Il Supermercato

Scariche di adrenalina e ruote che vanno storte… viva il supermercato
Candido è il protagonista di bizzarre avventure dal lunedì al venerdì, amici nessuno, solo qualche conoscente che approfitta della sua ingenuità e indifferenza per il profitto. Abita in periferia, così periferia da non avere nemmeno un nome, indicata come il posto. Nessuna rabbia o delusione, solo malinconia e ironia. La domenica è solo sua, attesa, sospirata, antidoto a tutti i mali, colma di speranze, foriera di libertà.
Con una certa riluttanza, ogni tanto, vado a fare la spesa, inserisco nel portafoglio, ops non lo posseggo, nella tasca dei pantaloni, una banconota da 20 euro, e riesco a spenderne 19,99, perché amo il rischio e vivo per queste scariche di adrenalina.
Se c’è un posto dove non è possibile fare conoscenze femminili è il supermercato – cassiere a parte – sono tutti uomini, perennemente attaccati al telefono a chiedere delucidazioni a mogli, amanti, sorelle, madri, figlie, amiche: l’hamburger deve avere zero grassi ed essere senza glutine? oppure…  lo yogurt deve essere allevato in Italia? A pensare che il maschio per natura odia fare la spesa, quando è ora di andare al supermercato, porta entrambi le mani sulla pancia e si chiude a chiave nel bagno, accusando improvvisi dolori intestinali. Poi finisce, non si sa bene il perché, che a far fila alle casse, a scegliere tra offerte, 3×2, paghi 1 compri 2, scontissimi, super offerte, c’é lui il maschio. Forse ci vanno per le cassiere?
Io mi metto in coda dove lavora la più carina, ma quando è il mio turno lei va in pausa, il suo posto viene preso da un ragazzo alto due metri, con una lunghissima barba nera, una sorta di Mangiafuoco con il grembiule.
La mia situazione sentimentale non mi lascia scampo, essendo singolo per vocazione, non ho alternative, tocca a me andare al supermercato… potrei mandare Maria Filippa, ma non mi sembra il caso, ci vado io, con tanto di carrellino, che è talmente brutto che una volta ci ho trovato appiccicato un biglietto: mi lasci il suo Iban per un bonifico.
La zona dove abito, come sapete un quartiere senza nome, detto il posto, non pullula di supermercati, alcuni anni fa ne anno aperto uno di quelli giganteschi, da cui preferisco stare lontano, un mio amico si è perso nei suoi corridoi, l’hanno ritrovato dopo una settimana coperto di fustini di detersivo per lavatrice, le prime sue parole pronunciate ai soccorritori sono state: volevo prendere due confezioni al posto della mia… Quindi mi reco in uno piccolino, un discount, che immagino sappiate che significa sconto, i suoi corridoi sono quasi sempre deserti, e il personale è così indaffarato tanto da avere il tempo di salutarti all’ingresso e scambiare qualche osservazione sulle condizioni meteo.
Nemmeno questo è esente da un problema, studiato in ogni Università del mondo, perché nessun carrello va dritto, almeno io non ne ho mai trovato uno, ho trovato più spesso e senza cercarli mazzi di quadrifogli.
Altro problema che m’investe tutte le volte che entro in un supermercato, è l’ansia, tutti quei prodotti da scegliere, quali saranno i migliori, dopo aver girato per due ore, il mio carrello contiene solo uno yogurt bianco di soia, 0% grassi, senza lattosio, senza qualsiasi cosa, così quando sento l’annuncio: il supermercato chiude tra pochi minuti, s’invitano i signori clienti ad affrettarsi alle casse. Prendo qualsiasi cosa che mi capiti a tiro, senza pensare, acquistando pasta ma senza avere in casa del sale grosso, pacchi da 5kg di insalata senza avere in casa l’olio, dieci barattoli di panna spray senza avere in casa delle fragole. Ma a parte questi piccoli e trascurabili errori, arrivo alla cassa e poco dopo il cassiere – lui il Mangiafuoco – sentenzia: sono 19 e 99! Anche questa volta ho vinto io, e visto che il personale e i clienti mi conoscono benissimo, partono cinque minuti di applausi, con tanto di ola… E Poi Venne Domenica
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E Poi Venne Domenica ritorna sabato 29 gennaio
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