Non Buttare

di Giuseppe Rissone abitareroma.it
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Non buttare, non gettare, ma riparare tutti insieme, per un’economia circolare e contro l’usa e getta
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Andare alla ricerca di storie, progetti, esperienze lente mi permette di scoprire realtà nemmeno immaginate, la preferenza va a quelle che mettono in primo piano lo stare insieme, e il caso dei Repair Cafè, essi sono luoghi di ritrovo appositamente allestiti per consentire di riparare oggetti che altrimenti andrebbero buttati. L’idea è nata in Olanda nel 2009 dove una ex giornalista – Martine Postma – diventata mamma, dopo la nascita del suo secondo figlio, si era resa conto di quante cose andassero buttate, nonostante potessero ancora essere utili a qualcuno. L’idea ha avuto successo, e lo stato olandese ha deciso di finanziarla, con la nascita del Repair Cafè Foundation, ad oggi i punti Repair Cafè sono diventati  1500 a livello globale, i paesi dove sono maggiormente presenti e attivi sono i Paesi Bassi, la Germania, il Regno Unito, gli Stati Uniti, il Canada e l’India. Il nome evoca la possibilità di riparare il proprio oggetto malfunzionante e allo stesso tempo passare del tempo – lento – in compagnia di altre persone.
Riparando gli oggetti che altrimenti andrebbero buttati si ottiene una lunga serie di vantaggi sia per il singolo cittadino che per la comunità tutta. I vantaggi economici sono senz’altro il risparmio a livello personale grazie alla riparazione gratuita, alla mancanza di acquisto di un nuovo apparecchio. Ci sono poi innegabili vantaggi ambientali (meno rifiuti e meno materie di scarto) ma anche vantaggi per così dire “sociali”, perché intorno all’attività della riparazione si creano comunità e relazioni.
Come funziona un Repair Cafè? Ogni realtà ha delle sue specifiche ma possiamo riassumere che le persone che portano un oggetto da riparare vengono innanzitutto accolte da un incaricato capace di fare una prima diagnosi del guasto, per successivamente cominciare la riparazione vera e propria. Viene spiegato al proprietario dell’oggetto come si cerca il guasto, come si smonta l’apparecchio, come si cerca di aggiustare eventuali parti rotte o da sostituire. Si cerca di coinvolgere le persone nella riparazione, lo spirito è quello di trasmettere le capacità riparative alla persona che ha portato l’oggetto, con l’idea che la volta successiva, in caso di medesimo guasto, quella persona può provare da sola a fare la riparazione.
Oggetti accettati per le riparazioni: elettrodomestici, informatica, sartoria, biciclette, oggetti rotti, guasti, mal-funzionanti che siano trasportabili come scatole di legno, giocattoli, porcellane o terracotte, scarpe, accessori d’abbigliamento e quant’altro. In Italia i Repair Café sono poco diffusi e prevalentemente sono presenti nelle regioni del Nord.
Quello che segue è un elenco non esaustivo delle realtà italiane, a voi fare una ricerca nei vostri luoghi di residenza:

Gettare? No di certo! Perugia Il Repair Café di Perugia nasce nel 2017 con lo scopo di ridurre i rifiuti prodotti dal modello consumistico dell’usa e getta e dall’obsolescenza programmata. Questo intento è stato anche ribadito da Michele Giommini dell CRURZ (Coordinamento Regionale Umbria Rifiuti Zero). Ad oggi il team è composto da 11 persone tra personale e riparatori/riparatrici.

Repair Café Venezia Il Repair Café di Venezia nasce nel 2018 da un’intuizione di una delle fondatrici, che ispiratasi agli eventi olandesi, decide di portare queste manifestazione anche nella sua regione. La comunità è stata creata al fine di offrire momenti di socialità alternativi alle classiche attività turistiche della zone. All’interno del RC di Venezia è possibile riparare e aggiustare tantissimo prodotti, da quelli per la casa fino a quelli tecnologici e digitali.

Aggiustatutto Repair Cafè Roma L’Aggiustatutto Repair Café di Roma è stato il primo Repair Café ad aprire in Italia. Aperto nel 2015, la comunità organizzava i primi eventi all’interno del Centro Sociale Lab Puzzle. La volontà di creare questa organizzazione, come spiega uno dei fondatori Francesco Pelaia, nacque dalle spiccate qualità riparatorie e manutentive dei componenti del team. Ad oggi, sono presenti 20 soci tra operatori e apprendisti che riparano una vasta gamma di oggetti.

Repair Cafè Rusko Bologna Il RC Rusko (Riparo, Uso Scambio Comunitario) di Bologna deve il suo nome al termine bolognese “rusco” che significa “spazzatura”. L’iniziativa è partita da tre anni fa, da un gruppo di amici con spiccate capacità artigianali. Oggigiorno, l’organizzazione bolognese è molto attiva sul territorio e sono anni che contribuisce al recupero della sostenibilità ambientale, economica e sociale della comunità.

Lab Barona Milano Il Lab Barona di Milano, il primo Repair Café del capoluogo lombardo, è gestito dalla cooperativa La Cordata che da trent’anni nella zona di Barona, realizza progetti di coesione sociale. La sua realizzazione è stata resa possibile grazie alla collaborazione con Milano 2035, un progetto dedicato ai giovani, in particolare a studenti e lavoratori, che non hanno la possibilità economiche per permettersi un alloggio stabile. Lab Barona di Milano, oltre a essere fornita di tutti gli attrezzi utili alla riparazione di qualsiasi oggetto, è attrezzata di tutte le tecnologie digitali per raggiungere le persone che non possono recarsi negli spazi fisici.

A conclusione di questo articolo mi preme sottolineare come i Repair Café sono l’esempio concreto di come da una semplice intuizione si possa creare un reale movimento legato alla filosofia della riparazione, del riuso, e del rifiuto dell’idea dell’usa e getta e chissà che tutto questo non sia da stimolo per creare altri luoghi come quelli descritti. Da non dimenticare che queste realtà creano possibilità di lavoro, oltre che di socialità diffusa e concreta. Abitanti di tutto il mondo unitevi e riparate e non gettate!


  Tempo Lento ritorna martedì 31 maggio


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