Volevo Comprami Un Cane 2

di Giuseppe Rissone Umberto Scopa

Ho portato a casa Maria Filippa, finalmente non sono più solo…

Candido, il protagonista delle storie che ho iniziato a narrarvi nelle scorse settimane, ha da poco compiuto quarant’anni, occhiali da vecchio intellettuale, che non è, naso pronunciato, porta una capigliatura biondo slavato con una appariscente riga che separa nettamente la chioma in parti simmetriche, un paio di baffetti e pizzetto anch’essi biondo slavati, completano il suo viso. Non si separa mai – in nessuna delle stagioni – da un camiciotto a quadretti bianco e celesti, a cui a volte accompagna una cravatta color granata, corta e stropicciata. Nessun amico che si possa chiamare con questo sostantivo, qualche conoscente che spesso approfitta della sua ingenuità e indifferenza per qualsiasi aspetto di profitto. Perennemente senza soldi, di cui non si fa nessun problema, vive in un minuscolo appartamento composto da una cucina e una camera da letto, e un bagno collocato su un ballatoio, in quartiere periferico di una grande città, così periferico da non avere nemmeno un nome, viene indicato come il “posto”. Nulla nella vita di Candido è stabile, prevale la precarietà. Ogni settimana è un’incognita, Candido vive strane avventure, senza mai esternare un velo di rabbia o delusione, solo un po’ di malinconia e tanta ironia. Poi arriva la domenica, giornata in cui Candido può riposare – gli piace molto dormire – e riflettere sulla sua situazione. Tutta la settimana è in funzione della domenica, giornata attesa, sospirata, antidoto a tutti i mali, foriera di libertà, di cui Candido non ci racconta nulla, quello che vuole che sappiamo della sua vita, riguarda solo quello che gli accade e che in qualche modo crea, dal lunedì al sabato. E poi venne domenica…

Sono sicuro che non vi vi siete persi la prima parte di questa mia avventura, se per assurdo, ci fosse qualche distratto tra di voi, ecco dove potete leggerla

Lungo il perimetro del cortile sono disposte diverse gabbiette, tutto molto confortevoli, dove all’interno soggiornano cuccioli di cane di diverse razze, io vengo gentilmente accompagnato davanti a quelle dove sono sistemati tre esemplari di Griffone, due maschi e una femmina, Antur sottolinea subito che la femmina costa il doppio, in quanto potrebbe figliare, e così potrei aprire un allevamento in franchising, ricavandone un discreto guadagno, riconoscendo allo stesso le giuste royalties, tutto legale e garantito da Antur.

Rassicurato e ingolosito dal fatto di diventare una succursale dell’allevamento, deciso di acquistare la femmina, un salasso, che potrò ripagarmi con il tempo.

La stessa viene prelevata dalla gabbia e chiusa in un sacco nero, l’allevatore giustifica questo gesto, per non traumatizzare il cane, che potrebbe soffrire il distacco da quella che è stata la sua prima casa.

Metto il fagottino sotto il braccio, pago ed esco dall’allevamento, contento di questo grande affare che ho appena concluso, che mi porterà nuove conoscenze, compagnia, guadagni… rimane solo battezzare questa miniera d’oro, un nome semplice e allo stesso tempo originale, così ho pensato a chi che con qualsiasi cazzata crea un impero, pur non sapendo fare nulla, sfruttando le debolezze umane, è il nome è servito Maria… è visto che la razza ha avuto contatti con l’aristocrazia può diventare Maria Filippa, ho sussurrato il nome più volte alla cagnolina ancora dentro al sacco, l’unica reazione è stato sentire un forte odore di merda esalare dall’apertura, in effetti Maria Filippa per un cane è un nome di merda, ma come diceva il cantautore dal letame nascono i fior…


E Poi Venne Domenica ritorna sabato 4 dicembre


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