Frisceu

Sapete cosa sono i frisceu? Sono frittelline, tipicamente liguri, da preparare con insalata, erba cipollina, rosmarino, prezzemolo o insomma potete metterci dentro davvero quello che vi pare e da mangiare appena fritti. Direte che ho deciso di passare alla cucina per rendere più interessante il mio appuntamento, no nulla di tutto questo. E’ l’immagine dei frisceu – una mescolanza di sapori – che fa da sfondo o meglio ancora da colonna sonora a una serie di sensazioni vissute di recente.
Ho trascorso alcuni giorni in Liguria, precisamente nella Riviera di Levante, approfittando dei tanti “ponti” tra una festa e l’altra; ho raggiunto la mia meta viaggiando in treno, e come dice la canzone Quei posti davanti al mare, superata Alessandria si sente il mare, o quantomeno senti che l’apparire della tavola blu è imminente.
Le giornate trascorse – con una situazione meteorologica, alquanto ballerina – hanno assunto ritmi decisamente bradipi, tra passeggiate in riva al mare, tra i carruggi della città che mi ospitava, seduto in una splendida piazza ascoltando un cabarettista/conduttore raccontare le mille sfaccettature dell’ironia sportiva e non solo, tra fiere e mercatini, e cosa decisamente importante, l’incontro con alcuni cari amici.
Ho anche scelto – nella giornata di domenica – di “sconfinare”, sono passato dalla provincia di Genova a quella di La Spezia, in una piccola località che si può definire la porta delle Cinque Terre, per chi viene da Ponente.
Un borgo decisamente turistico – negozi di souvenir e ristoranti la fanno da padrone – che da il meglio di sé sul mare, con una bella spiaggia, affollata di surfisti, nonostante le onde non siano oceaniche, il loro numero è notevole. Bellissime ville stile liberty si affacciano a pochi passi dalla spiaggia, percorrendo un tratto del lungomare leggermente defilato dalla zona centrale, dove il panorama, il silenzio e i profumi, prendono spazio, liberando la mente e il cuore.
Nel locale dove ho pranzato, su una mensola erano esposti alcuni libri e ritratti di Fabrizio De Andrè, dischi di Francesco De Gregori e Simon&Garfinkel, e vista la giovane età dei gestori, la cosa mi ha fatto notevolmente piacere. Anche il loro modo di fare mi ha piacevolmente colpito: “assaggi questo pecorino”, “i caffè sono offerti”…
Nel tardo pomeriggio sono risalito verso la stazione della località spezzina, essa era affollata come non mai di turisti di ritorno o diretti alle Cinque Terre, vista la dimensione del Comune, la stazione è sovradimensionata, con tanto di punti informativi, stewart, e negozio di gadget.
Due giorni dopo, ho avuto modo di leggere nelle pagine locali de Il Secolo XIX un appello del sindaco di Vernazza con una richiesta d’aiuto: aiutateci a gestire i turisti. E’ in base a quello che avevo visto pochi giorni prima, posso capire questo grido disperato, e a pensare che siamo solo a maggio. Il turismo è una risorsa indispensabile, ma quando viene a spezzare l’equilibrio fisico di un territorio, va in qualche modo controllato, non penso a tornelli o ticket per accedervi, però qualcosa va fatto.
L’abitudine – mai digerita – di vivere in città, con i suoi ritmi frenetici, inquinamento e rumore, ti fanno apprezzare l’andamento lento, il potersi spostare esclusivamente a piedi, l’incontrare facilmente volti conosciuti, e sentire ancora il sapore del cibo uscire dalle botteghe, su tutti la tipica focaccia.
Poi si ritorna alla realtà, il treno ti permette ancora di ammirare fantastici tratti di mare, poi ad Alessandria, quasi a contro risposta della canzone sopracitata, il mare rimane un ricordo, che ti porti dentro, i ritmi diventano più veloci, e sogni che quel treno per una strana alchimia, riprenda a viaggiare nella direzione opposta, riportandoti davanti al mare…
Chiavari e Levanto sono state le località che mi hanno accolto, non da solo – con me la mia compagna di vita – molti gli amici incontrati… appena tre giorni dopo la mia partenza, ero nuovamente in zona, per qualcosa di molto diverso e per me molto caro, se volete saperne di più leggete l’articolo su questo blog.

GIUSEPPE RISSONE

Foto: Giuseppe Rissone

Piccole Storie Quotidiane ritorna lunedì 10 giugno

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