Voglio Andare Al Mare

Un’altra stagione volge al termine… ed è ora di bilanci. E’ stato un anno anomalo… dalla formazione di un nuovo governo… a una ragazzina svedese che ci ha fatto notare come stiamo distruggendo il pianeta… e alla fine il virus…

Cari amici bradipolettori, siamo arrivati alla fine di questa stagione de “Il Mito Ostinato” ed è ora di bilanci. In quest’anno bradipo ho affrontato diversi argomenti sperando di sollecitare la vostra curiosità e, a ben vedere leggendo i commenti che puntualmente arrivavano, penso di esserci riuscito. È stato un anno anomalo, siamo passati da quella che voleva essere una crisi insanabile politicamente parlando, alla formazione di un nuovo governo con chi, in questo parlamento, aveva preso più voti alle ultime elezioni parlamentari.

Poi ci siamo dovuti inchinare di fronte ad una ragazzina svedese che ci ha fatto notare come stiamo distruggendo il nostro pianeta e, di conseguenza, rovinando il futuro dei nostri figli. E ancora le mosse di politica internazionale fatte dai due capi di stato più potenti, oggi, sulla Terra che ci hanno preoccupato per un ritorno alla guerra fredda, e anche meno fredda. Alla fine è arrivato un essere minuscolo, subdolo, ma letale: un virus che ha messo in ginocchio tutti, senza pietà. E allora tutta la nostra fragilità è venuta fuori.

Anni di sprechi e tagli incondizionati a sanità e scuola ci hanno fatto capire, o almeno avremmo dovuto capire, quanto eravamo rimasti indietro di fronte ad un’eventuale emergenza, come quella che stavamo, o meglio stiamo, vivendo. È indubbia la professionalità e l’abnegazione del personale sanitario, sicuramente gran parte del corpo docente ha saputo attivarsi per poter portare avanti la didattica a distanza, per non parlare di tutti noi che abbiamo seguito le regole straordinarie che un governo responsabile ci ha portato a rispettare. Regole che magari ci hanno fatto arrabbiare, che non riuscivamo a capire, ma che si sono dimostrate efficaci a contenere il dramma. E qui un plauso lo devo dare alla tanta vituperata RAI: la nostra televisione di Stato in questo periodo ha svolto sicuramente il suo ruolo, quello di servizio pubblico.

La programmazione messa in essere per i nostri ragazzi è stata quella che ha giustificato un canone, ore e ore dedicate ad argomenti scolastici per tutti, dai programmi per le elementari fino a quelli per i maturandi. E poi da non dimenticare la semplicità nell’esposizione dei fatti e di come comportarsi, senza parole urlate o servizi scandalistici di parte, che abbiamo avuto modo di ascoltare nel programma domenicale di Fabio Fazio, con un virologo di fama che si prodigava in consigli e collegamenti reali con ospedali e realtà comunali in piena crisi virale. Il tutto condito con interviste garbate al mondo della cultura, dello spettacolo e della politica.

A questo proposito, la politica intendo, dovrebbero farci pensare, se ancora fosse necessario, le risposte date da una segretaria di un partito dato in ascesa che alla domanda “ma a lei piacerebbe essere al governo in questo momento?” rispondeva candidamente “ma non ci penso nemmeno”, salvo poi criticarlo ad ogni piè sospinto per tutte le manovre messe in atto. Oppure di quel primario sempre molto abbronzato che finchè aveva di fronte il virologo ringraziava a destra e a sinistra tutte le forze che erano scese in campo a fronteggiare la malattia e a dargli supporto, e denaro, per l’emergenza nella sua clinica, appena le telecamere si sono spente e la trasmissione finita, dichiarava candidamente che il virus non esisteva più, che tante restrizioni erano inutili. E subito dopo abbiamo avuto un rialzo dei contagi. 

Tornando a noi, ci siamo sentiti tutti fratelli, amici, abbiamo ristabilito contatti con i nostri vicini di casa che fino a quel momento non salutavamo nemmeno, abbiamo riscoperto la solidarietà, i negozi di vicinato. Poi, appena abbiamo avuto il permesso di tornare alla quasi normalità ci siamo subito dimenticati non solo di mantenere le distanze, ma anche dei nostri vicini che sono ritornati anonimi e, in qualche episodio, scomodi e indisponenti, insomma tutto come prima.

Abbiamo protestato per gli speculatori delle mascherine che ce le vendevano a prezzi da strozzinaggio, abbiamo applaudito al governo che ha imposto un calmiere ai prezzi, e qui a protestare sono stati gli speculatori, per arrivare ai giorni nostri dove le mascherine le vendono praticamente tutti, in alcuni supermercati anche in offerta “sottoprezzo”, che ci permettiamo di gettarle via per acquistarle griffate, con disegni vari a prezzi sicuramente non calmierati. A questo proposito basta vedere i nostri politici professionisti della parola urlata, che si fanno fotografare con quelle tricolori per darsi un tono di appartenenza.

Concludo con l’ultimo appunto al quale vi chiedo di fermarvi a pensare: per mesi ci siamo sentiti piangere addosso da vari commercianti, ristoratori, proprietari di alberghi e gestori di bagni marini. Tutte le regioni si stanno facendo pubblicità per incentivare il turismo interno, ma i gestori sopra citati i loro prezzi non li hanno calmierati, anzi. Si prevede che molti di noi resteranno a casa, ma a Torino in agosto chiuderanno per ferie almeno il 60% degli esercizi, quelli stessi che fino a ieri piangevano per la chiusura forzata e per i mancati guadagni, e chiedevano soldi allo Stato, di conseguenza a noi.

E noi non siamo da meno, il nostro cruccio, dopo mesi di tiro della cinghia, pensiamo alle ferie, magari con il bonus (di nuovo soldi nostri). Basta.

Una volta si diceva “fermate il mondo, voglio scendere”, io dico come Vasco che dà il titolo a questo articolo, “voglio andare al mare”, ma come dice lui nella canzone, per divertirmi e basta, per non pensare ancora a tutto questo, per preparami alla riapertura autunnale del ”Mito”, magari in una situazione migliorata, anche se ho qualche dubbio. Naturalmente con le opportune accortezze.

Cari amici bradipolettori, la chiudo qui, ringrazio tutti quelli che mi hanno seguito in questi mesi e vi auguro un’estate serena. L’appuntamento è per quest’autunno e vi lascio con la canzone che chiude anche questo appuntamento.

GIANFRANCO GONELLA

Foto: controradio.it – corrieredelveneto.corriere.it

Il Mito Ostinato ritorna a settembre, qui tutti gli articoli della rubrica

7 Comments

  1. Claudio Savergnini Reply

    Eh caro Gianfranco, fai bene a voler andare al mare piuttosto che provare a fermare il mondo per poterne scendere…. anche perché, se il gestore del servizio farà come ha fatto la GTT in Torino (che ha soppresso molte fermate per “migliorare il servizio”) corri il rischio di scendere su Marte anzichè sulla Luna!
    Ah, a proposito di servizi soppressi, senti questa che è bella: sui mezzi pubblici fino a poco tempo fa, per garantire il rispetto delle norme di sicurezza e prevenzione dal virus (uso delle mascherina, distanziamenti anche per i posti a sedere, utilizzo di porte diverse per salita e discesa) alle fermate degli autobus c’erano alcune pattuglie dei vigili urbani. Non ce n’era ovviamente una a ogni fermata ma comunque l’essere a conoscenza di questi controlli avrebbe dovuto convincere i più riottosi ad attenersi alle disposizioni.
    Ci sono state però alcune situazioni incresciose, come quella in cui un energumeno, esortato al rispetto del regolamento, ha addirittura scaraventato la malcapitata autista fuori dal mezzo procurandole delle contusioni; in altri casi ci sono stati atteggiamenti non meno aggressivi, con danneggiamento del mezzo, minacce verbali, eccetera… e come risposta a questi avvenimenti il Comando dei Vigili Urbani ha rimosso dai servizi di controllo tutte le pattuglie alle fermate perché è un’attività che poteva diventare pericolosa per gli agenti!
    È consolante però constatare che il Coronavirus non ha fatto solamente danni ma ha dato anche la possibilità, per alcuni settori almeno, di affinare procedure di prevenzione: quando non è disponibile la cura, è importante ridurre al minimo i rischi! E quando una procedura funziona, stabilito il principio, viene poi applicata anche in contesti diversi; immagino che presto vedremo i Vigili del Fuoco intervenire solo a incendio esaurito, quando pericolo di crolli e fumi tossici non minacceranno più l’incolumità delle squadre di soccorso, i cui compiti, allora, si limiteranno a quelli di spazzare via la cenere…
    Butto lì un’idea: c’è qualche volenteroso che avesse voglia di andare a picchiare un pochino anche quelli che fanno le multe? così magari ci tolgono di torno pure i controllori del divieto sosta e potremmo serenamente dare l’obolo solo ai parcheggiatori abusivi (e poi se funzionasse, si potrebbe ricominciare il giro e menare stavolta i parcheggiatori abusivi…)
    Ma passiamo ora all’aspetto musicale che in questa rubrica non manca mai… Non ho certo la pretesa di farvi scoprire “Imagine” di John Lennon, perché è talmente famosa che tutti la conoscono, talmente famosa che Susanna Ceccardi (europarlamentare della Lega) ha recentemente polemizzato in una trasmissione televisiva (ma lo aveva fatto in altro contesto già nel 2016) sostenendo che la suddetta canzone è un inno marxista e comunista! Vi metto qui la traduzione così chi, come me, ha poca dimestichezza con l’inglese può subito verificare:

    Immaginate che non ci sia alcun paradiso
    Se ci provate è facile
    Nessun inferno sotto di noi
    Sopra di noi solo il cielo
    Immaginate tutta la gente
    Che vive solo per l’oggi
    Immaginate che non ci siano patrie
    Non è difficile farlo
    Nulla per cui uccidere o morire
    Ed anche alcuna religione
    Immaginate tutta la gente
    Che vive la vita in pace
    Si potrebbe dire che io sia un sognatore
    Ma io non sono l’unico
    Spero che un giorno vi unirete a noi
    Ed il mondo sarà come un’unica entità
    Immaginate che non ci siano proprietà
    Mi domando se si possa
    Nessuna necessità di cupidigia o brama
    Una fratellanza di uomini
    Immaginate tutta le gente
    Condividere tutto il mondo
    Si potrebbe dire che io sia un sognatore
    Ma io non sono l’unico
    Spero che un giorno vi unirete a noi
    Ed il mondo sarà come un’unica entità.

    La nostra Ceccardi ha menzionato solo i passaggi dove Lennon prova a immaginare un mondo senza religione, senza confini, senza proprietà privata (“privata” però lo ha aggiunto lei) e concludeva che un mondo così qualcuno l’ha realizzato in Unione Sovietica, dove era consentito professare solo l’ateismo e dove la proprietà privata era un delitto e le persone venivano uccise per quello…. Insomma, dice lei, quello non era certo un paradiso! Per inciso anche Giorgia Meloni, anche lei intervistata a La7, ha espresso un giudizio concorde con queste opinioni…
    La canzone è lì, potete rileggerla, ce l’ho messa apposta.
    A questo punto vorrei però farvi partecipi del mio buon umore: no, io non sono indignato ma ilare; tutto ciò che prima ho elencato, a partire dai Vigili Urbani fin qui, mi ha fatto ridere e sorridere; leggere il giornale è diventato un passatempo dove mi diletto nello scoprire queste notizie divertenti; ad esempio nell’articolo che descriveva le operazioni di collaudo del nuovo ponte, sorto sulle rovine del Morandi, è riportato che sui TIR, carichi di tonnellate di sabbia per le prove statiche, gli autisti erano presenti a “coppie di due” (io credevo che la coppia di due potesse esistere solo nel poker) o dove viene descritto l’arresto di un individuo che girava armato di “una pistola con sei colpi in canna” (“…che canna lunga che hai…” avrebbe detto Cappuccetto Rosso se avesse visto la nonna con una simile arma) e lungi dall’essere basito per queste sciocchezzuole sorrido bonariamente pensando che i giornalisti che han firmato quegli articoli sono forse solo persone che, anzichè darsi alla politica, han preferito un altro mestiere… oppure (e questo fa sorridere un po’ meno) che potrebbero essere le prossime leve di “filosofi” che tenteranno di mettere la loro scienza al servizio dei cittadini, candidandosi come sindaci, assessori, segretari di partito…
    E infine buone vacanze a tutti e a risentirci per quest’autunno, sperando che non sia un “autunno caldo” come molti paventano… ma anche se così fosse a noi che ce ne cale? Dico per me e Gianfranco che siamo, si può dire, dei reduci dell’autunno caldo del ’69; avendolo già vissuto sapremo come muoverci. Sì perché noi tra le barricate di corso Traiano ci siamo stati eccome: abitavamo proprio lì.
    Ciaooo….
    Claudio

  2. Gabriele Monacis Reply

    Cari fratelli scouts Gianfranco e Claudio,
    la nostra verde età vissuta dalle parti di c.so Traiano a Torino, ci ha preparato ad affrontare le tempeste più dure con la fermezza necessaria.
    Dopo decenni possiamo dire di avere navigato con onore e dignità, ottenendo quasi sempre gli obiettivi che avevamo individuato. Quelli trascorsi insieme sono stati anni di avventure straordinarie, di amicizia fraterna vera e profonda, di allegria e serenità che solo la beata gioventù può dare.
    Tutti del ’56, classe di ferro. Tutti uniti e vicini per anni nel migliore spirito fraterno che dovrebbe fare la differenza tra noi e gli animali. Grazie a Claudio per avere ricordato le parole di ” Imagine “, un inno a questo ideale di umanità che dovrebbe farci vivere al meglio la scintilla di vita terrena, senza distinzione di razza, di politica, o di religione. Dopo mesi di distanziamento forzato il mio abbraccio a voi arriverà più forte e caloroso che mai.

  3. Stefania Reply

    Orpo… con un articolo come questo, col succoso commento di Claudio e quello di Lello cosa si può dire di più?
    Mi viene solo in mente una vignetta di Quino, caustico autore della immarcescibile Mafalda:
    “Curioso, quando si è al mare sembra che nessuno abbia colpa di niente”

  4. Guido Bertolusso Reply

    “Immaginate…”.
    Immaginate che le parole e gli insegnamenti servano a qualcosa.
    Da trenta secoli e oltre qualcuno pensa riflette parla e tenta di insegnare, da trenta secoli in poi qualcuno riprende i medesimi insegnamenti, li argomenta secondo il nuovo progresso del pensiero, sicuramente li spiega li completa e li migliora, e insiste nel continuare a insegnare, non comanda, quasi mai… Semmai consiglia, ammonisce, dimostra cosa può essere giusto e cosa invece no, quasi mai governa…
    Quasi tutti sono morti suicidati, arsi vivi sui roghi, torturati e impiccati e poi squartati, qualcuno ha dovuto abiurare, altri si sono esiliati a vita.
    Chi governa, tribù chiesa regno impero stato che sia, usa da secoli, mistificandoli e appropriandosene fraudolentemente questi valori morali e etici insegnati: giustizia, libertà, eguaglianza, fortezza morale, temperanza…
    Già Platone nel V secolo affermava che la menzogna è utile al governo della città.
    L’antica Grecia culla della democrazia considerava giusta la schiavitù, la donna ha ottenuto l’anima solo con il Concilio di Trento a metà del 1500, prima era assimilata agli animali, per non parlare del diritto di voto! la Francia della prima Esposizione Universale era fiera di mostrare nel suo “Jardin zoologique d’acclimatation” ospiti selvaggi in forma umana come pigmei, watussi, beduini, cosacchi orientali, ospitati in gabbie con il loro habitat riprodotto, persino la Chiesa ha avuto i suoi schiavi e fin quasi al XX secolo, la neonata democrazia americana con il XIV emendamento della sua costituzione abolisce la schiavitù, ma non abolisce il razzismo: sei libero si!, ma sempre negro rimani!
    Chi raggiunge la posizione di potere spesso, quasi sempre io direi, vi è arrivato con l’uso della forza, della sopraffazione, della superstizione, del denaro, della propaganda che infiamma spiriti deboli e ricettivi perché provati da tante varie diverse sofferenze.
    E quando una nuova forza democratica raggiunge il potere muta, si trasforma, adotta e si adatta alla ragion di Stato e al proprio tornaconto, sia esso politico che economico.
    E’ così da duemila cinquecento anni!
    E l’uomo non è mai cambiato, non è mai migliorato: non l’hanno cambiato le guerre, le pestilenze, i disastri naturali, la bomba atomica, e tutte le rivoluzioni che poi si sono rivoltate contro la società che l’ha cercata e attuata.
    Noi non siamo stati migliori in questo frangente : ci siamo solo “cacati sotto” (come direbbe Gabriele), ma chi poteva ne ha cercato comunque in ogni modo di trarvi pure un suo beneficio materiale economico o di immagine, anche se non era un esperto, anche se non era competente in materia! Ma occupava un posto in cui poteva approfittare dell’occasione.
    Essendo un utopia la democrazia diretta unanime, almeno che quella parlamentare sia onesta e di competenza e di cultura.
    E’ comodo, Gianfranco, essere “buonisti” alla Fazio (il pretino) strapagati da noi e protetti da correnti politiche, ( a noi chi ha mai dato la parola?)e la RAI che non mi accetta il pagamento del canone con repliche continue dei miei precedenti pagamenti!, ormai chi svolge bene il proprio lavoro, scelto nell’ambito di una professione per rendere servizio agli altri, con attenzione solerzia abnegazione e alle volte sacrificio è diventato un eroe, beh! io non credo che la tua vita lavorativa sia stata più facile;
    Bertolt Brecht faceva dire al suo Galileo Galilei: “Sventurata la terra che ha bisogno di eroi!”
    E’ facile in questi momenti dire pubbliche parole di conforto, è più facile fare piangere che far sorridere…
    Era molto più difficile prevedere, immaginare che qualcosa avrebbe potuto succedere e prepararsi di conseguenza all’emergenza? Siamo nel 2020 in pieno progresso informatico e di esperienze drammatiche nostre e altrui ne abbiamo avute ad esempio a sufficienza, eppure…
    L’immaginazione al potere chiedevamo da giovani, dov’è finita, dove siamo finiti noi?
    Siamo uno Stato che celebra in modo esemplare le sue vittime e i suoi caduti, ma mai, mai è capace di proteggerli e difenderli prima che muoiano, ora e adesso: continuiamo a rimpiangere con parole solenni, promesse altisonanti i morti per mafia, ma non siamo mai capaci di concludere degnamente i processi agli indagati, e perché? perché la mafia, tutte le mafie, è stata lentamente inoculata noi!
    Non abbiamo imparato nulla dalla Storia, non impariamo mai nulla o, forse non ci conviene.
    Immaginate, immaginate che veramente possa esistere un dio, grande e misericordioso, che parla lingue diverse a popoli diversi costantemente in lotta tra di loro , ma usando sempre le stesse parole e gli stessi riti, solo tradotte in ogni singolo idioma, che cosa farebbe in questo momento?
    Si volterebbe dall’altra parte, come sempre…
    Guido

  5. Guido Bertolusso Reply

    errata corrige:
    chiedo scusa, ma nella foga di rispondervi mi è sfuggito un errore grammaticale:
    non avrebbe potuto, ma
    sarebbe potuto succedere…
    ho bisogno di un redattore che mi controlli preventivamente gli articoli!
    ciao, a presto
    Guido

  6. Gian Reply

    Grazie a tutti per i commenti, a volte veri e propri articoli.
    Rispondo solo ora per via della mia natura bradipa: il pc lo accendo solo ogni tanto e per diversi giorni alla settimana mi estraneo in un luogo non coperto da segnale internet.
    Ecco quindi spiegato il mio ritardo.
    Voglio comunque dire subito che non contesterò nessuno dei post arrivati, ma cercherò di dare ancora qualche ulteriore spiegazione a quanto scritto nell’articolo.
    A quanto scritto da Claudio voglio solo aggiungere, autocitandomi, che nell’articolo di luglio 2019 dal titolo “Il pescatore” citavo un politico più volte presente nei miei scritti che, quando tutti intoniamo il ritornello della canzone di DeAndrè, in pochi ci fermiamo al significato delle parole, lui, il politico in questione, si ferma al solo”larallalala”.
    Se ne avete voglia andate a rileggerlo, sfogliando fra i miei articoli.
    A Gabriele giunga il mio abbraccio, per ora solo virtuale, più forte.
    A Stefania il grazie per esserci sempre almeno nella lettura.
    A Guido voglio solo dire che non era mia intenzione tessere lodi a questo o a quel presentatore: la mia citazione era per far notare che al primario del San Raffaele finchè era in trasmissione con Fazio e con un virologo di fronte ringraziava e confermava tutto quanto veniva detto.
    Nel momento che la trasmissione era finita e non aveva più un contradditorio, si lasciava andare in affermazioni che lasciano basiti come quella che il virus non esiste, che è tutto finito.
    Questo naturalmente dopo che il suo ospedale aveva ottenuto milioni di donazioni da parte di tutti, con la pancia piena, lui.
    Poi che il presentatore sia lautamente pagato per il mestiere che fa è indubbio, ma è anche giusto dire che il suo mestiere lo fa bene, che la sua televisione è una televisione non urlata, sguaiata come quella di altri che, anche loro lautamente pagati, lo fanno solo come l’editore vuole, leggi Giletti, Giordano, Porro e compagnia bella, anzi no, brutta, come diceva Topo Gigio.
    Nel mio cercare di vedere un po’ di buono in quello che mi circonda il plauso alla RAI per la programmazione dedicata alla scuola era dovuto. Nessuno ha messo in campo niente di simile, anzi, sia in video che in radio con canali interamente dedicati.
    Quindi la chiudo qui, augurandovi una buona estate dandovi l’appuntamento a quest’autunno.
    Come dice un amico comune, “Buona vita”.

  7. claudio savergnini Reply

    Scusa Gianfranco se non ho la pazienza di aspettare fino all’autunno…. non è che voglio avere per forza io l’ultima parola ma dopo la tua risposta sono andato a rivedere il post “Il pescatore” di inizio luglio e mi sono accorto che riportava un solo commento… io allora non avevo avuto nessuna ispirazione, ma a distanza di poche settimane mi è venuto in mente qualcosa che poteva corroborare il tuo articolo aggiungendovi una piccola precisazione; mi sono quindi permesso, anche se un po’ fuori tempo, di fare la mia aggiunta e di segnalarla qui a te ed ai tuoi affezionati lettori (o almeno a quelli che non hanno ancora visitato questa pagina…)
    P.S.: ed ho anche aggiunto il link ad un brano musicale!
    Claudio

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