L’Esistere E’ Vita Se E’ “Conflitto”

di Gian Michele Spartano fasi.eu


Una breve digressione intorno ad un pensiero sparso sull’esistenza.


Penso all’inconsistenza di una verità unica e alla varietà dei suoi tanti volti. Penso al più elementare insegnamento che Einstein ci offre nella teoria della relatività: cioè che l’osservazione di un medesimo fenomeno, fatta da osservatori diversi, è sempre diversa in ognuno, e nessuna è più vera delle altre. La pacifica convivenza dei punti di vista differenti dunque sarebbe la vera sostanza di cui è fatta l’universo. E lo dice la scienza, ma fa eccezione un piccolo insignificante punto dell’universo, si capisce.” Umberto Scopa

Tempio Aperto riapre le sue porte ispirato da un intervento del Bradiporedattore meglio pensante,  senza offesa per gli altri suoi “simili”. Umberto ha la rara capacità di stimolarci con concetti poliedrici in poche chiare righe, le quali posseggono la forza espressiva dell’ “artista”.

Fatta la sviolinata iniziale, lette e rilette quelle parole, rifletto sul perchè attraversiamo un’epoca direi “decaduta” sotto molteplici aspetti, in particolare quello culturale, da cui discende tutto il resto.

L’attributo “culturale” ha la grazia di serbare la stessa radice dell’attività fra le più antiche che l’essere umano abbia adottato per sopravvivere: come il contadino lavora di continuo la terra non solo per trarne frutti ma per arricchirne la fertilità così il sapiente, umanista o tecnico, non si limita ad esternare il proprio dono naturale, ma lo “coltiva”: lo coltiva con l’apprendimento, confrontando ed a volte modificando proprie idee grazie a quelle dei suoi simili e ne elabora altre, più efficaci. E ne fa comune patrimonio; di progresso.

Formazione, apprendimento, divulgazione dei saperi e delle arti, subiscono oggi una profonda mutazione del loro ruolo sociale: da fonti  culturali del pensiero “critico”, a erogatori di spettacolari nozionismi formali: oggi si sa di più e meglio ma sempre meno “come, perché ed in quale verso”.

Chi vi scrive ha i limiti dell’umano, grazie al cielo, occupa una parte infinitesimale di quello stesso “punto” dell’universo chiamato Terra; e per di più ne sa poco di scienze e non riconosce, intanto per miopia propria, l’approccio scientista: un movimento ideale questo che vorrebbe attribuire alle osservazioni dei fenomeni naturali la prerogativa di trarre i riferimenti per la soluzione di tutti i problemi e soddisfazione dei bisogni umani.

L’uomo moderno, integratosi in una “macchina” tecnocratica da lui stesso concepita, non è riuscito a risolversi in quella “pacifica convivenza” universale anzi, è argomento immanente quanto stia rischiando di esserne distrutto a mano a mano che quella macchina vanti o subisca sempre maggiori sofisticazioni.

Ora, ben lungi dal voler scomodare paragoni scientifici quali quelli della termodinamica e dell’entropía, pare lecito dubitare della pacifica convivenza degli elementi abitatori di qualsiasi stato, genere ed entità. Qualunque ambiente è vivaddio teatro di continui virtuosi interazioni e conflitti, anche e forse soprattutto quelli meno osservabili ad occhio nudo, come in un respiro d’aria; l’assenza di “antagonismo”, una permanente calma piatta, quale vantaggio può mai arrecare!? La pace dei sensi prima dell’estinzione, probabilmente.

Come terrestri la novità consiste che gli “Alfa”, detentori delle le leve dei poteri e delle ricchezze, operano oggi sistematicamente a livello globale per l’appiattimento delle coscienze altrui, col risultato di farci sopravvivere alimentati da un’autoindotta omologazione dei pensieri e dei comportamenti e non solo, ma creando addirittura situazioni di finta e fanatica conflittualità fra subalterni, perfettamente strumentali a quelle elites.

Ecco dove troviamo l’eccezione rispetto all’intero universo noto: in una pacificazione coatta ed autodistruggente dell’uomo sull’uomo naturalmente in faticoso movimento.


Tempio Aperto ritorna lunedì 27 dicembre


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