Volontario o obbligato?

Cosa s’intende quando si parla di volontariato? Chi esercita incarichi pubblici e politici sa di cosa parla? Il volontariato non è una sostituzione ai doveri dello stato, lavarsene le mani è la negazione del volontariato stesso.

Questa rubrica è nata per raccontare le piccole realtà sociali e di volontariato, attraverso un’intervista, in modo tale da lasciare la massima libertà di espressione e di presentazione, però nonostante un grosso lavoro di ricerca e d’invio di decine di email le risposte latitano, è palese che bradipodiario non sia una “testata” così famosa da far rispondere con prontezza le realtà contattate, però ci aspettavamo – visti anche i buoni inizia – qualcosa in più, vedremo in futuro. La cosa positiva è che chi ha accettato il nostro invito in passato, continua a scriverci raccontandoci e presentandoci le loro iniziative e i nuovi progetti.

Sempre a proposito di volontariato ho avuto occasione di ascoltare un’affermazione a dir poco sconcertante, l’intervistata – credo appartenente a un soggetto politico – sosteneva che è inutile da parte delle istituzioni spendere soldi per i disabili, tanto esiste il volontariato che ci pensa. Ripeto affermazione assurda, il volontariato è una cosa bellissima, un’occasione di crescita e di partecipazione sia per chi lo esercita sia per chi lo riceve, ma in nessun caso si deve sostituire ai doveri dello stato, doveri che ha nei confronti dei cittadini, in primis verso quelli che versano in maggiori difficoltà. L’intervistata ha rincarato la dose dicendo che tanto si sa che l’Italia è un paese che si basa sul volontariato, e che quindi su certi fronti è meglio non sprecare denaro, segnalo che il volontariato non è esente da costi – ed è giusto che così sia – molte associazioni ricevono contributi da enti pubblici per le loro attività, discorso a parte i finanziamenti da enti privati, ed essendo volontariato non è detto che questo sia presente capillarmente. Molti anni fa ascoltai un’altra affermazione che segnala un’alterazione tra doveri dello stato e libera aggregazione di servizio sociale… se domani mattina tutti i volontari – di tutti i settori – non si presentassero per svolgere il loro servizio l’Italia si fermerebbe… preferisco non aggiungere altro, mi farebbe piacere sapere il vostro pensiero. Concludo dicendo che anche bradipodiario è un’attività volontariato e d’impegno sociale, che cerca nel suo piccolo di fare e dare informazioni, di riflettere con varie modalità su politica, costume, società, cultura, di creare aggregazione e ideare momenti d’incontro, però non si sognerebbe mai di essere un sostituto di giornali, riviste, telegiornali… in poche parole a ognuno il suo ruolo, allo stato garantire i servizi e l’assistenza, al volontariato creare comunità e aggregazione sociale. Per non essere mal compresa, ricordo che tutto altro discorso sono le cooperative sociali ed eventuali associazioni che hanno in appalto servizi educativi, sanitari e di assistenza, questo è giusto che esista, la collaborazione tra imprese sociali e enti pubblici va garantito e difeso, una sinergia dove il pubblico chiede “aiuto” al privato, garantendogli risorse economiche e strutturali che spesso permettono di creare posti di lavoro, in particolare per chi ha delle difficoltà ad accedere attraverso i canali abituali. La mia città – Torino – è ricca di questi esempi, vi segnalo la Cooperativa Arcobaleno, che gestisci da anni, attraverso il progetto Cartesio, la raccolta carta.

Concludo con una breve rassegna stampa, segnalo due articoli tratti dal settimanale delle chiese evangeliche in Italia Riforma, il primo tratta dell’infanzia a rischio nell’ultimo rapporto di Save the Children, il secondo del diritto al viaggio per la libertà, nel libro di Behrouz Boochani, da anni confinato in campi profughi al largo dell’Australia.

LAURA RISSONE

Foto: Giuseppe Rissone

Gli Altri Siamo Noi ritorna venerdì 29 novembre

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