Diario Dell’Isolamento 6

In questi giorni dove siamo costretti a rimanere il più tempo possibile in casa, come redazione abbiamo deciso di raccogliere impressioni e riflessioni su cosa succede nelle nostre città. Augurandoci che questo spazio abbia breve durata, proseguiamo, in questo sesto appuntamento, con un contributo di un nostro lettore, che ha chiesto l’anonimato, che ha definito la sua riflessione: pensieri in libertà di un “recluso” da COVID19.

LIBERO FRA LE MURA

Si è annunciata la proroga del termine al 13 aprile e sapete? La mia coscienza se n’è compiaciuta: “altri giorni in piena libertà!”. Direte che Bradipodiario lascia scrivere anche gli squilibrati di passaggio…
Non aiuta a capire queste parole se qualcuno di voi vive queste ore in un ospedale, o non può incontrare l’amante o si trova con coniuge e due pargoli urlanti in 50 metri quadri; rispetto al privilegio di chi vi sproloquia da un’astronave da 80, in solitaria. Ma spero ugualmente di aiutarvi un poco, da qui.
Diciamo che sono agevolato in questa  condizione da “recluso”, per un trascorso dove il disagio di una limitazione fisica era il male più risibile… Perché l’ingabbiamento devastante è solo quello della mente, che lo si viva fra le mura domestiche, in una piazza di sardine o nel parco di Yellowstone.
Quando si discetta sulla “libertà”, mai come in questo contesto si avrà l’occasione di comprenderne l’effettivo profondo significato, rivolto alla sua dimensione onirica, fantastica, immaginifica. E quindi, creativa.
La libertà, prim’ancora che la partecipazione del grande Gaber, è la (ri)creazione dello spirito: ci fate caso alla pura coincidenza con la radice semantica di “libro”? E L’otium, lo ricordate, era nei tempi andati il più proficuo momento della giornata, consistendo in quello “star bene”, preparatorio al “negotium”, all’occupazione del cervello in tutti i travagli e servigi quotidiani.
Vivo il timore, prendendomi del folle, che si sia persa, con il frastuono, col tempo tiranno h 24 nello stato di costante sovraccarico di files sullo schermo delle nostre recenti esistenze, l’essenza della quiete silente e meditabonda; che è ossigeno del vivere in armonia con noi stessi e con l’universo.
Sentiamoci così il nostro quotidiano dentro, più di ogni altro bollettino sullo stato della calamità fuori.
La mia casa, dall’inizio del suo. insediamento permanente, è rimasta disordinata, poco pulita, i quadri ancora da appendere, le carte non archiviate. Come sempre. Non perché mi sia lasciato andare anzi, senza volerlo con questo fermo coatto s’è fermata quasi del tutto l’azione per ascoltarmi, per sentire il mio corpo e la mia coscienza cos’avessero da dirmi, dopo tempo immemore di incomunicabilità; la mia e spero anche la vostra mente ha preso così corda, per  nuove ripartenze e con rinnovati propositi.
Il XXV aprile? Il Primo Maggio? Trasformiamoli nelle feste di liberazione e lavoro del pensiero!

FOTO: Google.it – Archivio bradipodiario

Diario Dell’Isolamento ritorna mercoledì 8 aprile

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