La Cultura Dietro L’Angolo

di Enea Solinas

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Per il secondo anno consecutivo enti culturali e luoghi di aggregazione alleati per una cultura diffusa.

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Nella mia città la vita culturale è animata per la seconda edizione da un’iniziativa che intende promuovere la cultura nel senso letterale del termine. Spostandola dai suoi centri di riconoscimento e avvicinandola alle periferie e alle persone non abituate ad usufruire di letteratura, musei, arte e musica classica.

Una serie di enti culturali fortemente radicati e istituzionalizzati (CentroScienza, Museo Egizio, Fondazione TGR, Fondazione TPE, GAM, Gallerie d’Italia, Teatro Stabile di Torino e Unione Musicale) si spostano nei quartieri e nelle zone residenziali socialmente più isolate e meno benestanti.

Concerti di musica da camera, laboratori, mostre d’arte, chiacchierate a sfondo autobiografico accompagnano e intrecciano piccoli eventi e convenzioni che facilitano e promuovono la cultura per i meno abbienti.

Oltre al circuito delle Case del Quartiere con vari aderenti, l’hub culturale del Gruppo Abele Binaria quest’anno l’iniziativa ha stretto alleanze con alcune sedi bibliotecarie civiche, con il centro interculturale di corso Taranto e con l’hub polivalente delle fonderie Beeozanam.

Luoghi distanti dal quadrilatero centrale che in questi anni è stato accentratore di risorse e valorizzazioni con interventi di vario tipo e più in generale con delle discutibili politiche culturali che hanno dato priorità ai grandi eventi.

La cultura così si muove e si diffonde disseminandosi e intercettando una diversa popolazione.

Un ottima iniziativa cui sottolineo però alcuni aspetti che vanno tenuti presente affinché questa modalità possa sedimentare interesse e attivare forme di arte relazionale e non solo di consumo di eventi culturali (il rischio, per lo più sventato si può ben dire che è dietro l’angolo …)

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La prima è la contropartita che le fondazioni bancarie ottengono con l’abbattimento di oneri fiscali. E questo va da sé è il compromesso di una certo tipo di impresa che opera in un regime ormai consolidato ma non univoco di economia sociale di mercato.

Il secondo è (attenti ai cookies) la sottoscrizione di un questionario contenente domande con dati sensibili. Una sorta di correlata ricerca sociale che si spera venga utilizzata eticamente per migliorare e radicare sul territorio la cultura diffusa in senso non consumistico.

La terza che per quanto sono riuscito a partecipare anche io ad alcuni eventi è la più fragile, ma altresì la più riuscita. L’avvicinare persone che non si conoscono tra loro e creare nessi di partecipazione e aggregazione. Ridurre forme di isolamento sociale ed emarginazione. Passo fondamentale e generativo che in modo imprevedibile può condurre ad esiti e a ricadute sul benessere individuale e sociale. Un obiettivo dai contorni vaghi cui ritengo siano motivate le ricerche sociali correlate agli eventi e la programmazione futura via via più estesa ed articolata del coinvolgimento possibile e facoltativo delle persone raggiunte.

Qui trovate il link per esplorare il programma di questa edizione. Siccome le imperfezioni sono “dietro l’angolo “ segnalo anche il link delle biblioteche civiche torinesi che per un disguido (forse corretto all’uscita di questo articolo) non sono state incluse tra le sedi operative. In ogni caso le biblioteche restano un presidio e una presenza di attività e incontri durante tutto l’arco dell’anno. E quindi vanno promosse a prescindere.

Relativizzando dubbi e pregiudizi, e approfittando dell’offerta, che mi auguro si allarghi a macchia d’olio sulla città di Torino, v’invito a tenervi aggiornati, diffondere e a partecipare!

Alla prossima, buona estate!

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Foto: bct.comuneditorino.it

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Da Battere Le Zampe ritorna a settembre

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