Un Uomo Libero

di Gian Michele Spartano  gettyimages.com


Breve riflessione in ricordo di un Poeta


Tempio Aperto non può non dedicare qualche pensiero ad uno dei più sensibili esponenti della cultura del ‘900, ricorsi cento anni dalla nascita.
Il rischio di cadere nella pura retorica e nel commemoralismo è notevole, tanto e troppo se n’è scritto, specialmente in questi giorni. Osiamo.
Non si possono comprendere la persona e l’opera di Pier Paolo Pasolini senza l’intuizione che l’una e l’altra rappresentano un tutt’uno: fu innanzitutto un “poeta” a tutto tondo, in ogni istante ed in ogni luogo vissuti con la scrittura e con il corpo; di più, quasi che corpo e scrittura​ donino alla vista dell’interlocutore una specie di ologramma, pensiero e corpo là impressi. Come affermò Alberto Moravia nell’orazione funebre, in un secolo non ne nascono se non due o tre. Sarei ancora più riduttivo.
La visceralità spirituale era il tratto unico, costante del personaggio, momento per momento. Unita ad una conoscenza immensa.
Da tutto questo, il conseguente “salto” relazionale perenne con la realtà dell’epoca spiega i contrasti, le polemiche, gli scandali giudiziari e mediatici intentati da e contro di lui. Da qui la sua inusitata critica agli artifici della società dei consumi e contro l’arma di trasmissione del pensiero unico ed univoco rappresentato dai mass-media.
Da qui la sua tragica fine, atrocemente ammantata dalle nostre più bieche ipocrisie.


 Tempio Aperto ritorna lunedì 21 marzo


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