La Bottega Del Rigattiere

Gianfranco Gonella  flickr.com

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Quando la politica si è fermata, non sapendo prendere decisioni, si è rivolta alla bottega del rigattiere

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Allora, cari amici bradipolettori, dove eravamo rimasti? Se ricordate mi avevate lasciato in mezzo ad un incubo e avevo paura di svegliarmi per ritrovarmi in una realtà che non mi apparteneva, che non poteva appartenerci. Citando Giorgio Gaber “purtroppo o per fortuna” la tragedia ha preso un’altra piega e quel pericolo lo abbiamo scampato. Ma non ne siamo usciti tanto bene, comunque.

Per fugare ogni illazione tengo a precisare che la rielezione a Presidente della Repubblica di Sergio Mattarella mi ha riempito di gioia, per la grande stima e rispetto che personalmente nutro nei suoi confronti. Il discorso alla nazione che ha tenuto a capodanno mi ha emozionato e coinvolto come solo quello che aveva pronunciato Sandro Pertini con il suo “svuotiamo gli arsenali e riempiamo i granai”: un vero manifesto politico.

Di tutti gli altri non ricordo molto, forse un “non ci sto” di Oscar Luigi Scalfaro, ma è davvero troppo poco. Comunque, come scritto poco sopra, purtroppo o per fortuna ne siamo usciti e per i prossimi sette anni stiamo tranquilli. Perché purtroppo?

Semplice, la nostra politica non è riuscita neanche su una questione super partes a mettersi d’accordo nello scegliere un nome che poteva rappresentare, rappresentarci, tutti. Dai due schieramenti solo nomi di facciata, ma nessuna seria proposta. Questo qui no, è l’espressione di un partito, questa no, si è addirittura fatta la campagna elettorale sfruttando la carica che occupava, e che dire poi di quest’altro che è passato da tutti gli schieramenti riuscendo perfino a farsi eleggere dal “centrosinistra” addirittura a Bologna. Stendiamo un velo pietoso su tutta la faccenda.

Ora che abbiamo archiviato la pratica mi auguro che si ritorni ad una fase più politica dove lo Stato e il suo ordinamento ritornino al centro dell’agenda parlamentare. Manca poco alla fine della legislatura e abbiamo leggi ferme dopo che le varie commissioni hanno espresso parere favorevole, ma che non sono state calendarizzate per le votazioni in aula. Dobbiamo portare avanti i progetti per i quali abbiamo ottenuto fior di quattrini dall’Europa, ma siamo ancora fermi alla loro progettazione. Abbiamo da riformare un sistema sanitario nazionale che due anni di pandemia hanno di fatto emergere le tante lacune locali, e che solo per la dedizione e l’abnegazione del personale sanitario non ha raggiunto livelli da terzo mondo. Penso ad esempio al caso della bambina di due anni morta per il Covid che è stata trasportata da Catanzaro a Roma perché in Calabria non esiste un reparto di terapia intensiva pediatrico.

E penso a chi aveva osteggiato la nomina di Gino Strada a commissario per la sanità calabra e alle frasi: Siamo una delle Regioni italiane e non vogliamo essere trattati come un Paese in guerra, come un Paese del terzo e quarto mondo. I calabresi hanno il diritto sacrosanto di gestire la propria sanità. Abbiamo grandi medici e capacità amministrative. Come tutte le altre Regioni anche noi dobbiamo amministrare la nostra sanità: così Antonino Spirlì, presidente facente funzioni della Calabria, ha commentato l’intervento di Emergency, l’Ong fondata da Gino Strada, nella Regione. Se volete saperne di più leggete questo articolo.

Chissà cosa ne pensano ora quelli che pronunciavano quanto sopra citato. Quindi, tornando al tema dell’articolo, la politica si è fermata, non sapendo prendere decisioni si è rivolta alla bottega del rigattiere, “quella figura che esercita il commercio di compravendita di roba usata, vecchia, ogni tanto inservibile” (vocabolario Treccani).

E ci ha dovuto pensare “l’usato sicuro”, il nostro Presidente, a stoppare una legge arrivata a votazione alla camera sull’agricoltura biodinamica, una legge che, grazie alla solita manina che la trascrive, avrebbe equiparato una pratica che scienziati e premi Nobel avevano definito “vera e propria stregoneria”, all’agricoltura biologica. Una vera e propria truffa come stamina. E siamo solo alle prime battute. Ma almeno una figura con la testa sulle spalle “per fortuna” l’abbiamo ancora.

Veniamo adesso al brano musicale che ho scelto per quest’articolo. Si tratta proprio de La bottega del rigattiere, tratto dall’album Dedicato a Frazz dei Semiramis che sono stati una delle migliori speranze della musica rock italiana nei primi anni settanta. Oggi, ai più, sono ricordati perché agli arbori hanno tenuto a battesimo un giovanissimo chitarrista, solo quindicenne, fratello del tastierista.Il giovanotto in questione era Michele Zarrillo. Ma l’età di tutti i componenti è piuttosto giovane, il più “anziano”, se così lo vogliamo definire, è il tastierista Maurizio Zarrillo che ha ben 19 (diciannove) anni. Una discreta attività live li porta ad esibirsi a vari festival tra i quali il più famoso, quello di Villa Pamphili a Roma, dove vengono notati, e scritturati, dall’etichetta Trident.

Prima di entrare in studio per la registrazione del loro album, una piccola variazione di formazione che da 5 passa a 6 elementi con l’aggiunta di un altro tastierista. Nonostante diverse apparizioni televisive e i tanti concerti, problemi distributivi limitano la diffusione del disco che passa quasi inosservato. Lasciata la Trident, altre defezioni nella formazione, un nuovo contratto con l’etichetta tedesca Basf con l’impegno a produrre il loro secondo album nella filiale italiana. Quando il disco è praticamente imbastito la Basf, casa madre tedesca, decide di chiudere la sede italiana così i brani già composti rimangono nell’oblio e la band si scioglierà. Michele diventerà la voce dei “Rovescio della medaglia” prima di intraprendere la carriera solista.

Con vicende alterne il gruppo tenterà nuovamente di riunirsi e, ancora oggi con solo uno o due elementi della formazione originaria, non è raro ritrovare il loro nome a qualche rassegna rock and prog.

Vi lascio allora il link del brano citato in due versioni: la prima è l’originale del 1973 con Michele Zarrillo alla chitarra, mentre il secondo è di una versione live di un concerto a Genova del 2017. Buon ascolto e alla prossima.


Il Mito Ostinato ritorna lunedì 14 marzo


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3 Comments

  1. Claudio Savergnini Reply

    Caro Gianfranco, io non ho ancora capito se quando ricevo le telefonate dai call center che mi propongono il cambio di gestore telefonico per accedere a mirabolanti sconti (o quando suonano alla porta sedicenti incaricati del fornitore di energia a propormi modifiche sul contratto dicendomi che sto pagando più di quello che dovrei) costoro stiano imitando le strategie della politica o se siano i politici che copiano direttamente da questi venditori. Non mi è chiaro se i continui sondaggi cui si affidano i partiti servano a migliorare le loro strategie politiche o se l’unica strategia è quella di migliorare almeno i sondaggi…. certo potrebbe essere un modo di risparmiare un po’ di soldi pubblici: anzichè mandare gli italiani alle urne, si potrebbe prendere l’esito di un bel sondaggio e formare direttamente così Camera e Senato. Una cosa è certa, coloro che stanno governando in questo momento sono degli inetti e irrilevanti cialtroni! Sarebbe il caso di ricordare ai nostri governanti la favolo di Esopo, (quella sui figli litigiosi) quando il padre fa vedere loro che ogni rametto preso singolarmente si spezza facilmente, mentre riunendone diversi in un unico fascio diventa impossibile romperli; invece ci tocca vedere partiti che portano ancora nel loro DNA il fascio littorio sciogliersi come neve al sole (non è mia, sto citando Salvini) . E i Cinque Stelle? Vorrebbero governare un Paese quando non sanno nemmeno applicare correttamente uno Statuto che si sono scritti loro e devono andare per vie legali! È dovuto intervenire Grillo di persona a mettere un po’ di ordine, ma significativa è stata una sua battuta una volta tornato a casa: ” Va tutto bene, mi usano un po’ come condom per la protezione del Movimento”. A parte il dispiacere di vedere una così bella mente sottratta alla scrittura di testi satirici per occuparsi di polica, sorge spontanea la sensazione che con quella frase abbia voluto certificare quanto teste di c…. siano proprio i suoi uomini migliori (ribadisco quella frase l’ha detta Grillo, non un loro avversario politico)
    Tutti intenti a farsi le scarpe l’un l’altro, hanno poi vistosi cali di attenzione quando si tratta di scrivere le leggi, dimenticandosi di prevederne possibili distorsioni o interpretazioni a scopo fraudolento… e così, quella che doveva essere una bella base per una ripresa economica, almeno in alcuni settori, è diventando un boomerang per molte ditte di onesti impresari che hanno optato per la cessione del credito. A causa delle truffe che gli immancabili profittatori del bonus 110% hanno attuato sulle ristrutturazioni, la chiusura delle stalle a buoi ormai scappati ha fatto sì che ci siano già un gran numero di imprese edili con i conti bloccati e a rischio fallimento (quelle in difficoltà purtroppo sono le ditte degli impresari onesti, quelli che danno lavoro e stipendio a veri dipendenti in carne e ossa e non a fantomatiche maestranze inesistenti)
    Questi politicanti che ci governano non fanno niente, a parte giocare tutti i giorni al loro Risiko politico! E quando purtroppo càpitano gli incidenti mortali nei cantieri, hanno anche la faccia tosta di lanciarsi tra loro invettive del tipo: “non è più ammissibile che si muoia ancora sul lavoro”. Noi possiamo solo rincuorarci che almeno in questo settore qualche miglioramento lo vedremo: con il problema della disoccupazione che in Italia perdura da anni, con le migliaia di persone che il lavoro l’hanno perso causa pandemia e la previsione di altri fallimenti in vista, vedremo il problema delle morti sul lavoro risolversi da solo!
    Ho fatto cenno poc’anzi al gioco nel quale sembrano assorbiti molti politici italiani; ricordo, per chi non lo conosce, che nel Risiko, gioco di guerra, l’esito delle battaglie è determinato dal lancio dei dadi; è mia convinzione che se i nostri parlamentari prendessero le loro decisioni mediante gli stessi strumenti ci farebbero un servizio migliore. Avremmo un’Italia governata dalla legge dei grandi numeri e, con tutta probabilità, mediamente migliore di come è ora.
    Per fortuna alla fine dei tuoi articoli Gian, c’è anche qualche chicca musicale che mi aiuta ad addolcire la bocca. Tempo fa avevo un paio audiocassette de Il Rovescio della Medaglia (pur ignorando completamente che Zarrillo ne avesse fatto parte) mentre completamente ignoti mi erano, fino a oggi, i Semiramis che sono lieto di poter ascoltare ora. Anche nell’universo musicale, non solo nella politica, ci sono però situazioni di conflitto. Su La Stampa di ieri c’era questo titolo: “Rinascono i The Trip ed è subito guerra… ” (The Trip erano attivi negli anni ’60-’70) in sintesi: Pino Sinnone ricostituisce la band e annuncia un disco, ma gli si oppone Furio Chirico che ha la sua “Furio Chirico’s The Trip”. Al di là degli esiti della querelle per due gruppi che oggi si fregiano dello stesso marchio io mi consolo pensando che, almeno in campo artistico, i contrasti e le divisioni portano comunque sempre qualcosa di ulteriore a livello creativo; qualcosa di cui noi possiamo fruire. E allora ti saluto e vado a fruirne!

  2. Andrea Reply

    Non ultimo le bocciature sui referendum. In particolare quella sul termine vita. Anche qui una incapacità politica di trovare una soluzione, che come altre volte deleghera’ alla magistratura, le cui sentenza faranno legge.

  3. Gian Reply

    Ringrazio per gli interventi.
    Caro Andrea, che dire.
    Ricordo di un’aula esultante per aver bocciato una legge che garantiva pari diritti dopo che una commissione parlamentare, rappresentata da tutti i partiti, aveva espresso parere favorevole.
    E non voglio neanche commentare che, dopo aver scoperto, si fa per dire, il mondo dei furbetti che hanno approfittato delle agevolazioni e dei contributi per il 110%, sempre la stessa aula ha esultato per aver raddoppiato la soglia di pagamento in contanti portandola da 1000 a 2000 Euro: un valido esempio su come si cerchi di contrastare il nostro tragico fenomeno dell’evasione fiscale.
    Caro Claudio, a quanto tu scrivi non ho da ribadire niente, del resto penso che ormai i tuoi interventi siano la giusta chiosa ai miei articoli.
    Se ne potrebbe fare una rubrica intitolata “La risposta di Claudio”, ma in fondo è bello così.
    A te rispondo invece sulla querelle musicale legata al nome dei Trip.
    Non è la prima volta che componenti di vari gruppi, una volta che le loro strade si dividono, cercano in qualche modo di sopravvivere ognuna legandosi al nome d’origine.
    Pensa ai New Trolls: il gruppo storico era formato da Nico Di Palo, Vittorio De Scalzi, Giorgio D’Adamo, Gianni Belleno e Mauro Chiarugi.
    Il gruppo nasce dalle ceneri dei Trolls, ecco perché l’aggiunta New.
    Tralascio i motivi che , nel tempo, hanno portato all’abbandono dal gruppo una volta di uno e una volta dell’altro, fatto stà che altri musicisti sono entrati a far parte della formazione.
    Solo che i fuoriusciti continuavano a esibirsi con lo stesso nome.
    Ai New Trolls si aggiungono N.T. Atomic System, La leggenda dei N.T., La storia dei N.T., Il Mito dei N.T., e poi ancora gli Ibis e i Tritons e un gruppo che cita solo i nomi di battesimo dei vari componenti.
    Il repertorio comunque uguale per tutti.
    Insomma chi più ne più ne metta.
    E pensare che noi, dei N.T. ricordiamo sempre Una miniera e Quella carezza della sera, che sono state eseguite dalla formazione originale.
    Come dire, diffidate delle imitazioni.
    Un abbraccio

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