categoria a cui apparteneva certamente il povero Claudio.

Ma che c’entra tutto questo con la rubrica “Io c’ero!”, visto che all’epoca vivevo a Bologna e non sono andato al Comunale di Torino?!?

Beh, quella volta non fu assicurata la diretta video Rai, ma il concerto fu trasmesso su RadioRai e, un mese più tardi, venne proposto in tv uno speciale dell’ultimo concerto del tour, tenuto a Buenos Aires il15 ottobre con la partecipazione delle madri di Plaza de Mayo.

E’ questo il fotogramma più significativo di quel tour, che molte/i di noi ricordano: le madri di Plaza de Mayo, madri/spose/sorelle dei desaparecidos del golpe di Pinochet dell’11 settembre 1973 ai danni del governo democratico di Salvador Allende, a sfilare sul palco e ballare con Sting e Peter Gabriel sulle note di They Dance Alone (Gueca Solo), cantata  rigorosamente in spagnolo.

Oltre, naturalmente, alla versione collettiva di Get Up, Stand Up! :“Alzati, alzati! Non rinunciare a combattere…!”

Il concerto, come prevedibile, è stato caratterizzato da un’oculata scelta dei brani, dal repertorio degli artisti presenti, fra quelli più consoni all’evento e quelli più rappresentativi della carriera personale. Non sono mancati numerosi duetti, che potete trovare nella versione trasmessa del concerto di Buenos Aires, e fra i quali possiamo annoverare, dal concerto di Torino, un’improbabile duetto Baglioni-Gabriel sulle note di Ninna Nanna .

Che dire di più?

Erano tutti giovani e bellissimi… (a parte il maglione coi gigli di Sting in The River con Springsteen!). Nel fiore degli anni e della maturità artistica! Con delle band fantastiche…

Sono certo che quell’esperienza abbia rappresentato, anche per loro, un’occasione unica ed abbia  contribuito a creare rapporti solidi, non solo sul piano artistico ma soprattutto personale, come abbiamo avuto modo di vedere negli anni successivi nelle collaborazioni e nei tour congiunti.

E’ stato, in definitiva, uno dei grandi eventi degli anni ‘80!

Appuntamento al prossimo articolo: Max Roach Double Quartet, World Saxophone Quartet, Winton Marsalis Sextet, Live at JazBo (Bologna, 31 gennaio 1989)

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Immagine: Andrea Sbaffi

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Io C’Ero ritorna martedì 6 dicembre 

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One Comment

  1. Gian Reply

    Carissimo, a differenza tua, io a quel concerto c’ero.
    Mi ero anche trovato in una bella posizione, sul prato davanti al palco distante una trentina di metri, in modo da poter avere una visione d’insieme perfetta e, cosa principale, una buona posizione audio.
    Iniziava nel pomeriggio, e per fortuna era anche una bella giornata di sole non troppo calda.
    L’ambiente ideale per gustare un bello spettacolo.
    Vengo subito al dunque riportandoti alcune mie impressioni.
    Primo, non so quanti tra il pubblico conoscessero fino in fondo le ragioni di quel concerto;
    Secondo, che ci fossero Tracy Chapman e Youssou N’Dour era solo un fatto marginale, buone spalle con le quali iniziare un concerto;
    Terzo, Sting e Peter Gabriel erano considerati ormai degli abitué per la piazza torinese essendosi già esibiti con i rispettivi gruppi, Police e Genesis, che come solisti;
    Quarto, sempre pochi riconoscevano che la presenza di Claudio Baglioni fosse dettata dal fatto che, fra i tanti nomi italiani, lui fosse stato l’unico a rispondere di si.
    I nomi che la folla voleva, Vasco Rossi e Zucchero in primis, avevano declinato l’offerta perché impegnati nelle loro rispettive tournee o perché le stavano preparando e avevano il timore che queste non avessero quindi il seguito che speravano;
    Quinto e non meno importante, a quel concerto partecipavano praticamente tutti quelli che solo un paio di mesi prima, non erano riusciti a trovare un biglietto per Springsteen e speravano che lui ripetesse lo spettacolo che avevano perso.
    Ecco quindi il perché della contestazione, devo dire becera, di una buona parte del pubblico nei confronti del Claudio nazionale al quale bisogna comunque dare atto per l’impegno e la professionalità dimostrata nel portare avanti la sua esibizione.
    L’uscita di Peter Gabriel che lo accompagnerà sulle note di Ninna Nanna, canzone dal testo profondo antimilitarista, è stata comunque una chicca che ha placato gli animi riportando un clima di serenità.
    Da questo punto in avanti tutto è filato liscio fino all’esibizione di Springsteen il quale, pur non replicando il concerto recente, almeno per un’ora ci ha allietato con una scaletta di spessore.
    Insomma, concludendo, un bel concerto che ha lasciato il segno, spero, anche chi in quel primo momento aveva contestato, comprendendone alla fine lo scopo e le finalità.

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