E’ Nato, Si Dice…

L’Epifania tutte le feste porta via… una frase liberatoria, dopo settimane di totale ubriacamento, e non dovuto solo ai brindisi. Una modalità lontana anni luce, dal messaggio della nascita del Cristo, dove tutto si focalizza sul cibo e su acquisti, spesso inutili, concentrati nei grandi centri commerciali.

Oggi 6 gennaio è d’obbligo la frase l’Epifania tutte le feste porta via, e io aggiungo un grande meno male. Nulla contro le feste in sé, e nemmeno contro quelle appena trascorse, però non mi ritrovo in questo modo di festeggiare la nascita di Cristo. In queste settimane mi è capitato di leggere questa notizia: Qualche anno fa la Corte Costituzionale degli Stati Uniti si vide sottoporre un quesito apparentemente paradossale. Un cittadino chiedeva se fosse legittimo che in uno stato laico si facesse festa per una ricorrenza a carattere religioso come la nascita di Gesù Cristo, assolutamente confessionale. La risposta fu precisa: in realtà il Natale non è più da tempo una festa cristiana, meno che mai conserva un significato religioso. Quindi è ormai una festa civile. Aggiungo che non è esattamente solo una festa civile, ma una festa commerciale e dedita a mangiate pantagrueliche. Questo non vuol dire che nelle scorse due settimane abbia digiunato, ma non è stato il primo pensiero, che sembra colpire quasi tutta la popolazione.
Don Lorenzo Milani parlava in “Esperienze pastorali” del fallimento di una Chiesa – cattolica – che ha avuto a disposizione gli strumenti della formazione di massa (scuola, mass media, istituzioni civili) senza riuscire veramente a formare, a far conoscere i contenuti autentici del cristianesimo. L’obiettivo principale è sempre stato quello di fare proselitismo, puntare ai grandi numeri, piuttosto che a dare alle persone strumenti formativi per comprendere l’autentico messaggio evangelico.
Sarà l’età che avanza, e si diventa gioco forza più brontoloni, però vedo trasformare sempre più la ricorrenza del Natale in qualcosa di molto lontano dal significato autentico della Buona Novella, Pierangelo Bertoli nella sua canzone E’ nato, si dice, contenuta nell’album Eppure soffia del 1976, sottolineava, già 43 anni fa, il distacco tra il racconto e il significato della nascita del Cristo e il natale dei regali, delle luci e delle tavolate, riassunto in questo passaggio della canzone: e quelli che l’hanno trattato più male… son quelli che hanno inventato il Natale…
In queste settimane di alternanza lavoro e giorni di festa, ho avuto modo di effettuare qualche passeggiata nel mio quartiere, non uno di quelli periferici e degradati, ma considerato medio alto. L’effetto della continua apertura di centri commerciali e supermercati della grande distribuzione, è evidente, piccoli negozi chiudono uno dietro l’altro, ne ho contati circa una decina, tra questi un giornalaio, un panettiere, una tintoria, alcuni di essi hanno appeso dei cartelli alle vetrine, ringraziando la fedele clientela, ma dopo vent’anni si sono visti costretti a chiudere. Altra faccia della medaglia, sono altre saracinesche abbassate, questa volta non per mancanza di clientela, ma perché quelle attività commerciali sono state aperte da organizzazioni criminali.

Stravolgimento del vero messaggio natalizio, concentramento delle attività commerciali in grandi centri dislocati in periferia o nell’hinterland, sono segnali di una società ubriaca, che da un lato vede aumentare in maniera esponenziale gli anziani, e dall’altro si modella esclusivamente su persone giovani in grado di utilizzare determinati ausili.
Ancora una volta una canzone mi viene in soccorso, in Secondo me, Brunori Sas canta: Secondo me non è che devi esagerare… Con la lotta al capitale… Ogni tanto ci puoi andare… Pure al centro commerciale… E lo so che è disgustoso… Disonesto e criminale… Ma d’estate si sta freschi e puoi sempre parcheggiare… Il cantautore cosentino tratta il tutto con la giusta dose d’ironia, allo stesso tempo le sue parole mi rimandano un’immagine triste, l’idea di un posto dove stare “freschi” e trovare facilmente parcheggio, mi danno un senso di disumanizzazione e impoverimento. Bene, anche quest’anno vi ho sottoposto al mio pistolotto sul natale che non mi piace, da domani via decorazioni, luci, film su come possiamo essere più buoni, un’overdose servita da troppo tempo, intanto soffiano venti di guerra. Al prossimo anno, con la quasi certezza che le cose andranno solo a peggiorare.

GIUSEPPE RISSONE

Foto: Giuseppe Rissone

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