Oggetti Smarriti

Alzi la mano chi non ha mai smarrito qualcosa… io ne sono un discreto campione… l’importante è non aver smarrito l’esistenza dell’altro…
Alzi la mano chi non ha mai smarrito qualcosa… in smarrimenti sono un discreto campione – accendini, ombrelli, agende, guanti, sciarpe – sono gli oggetti più gettonati, rare volte sono riuscito a recuperare ciò che avevo perso, e devo dire che l’idea di non avere più con me quell’oggetto – spesso e volentieri ricevuto in dono – mi crea un senso profondo di tristezza, come se una parte di me e della persona che me ne ha fatto dono, fossero scomparse per sempre. Per quanto cerchi di essere attento, muovendomi con i mezzi pubblici per oltre due ore nell’arco della giornata, qualche distrazione va messa in conto.
E dopo questo personale racconto, che mi è servito da introduzione alla piccola storia quotidiana, ecco il fatto concreto che mi ha portato a scrivere queste righe.
Come tutte le mattine percorro circa dieci minuti a piedi per prendere il primo dei mezzi – un tram – che mi porteranno sul luogo di lavoro, dopo aver compiuto una decina di metri la mia attenzione viene attratta da una tessera sul marciapiede, la raccolgo e noto subito che si tratta di un abbonamento dell’azienda locale trasporti, intestato ad un quattordicenne, che faccio? L’appoggio da qualche parte in modo che sia evidente? Lo prendo e svolgo una ricerca sul suo proprietario? Scelgo la seconda opzione, che mi sembra la più giusta!
Ed eccomi a scandagliare pagine Facebook, il sito delle pagine bianche, come elemento di ricerca principale uso quello di un indirizzo nelle vicinanze della mia abitazione, solo uno sembra fare al mio caso, che però si rivelerà errato. Alla sera, al rientro dal lavoro, mi reco da un tabaccaio della mia zona. Scusi qualcuno ha segnalato lo smarrimento di un abbonamento? Sì, questa mattina è venuto un signore – il papà dell’intestatario – a informarsi. Benissimo, rispondo, le ha lasciato un recapito, sa dove abita? L’abbonamento l’ho trovato io! No, lo metta nella buca delle lettere, ci penserà il postino a consegnarlo. Vorrei rispondere che è una soluzione non fattibile, visto che sulla tessera non è segnalato nessun domicilio. Lascio perdere, è chiaro che al tabaccaio della cosa non interessa nulla. Tornato a casa, faccio ancora qualche tentativo – qualche telefonata e un’email all’amministratore del mio condominio, vuoi vedere che quel cognome e tra i suoi amministrati?  – nulla da fare, mi devo arrendere. Il mattino seguente lascio un foglio con scritto “Ritrovato abbonamento studenti, chiamare al numero…”, nemmeno questo avviso ha dato risultati positivi, alla sera mi reco all’ufficio dell’azienda trasporti, recapitando l’abbonamento, con la speranza che siano loro a riconsegnarlo al legittimo proprietario.
Forse molti di voi, si stanno chiedendo perché non ho consegnato subito il tutto all’ufficio preposto, giusta osservazione, però trovare lo sbadato studente avrebbe accelerato i tempi, purtroppo così non è stato. Non saprò mai se chi ha ricevuto dalle mie mani il documento ha subito avvisato l’intestatario, me lo auguro, però permettetemi qualche dubbio sull’efficacia dei servizi dell’azienda trasporti torinese .
Perché ho fatto tutto questo? Semplice, mi sono immedesimato nello studente, che sarà stato sicuramente rimproverato per la sua sbadataggine, io stesso quando smarrisco qualcosa vengo rimproverato e vorrei che qualcuno risalisse a me per restituirmelo. Considerazione finale, smarrire oggetti è abbastanza normale, la quantità è enorme, in alcuni casi – che non sono esattamente degli smarrimenti – non vengono ritirati oggetti acquistati, anche di valore, oppure il caso estremo del non ritiro di una vincita super miliardaria.
Quello che sembra essersi smarrito è l’interesse, la capacità di riconoscere l’esistenza di un altro, chiamatela empatia, prossimo, la sostanza non cambia, alle volte a cambiare le nostre società sono i piccoli gesti quotidiani, ne siamo ancora capaci? A voi provare a dare delle risposte, e se per caso, lo studente di questa storia legge questo articolo, si faccia avanti, lo ringrazierò per avermi dato lo spunto per un’altra piccola storia quotidiana.
Foto: cronacheancona.it – torinoggi.it
Piccole Storie Quotidiane ritorna lunedì 11 novembre

One Comment

  1. Umberto Scopa Reply

    quanto è vero! per giunta viviamo nell’era della massima rintracciabilità, le nostre vite sono tracciate in ogni passo che facciamo, ma solo a vantaggio di chi vuole trarne profitto… e poi c’è l’indifferenza che compensiamo con il contatore di amici su facebook

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