Il Disegno
Della Sassi-Superga

di Umberto Scopa

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Una storia che mi ha trascinato… Un trenino a cremagliera… Sulla cima è finito il viaggio della squadra di calcio più forte di tutti i tempi…

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Mio disegno del trenino della linea Sassi-Superga. Come sempre c’è una storia che mi ha trascinato in questo luogo e che rimane avvolta dentro l’involucro del mio disegno per essere conservata fresca e viva nella mia memoria.
C’è una borgata di fondovalle a Torino città che si chiama Sassi. Un antico trenino a cremagliera da lì parte e ti trascina sulla cima di un colle alto ottocento metri circa. In cima c’è una graziosa basilica. È la basilica di Superga. Il trenino ha panche di legno, come una volta. Le panche scassano un po’ il sedere, ma l’ambiente è affascinante. Un viaggio nel tempo. La cremagliera è un sistema meccanico che traina il convoglio lungo i binari. Sulla cima finisce il breve viaggio. Ed è una bella vista su Torino se non c’è nebbia. Sulla cima è finito anche il viaggio della squadra di calcio più forte di tutti i tempi. Il grande Torino. E non c’era vista allora. C’era una nebbia che chiudeva la vista in ogni direzione. Poi un’esplosione nella nebbia e l’aereo del grande Torino rimane accartocciato sotto la basilica di Superga.

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Tra le lamiere ci sono tutti i giocatori di quella squadra imbattibile che tornavano a casa dopo una trasferta premio a Lisbona. Era una partita extra non in calendario, premio per una precedente vittoria. Se la perdevano, niente premio, niente trasferta a Lisbona, d’accordo, con i “se” non si riscrivono le storie. Ma c’è una storia nella storia. La scopro per caso e mi rimprovero di non averla conosciuta prima, così riporto qui qualche appunto di quello che ho letto. È la storia di Rubens Fadini. È un ferrarese di Jolanda di Savoia. Leggo che Jolanda è il comune più basso d’Italia, sotto il livello del mare. Rubens nasce in una famiglia dedita ai duri lavori legati alla bonifica del nostro territorio, quelli della bassa ferrarese, terre di nebbie e paludi, poco sole d’inverno. Uno pensa che il destino abbia già scritto una vita impantanata in questa esistenza, ma la nebbia si dirada improvvisamente e la vita di Rubens si illumina in giovane età grazie al calcio. In brevissimo tempo, non ancora ventenne, arriva a giocare nel grande Torino, la vetta più alta del calcio mondiale. Dicono che fosse l’erede del grande Valentino Mazzola, ma non diventi erede di chi muore con te il medesimo giorno, alla medesima, ora nel medesimo luogo. Rubens Fadini è la più giovane vittima di quella tragedia. Deve esserci un disegno criminale nel destino e nei tiri che gioca alle sue pedine. Dal niente al tutto e subito al niente. Dal comune più basso d’Italia, al cielo e poi alla terra dove rimani per sempre. Dalla nebbia alla luce e poi alla nebbia dove rimani per sempre. Il viaggio della vita di Rubens da Ferrara a Superga è stato tortuoso ma troppo breve. 

Disegno: Umberto ScopaImmagine: Giuseppe Rissone

Bradipo Reporter ritorna venerdì 16 febbraio

6 Comments

  1. Bruno Reply

    Non sono un tifoso del Torino, ma conosco bene quei luoghi e la sua storia, sono i miei capelli bianchi a ricordarmelo… non conoscevo Rubens Fadini – di quella imbattibile squadra si ricordano altri nomi – di conseguenza ringrazio l’autore dell’articolo per avermelo fatto conoscere!

    1. umberto Reply

      Non lo conoscevo neanche io. E’ l’unico giocatore della mia terra che si lega a quella memoria. E così ho trovato la notizia che è diventata spunto per l’articolo

  2. Andrea Reply

    La vita è fatta di combinazioni. Nel dicembre 1984 partivo per naja car a Orvieto. il 22 dicembre prendo il treno per tornare a casa per Natale. Rapido 904. Giorno dopo. Lo stesso treno ebbe un destino più terribile di quello di 24 ore prima su cui ero seduto io.

    1. umberto Reply

      Sì Andrea, hai ragione. Il tuo ricordo drammatico legato al treno dice tutto. Quando ci penso io mi immagino la vita proprio come un treno che corre su un binario cosparso da un susseguirsi continuo di scambi ferroviari. Alcuni li imbocchiamo per scelta consapevole, ma la maggior parte li attraversiamo senza rendercene neanche conto, in ogni istante della vita. Le “sliding doors” del famoso film per intenderci. Talora, dopo averli attraversati senza neanche vederli, ci voltiamo indietro e li vediamo nitidamente, riflessi nei destini fortunatamente scampati o anche nelle fortune perdute.

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