Non Esiste Più La Schiavitù

La schiavitù, abolita in Italia da diversi secoli, e quasi 160 anni da una guerra di secessione americana.

⇒ di Graziano Consiglieri  Si Fa Presto A Dire

Si fa presto a dire… non esiste più la schiavitù. Sono passati secoli da quando è stata ufficialmente abolita in Italia e quasi 160 anni da una guerra di secessione americana scatenata anche (ma non solo) per abolire lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo.

E in effetti, se ci si guarda intorno, ufficialmente la schiavitù, almeno nel mondo occidentale, non esiste più. Sono ormai un ricordo lontanissimo nel tempo, forse solo di qualche nonno particolarmente anziano e dotato di altrettante prodigiosa memoria, le abitudini di utilizzare manodopera formata da immigrati africani per la raccolta dei pomodori e di altri ortaggi in aziende del Sud Italia, che erano spesso in mano a imprenditori quanto meno poco onesti, se non addirittura in collusione con la mafia.

Ma, venendo al Nord, non esistono più nemmeno quei contratti capestro che un tempo pesavano su lavori di manovalanza. Era un costume diffuso, ma non per questo meno odioso, quello di impiegare soprattutto le donne, per esempio, per lavori di pulizia in uffici e banche, con paghe da sottoproletariato ottocentesco, che arrivavano a sfiorare, al ribasso, i 3 euro e mezzo all’ora. Il tutto con la solitamente abituale conseguenza di dover lavorare per una decina di ore al giorno per avere una parvenza di reddito, peraltro prontamente smorzato, in molti casi, da costi di trasporto, se i luoghi di lavoro, come accadeva solitamente, non erano esattamente uno accanto all’altro.

Oppure ancora c’erano i contratti di apprendistato, per i giovani che, per poche centinaia di euro al mese, si sciroppavano orari da dipendenti pur di imparare a fare, per esempio, le cassiere nei supermercati, salvo poi essere inevitabilmente lasciati a casa alla scadenza dell’accordo e a vedere un’altra infornata di coetanei pronta a subentrare alle stesse condizioni e con lo stesso esito.

E poi c’era il grande “babau”, quella sorta di lavoro da dipendente mascherato da libera professione o, ancora peggio, da disoccupazione, come accadeva per i cosiddetti precari. Una fascia trasversale, questa, che coinvolgeva non solo le forze lavoro di base, ma anche coloro che erano in possesso di titoli di studio o, addirittura, credevano di essere degli insegnanti, dei professionisti preparati e capaci…

No, tutto questo non esiste più… e si fa presto a dirlo.

⇒ Foto: pixabay.com (memoriale degli schiavi Rotterdam) ≈ Prossimo Appuntamento: Giovedì 28 ottobre

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