Sole, Luce E Tempo

di Rino Sciaraffa

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Quanto il fascino del Sole si amplia nella forza della luce e dilata la dimensione del tempo.

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Il Sole che sorge, il Sole che tramonta: due spettacoli naturali che scandiscono il tempo. Siamo noi esseri umani che in questa alternanza calcoliamo giorni, mesi, anni ed insieme ad essi lo scorrere la nostra vita, fissando nel nostro calendario personale i ricordi e le ricorrenze. Un qualsiasi evento di particolare rilievo sarà cesellato in esso, memoria per le decine e decine di volte in cui il Sole sorgerà e tramonterà su quella specifica data. Il Sole, la luce, il tempo, interconnessi ed interdipendenti l’uno dall’altro. Le pagine iniziali del testo sacro ebraico-cristiano danno un inizio cosmologico alla luce, poi il Sole e poi il tempo: il tempo del lavoro umano ed il tempo sacro, lo Sabbath.

In Africa e soprattutto sugli altopiani, la luce ha una sua intensità particolare e la volta del cielo appare di un azzurro intenso, anzi, come tutte le cose in questo Continente, ha contrasti molto forti, quel misto di ostilità e dolcezza, di calore e distacco. L’orizzonte monocromatico dell’altopiano dell’Acrocoro diventa più verde dopo le piogge stagionali ed il cielo riassume questa mutevolezza, dal Sole che si staglia nella volta celeste con tutta la sua forza viene smorzato da nubi che si muovono velocemente, con le loro infinite tonalità di grigio tagliate da raggi di luce come lame che dal cielo lambiscono la terra, fendono le nubi ma da quest’ultime, in un tempo infinitesimale, sono nuovamente ripiegate. Tutti questi fenomeni, per noi naturali, sono stati letti per millenni dall’uomo, come la tangibilità del divino, uno specchio rivolto alla nostra natura che ci fa percepire la nostra finitezza. Il Sole, la luce ed ancora il tempo, quest’ultimo cosi misterioso ma che ci rassicura nella sua ciclicità, nella sua prevedibilità. Il tempo diviso in due orizzonti come quello del Sole: nei punti cardinali, est-ovest, ma linearmente a proiettarsi nell’infinito. In contrasto ad esso c’è il Sole che ha moto ripetitivo, ciclico, prevedibile, nel quale sparisce vinto dal buio e riappare a nuovamente trionfare. Il cielo dell’Africa, fa innamorare ogni visitatore di questa terra, sia esso puntinato di infiniti e minuscoli cristalli di luce, sia esso pervaso dalla luce della stella a noi più vicina.

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Un altro segreto dell’Africa e che il tempo non è calcolabile, non serve cronometrarlo; il tempo sono istanti, momenti, giornate, albe, tramonti e non ti viene in mente di guardare l’orologio per capire a che punto sei del giorno, lo vivi nella sua interezza, lo percepisci nella pienezza dell’esserci, nel senso profondo di una vita che viene colmata dal presente, da un volgere che scorre in avanti ma del quale non ti importa molto a che punto è del tuo orologio. In questo è la magia del Sole, della luce e del tempo che ancestralmente sono stati associati a divinità che effettivamente possiedono un qualcosa di mistico e di sacro. Ed è la vita stessa che è fatta di contrasti, di opposti, di un tempo cronologico che svanisce quotidianamente ma che sa riemergere nel ricordo e che ci da la traiettoria di un passato e l’augurio di un futuro, proprio come un compleanno che ci ricorda il tempo che passa e nello stesso tempo lo rilanciamo nel futuro augurandoci “cento di questi giorni”. In questi due archi temporali c’è il nostro quotidiano, il nostro Sole da ammirare all’orizzonte nascente o calante. Il Sole caldo del giorno, dai suoi primi raggi fino al suo Zenith cede progressivamente spazio, al suo calare, il gelo della notte: luce e buio, caldo e freddo intenso, sempre così, da millenni fino alla nuova alba, che affascina con i suoi colori e che ti apre al nuovo, a quello che verrà, ad una nuova fatica quotidiana, ad una nuova routine, perché anche la nostra vita, nel suo scorrere è come il Sole, rinasce e ripercorre un orizzonte quotidiano, più o meno uguale, ma sempre diverso dall’alba al tramonto.

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Foto: Rino Sciaraffa

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Il Mondo In Parole Povere ritorna martedì 7 marzo

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15 Comments

  1. Franca Reply

    Grazie Rino, dalle tue parole sembra di vedere il paesaggio, la luce e il buio di una terra meravigliosa e purtroppo molto travagliata.

  2. Miriam Todarello Reply

    Che possa essere così pure nelle nostre vite: l’inizio (il sorgere) di un nuovo tempo Spirituale e il compimento delle promesse di Dio in questo 2023
    Grazie Rino perché ciò che scrivi mi fa molto riflette.

  3. Alessandro Reply

    Grazie Rino ora comprendo di più le parole di amici ,avanti con gli anni, a proposito dell’Africa .Avevano vissuto in Etiopia od in Libia durante la permanenza italiana in quelle terre e i loro ricordi erano di persone innamorate dei tramonti delle albe dei colori dei profumi che li avevano vissuto.
    Grazie a te con le tue parole mi fai pensare di più alla quotidianità al miracolo del sole che sorge e del tramonto che ti accompagna al riposo e non solo a programmi umani di domani o di dopodomani ed alla grazia di aver vissuto un giorno in più ringraziando il nostro Creatore di viverli ancora!

    1. Rino Sciaraffa Reply

      Si anche a me era capitato di sentire racconti in tal senso e credevo che il “mal d’Africa” fosse una sorta di leggenda del viaggiatore. In un certo senso è vera. Riscopri in quella terra un’ancestralità perdura o magari, dimenticata!

  4. Joyce Serena Dentico Reply

    Parole profonde e vere!
    La lettura risulta davvero piacevole e tutto ciò che viene scritto è profondo.
    Grazie!

    1. Rino Sciaraffa Reply

      Grazie a te Joyce, ed io conosco la tua sensibilità umana e il tuo senso profondo solidale. Grazie per il tuo impegno per Compassion.

  5. Francesco Caselli Reply

    Grazie Rino per questa illustrazione dell’esistenza. L’Africa non più continente lontano, ma vicino, intimo. L’Africa simbolo della vita che si ferma a contemplare la vita stessa,che come dici tu, nonostante abbia lo stesso ciclo, racconta ogni giorno una storia diversa.

  6. Rino Sciaraffa Reply

    Grazie per la tua riflessione Francesco. Hai usato una espressione interessantissima…Africa continente vicino e intimo. Effettivamente ha un valore simbolico fortissimo, sia nell’origine della storia dell’umanità sia nel suo sviluppo.
    Grazie di cuore

  7. Roberto Reply

    Credo che lo ripeterò spesse volte che amo la tua scrittura, intensa, armoniosa, mai inutilmente ridondante nel suo descrivere il tempo e lo spazio. Perciò, grazie.

    Chiudendo, chioso che anche sullo Shabbat nasce e tramonta il sole.
    Anche questo fatto é molto rassicurante.

    1. Rino Sciaraffa Reply

      Grazie Roberto per il tuo commento, verissimo, lo Shabbat segue il sole dal tramonto venerdi al tramonto del Sabato e proprio in Etiopia ci sono state antichissime radici ebraiche, delle quali accennerò qualcosa nel prossimo articolo.

  8. SIMONE GASTALDI Reply

    Grazie per le meravigliose parole che riscaldano come il sole e fanno riflettere su quanta luce e quanto sole abbiamo da vivere e da regalare alle persone che incontriamo ogni giorno nel nostro cammino, ma soprattutto a noi stessi.

    1. Rino Sciaraffa Reply

      Concordo con te caro Simone… si, luce e calore insieme, per riscaldarsi-ci reciprocamente. Grazie per la tua preziosa amicizia.

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