Vecchie Frequenze…

Un breve viaggio indietro nel tempo, scoprendo o riscoprendo vecchie emittenti, con particolare attenzione per la Terza Rete Rai, e i tanti programmi della Tv di Stato dedicati alle minoranze linguistiche presenti nel nostro paese.

Da poche ore siamo entrati nel 2020, nulla è cambiato, troverete sempre le Libere Frequenze, che vi accompagneranno attraverso la radio e la televisione. Questa prima puntata sarà alla “vecchia maniera”, vi riporterà indietro nel tempo scoprendo, o riscoprendo, vecchie emittenti. Nei prossimi appuntamenti ci saranno delle novità, vi presenterò infatti tanti personaggi che hanno fatto la storia delle tv e radio libere!

Ma tornando al recentissimo 2019 appena trascorso, si sono festeggiati i 40 anni della Terza Rete Rai che nacque come risposta alla concorrenza delle tv locali. L’esordio ufficiale fu alle 18,30 del 15 dicembre 1979. Nei primi tempi la novità di una rete pubblica regionale accese la speranza di vedere il proprio territorio protagonista, purtroppo nel giro di pochi anni per seguire la logica della lottizzazione che vedeva Rete Uno in mano alla DC e la Rete Due al PSI + i partiti cosiddetti “laici” anche Rai 3 venne data “in appalto” al PCI. Pur sperimentando un nuovo linguaggio attraverso programmi come “Profondo Nord”, “Samarcanda”, “Il processo del lunedì” e tanti altri, con un Tg regionale (sempre più breve) la logica politica trasformò questo mezzo in TeleKabul. Con questa definizione di Giuliano Ferrara, detta al congresso del PSI, non si considerava quindi solamente il Tg ben diretto da Sandro Curzi, ma almeno una parte della programmazione. Chi si avvantaggiò col tempo della nuova struttura televisiva furono anche le minoranze linguistiche, già in parte coperte da programmazioni ad hoc, che videro migliorare e potenziare le loro trasmissioni con tecnologie e tempi ampliati. Infatti nel 1979 nacque la Terza Rete Bis che incorporava i programmi in tedesco di Rai Sender Bozen. Dalla stessa sede dove andavano in onda programmi radiofonici già dal 1955 e sperimentalmente televisivi dal 1977, nasce alla fine degli anni ottanta Rai Ladinia, la struttura deputata a produrre e trasmette programmi in lingua ladina. Ritornando al 1979 oltre ai programmi radiofonici, già presenti dal 1968 e potenziati nel 1978, dalla sede di Rai Val d’Aosta (Siège RAI de Aoste) iniziano le trasmissioni televisive con il telegiornale e i programmi regionali. Spostandoci sul confine orientale ecco Rai Friuli Venezia Giulia (Rai Furlanija Julijska Krajina in sloveno e Rai Friûl Vignesie Julie in friulano) struttura regionale della Rai nella regione autonoma Friuli-Venezia Giulia. Qui dal ’79 iniziano le trasmissioni regionali televisive mentre a metà degli anni ottanta ecco apparire quelli per la minoranza slovena. Dopo la carrellata dedicata alle sedi delle minoranze linguistiche mi sorge una domanda: siamo sicuri che le nostre minoranze siano trattate allo stesso modo? Lo dico a giusta ragione seguendo le difficoltà che trovano i cittadini di nazionalità italiana fuori dai nostri confini. Qui non voglio fare un discorso politico perché ognuno di noi ha la propria “sensibilità”, ma credo che aldilà delle differenze, come recita l’articolo 21 della Costituzione… Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. E questo deve valere anche per le minoranze italiane. L’esperienza negativa che sta attraversando Tv Koper Capodistria, tanto per fare un esempio, mi sembra che dica il contrario!

Occupiamoci di compleanni, con una breve serie di notizie relative a vecchie emittenti che nell’anno appena trascorso hanno festeggiato l’anniversario dalla nascita. Ecco quindi la Televisione Cristiana in Italia che ebbe il suo inizio nel 1979 quando Paul Crouch, allora giovane pastore delle Assemblee di Dio in America, con sua moglie decisero di creare a Marnate (VA), la prima emittente televisiva cristiana in lingua italiana sul modello di quella statunitense.

Alla fine di quell’anno in Italia, secondo alcuni studi, invece le “radio libere” erano ben 2500. Proprio quell’anno vede la luce a Milano Radio Peter Flowers mentre nella capitale si formò Radio In che fu uno dei primi circuiti radiofonici italiani. E le tv? Sicuramente la Terza Rete si trovò nella condizione di combattere con centinaia di loro, una di queste era l’appena nata Rete Torino emittente che trasmetteva sul canale Uhf 56. Nello stesso anno nasce Tele Torino International, una delle prime emittenti televisive private della città, iniziò le trasmissioni a colori aderendo anche al circuito CTA, Compagnia Televisioni Associate, che riuniva all’epoca 20 emittenti di interesse regionale quasi tutte collegate ad un quotidiano. Nel ’79 passa nella regione confinante anche TeleCity Piemonte che fa nascere pertanto TeleCity Lombardia. Al sud ecco comparire Rete 43 Benevento mentre in Sicilia nasce Antenna Sicilia. Da allora quant’acqua è passata sotto i ponti quei ponti però radiotelevisivi che trasformarono le emittenti locali spesso in network. Con questo concludo il primo appuntamento targato 2020 e come sempre a chiusura vi propongo l’ascolto di una canzone Ogni uomo una radio – Casino Royale  e ancora auguri per un 2020 sempre sulle Libere Frequenze!

ANTONINO DI BELLA

Foto: riparazioni-radiotv.com – tgfuneral24.it

Libere Frequenze ritorna giovedì 30 gennaio

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