La Valigia Dell’Attore

di Andrea Sbaffi

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Francesco De Gregori, Festa de L’Unità (Area Ex-Fiat di Novoli, Firenze, 29/07/1997)

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Ma che anno era? Il 1997 o il 1999?

Ritrovando la scansione del biglietto, che riporta solo la data “29/07”, di Francesco De Gregori a Firenze, nell’area Ex-Fiat di Novoli, l’avevo salvato come visto nel 1999. Ma, scavando nella memoria, troppi elementi suggeriscono che non potesse essere quello l’anno….

Ricordo perfettamente di averlo visto insieme a Roberto, seduti sul leggero declivio naturale dell’area, ormai dismessa dalla FIAT, che sarebbe diventata negli anni successivi la sede del Polo delle Scienze Sociali dell’Università di Firenze, facendo convergere le facoltà di Economia, Giurisprudenza e Scienze Politiche.

La Festa de L’Unità era stata organizzata in quell’area, proprio in quanto in attesa di essere completamente demolita per insediare il cantiere, che evidentemente non era ancora iniziato…

No, impossibile che fosse il ‘99…. Credo proprio ci fosse ancora mio padre, quindi era prima del Maggio ‘98… E non era ancora entrata nella mia vita Federica, con cui condivido gioie e dolori proprio da quella stessa estate.

Ok, ci troviamo, allora, in una calda estate del 1997.

Normale, in quegli anni, passare diverse serate alle Feste de L’Unità, ancora molto diffuse in Toscana e in Emilia, a maggior ragione in occasione dei concerti.

Quello di De Gregori non è per noi proprio una priorità, un urgenza…. Ma il ricordo del tour di Banana Republic con Lucio Dalla di quasi vent’anni prima è ormai piuttosto sfumato e ci sembra una buona occasione per passare una piacevole serata.

Conosciamo a memoria il repertorio e buona parte del percorso di De Gregori, ma siamo un po’ titubanti, visto che, a parte due album in studio non proprio irrununciabili, pubblicati nei primi anni ‘90, la sua attività recente è stata principalmente dal vivo, pubblicando dal 1990 ben cinque album Live e dandoci l’impressione che ormai non faccia altro che clonare se stesso, proponendosi in una manieristica versione autoreferenziale.

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Anche da questo tour, come scopriremo in seguito, scaturirà l’ennesimo doppio album dal vivo, intitolato appunto La valigia dell’attore, dal brano inedito dedicato ad Alessandro Haber, l’attore del titolo.

Il repertorio è, come previsto, quello consolidato nei tour degli anni precedenti, come sappiamo dai Live già pubblicati, e comprende le composizioni più conosciute, alternate a qualche brano meno famoso e pochi inediti (di solito, “provati” in concerto, prima di essere registrati in studio).

Non vorrei sembrare iper-critico o troppo esigente: ho scritto più volte del grande rispetto che nutro per la libertà di scelta, da parte di un artista, di articolare la propria proposta musicale nelle forme, tempi e modi che ritiene consoni al proprio sentire ed alle diverse fasi della propria ricerca musicale.

Inoltre, bisogna considerare anche un altro fattore, tutt’altro che secondario: a differenza del Jazz, dove è implicito e condiviso attendersi sempre “qualcosa di nuovo” (lo stesso standard, nell’alternanza di tema e assoli, non sarà mai uguale a se’ stesso, anche se eseguito dagli stessi artisti…), nel Pop e nel Rock spesso si va a un concerto con l’aspettativa di ritrovare qualcosa di già ben conosciuto e rinnovare un rapporto, con l’artista o con un brano, che si è costruito nel tempo con l’ascolto e che, magari, riporta alle situazioni o alle persone con cui si è condiviso.

In questo senso, e senza alcun giudizio da parte mia…, gli anni ‘90 di De Gregori sono assolutamente paradigmatici: basta recuperare i sei album dal vivo, per ricavarne questa sensazione.

Mi sono fatto l’idea che sia praticamente impossibile mantenere viva per decenni la vena compositiva e che sia necessario prendersi delle pause, proprio per ritrovare stimoli e nuove idee, magari sperimentandole in concerto: non a caso, nel decennio successivo De Gregori ha dimostrato una rinnovata produttività, pubblicando altri cinque album in studio, senza dimenticare l’attività dal vivo e le numerose collaborazioni (dal tour con Pino Daniele, Ron e Fiorella Mannoia nel 2002 al nuovo sodalizio con Lucio Dalla, con oltre 100 date fra il 2010 e il 2011 – culminato nella partecipazione al Concerto del Primo Maggio 2011 – e la trasmissione televisiva Duo, fino al recente tour col vecchio amico Antonello Venditti).

C’è anche un’altra componente che è legata alla maturazione, sia in termini di età che di percorso musicale: un brano composto a vent’anni sarà, probabilmente, nel tempo riarrangiato e modificato, per suonarlo a 50 o 60 in tutt’altro modo, più vicino alla propria sensibilità o all’evoluzione della propria voce. Parlerò anche di questo nel prossimo articolo, dedicato a una delle band simbolo del rock degli ultimi 40 anni: gli U2.

Resta il fatto che, come già rilevato ai tempi di Banana Republic, molti brani di De Gregori hanno trovato nelle versioni Live una maturità e un completezza che, forse, non avevano quando sono stati registrati nei primi anni ‘70, facendole spesso preferire alle versioni in studio.

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Appuntamento al prossimo articolo: U2, Aeroporto dell’Urbe, Roma – 18/09/1997

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Immagine: Andrea Sbaffi (scansione del biglietto originale)

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Io C’Ero ritorna martedì 23 maggio

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