Tutti Vincitori

di Gian Michele Spartano piaxabay.com

Ha vinto il centro, di più a destra che a sinistra; ha vinto chi non vota; ha vinto SuperMario.

Prima di archiviare definitivamente l’evento, Tempio Aperto – speciale Bradipo Reporter – non si astiene da un commento sulla trascorsa tornata elettorale. I risultati della quale indicano fedelmente quale sia lo stato della nostra amata paziente, detta politica.

Siamo positivi: sono risultati tutti vincitori, come ormai da qualche lustro capita. Il centro-sinistra nei grandi centri urbani (hanno riposato Bari, Firenze, Genova e Palermo ma sarebbe cambiato poco); al centro-destra il primato nel resto dei territori ove si è svolta la disputa. Attendiamo stancamente la data dei ballottaggi, dove saranno.

Ma il trionfo è stato quello dichiarato dall’ottantanovenne genitrice di questo scrivano la quale ancor in possesso delle sue facoltà mentali e motorie, per la prima volta dopo oltre sessanta anni si è sdegnosamente rifiutata di recarsi al seggio di appartenenza; e con lei il 45 per cento degli aventi diritto. Quindi due parole in più se lo merita questo primato. Possiamo girarcela come la si vuole, ma tutti hanno colto che l’appuntamento non aveva una valenza puramente locale, dovendo tastare il polso dell’elettorato nazionale all’approssimarsi del fine-pandemia (si spera) e delle imminenti scadenze istituzionali. Gli analisti più attenti e meno affetti da ipocrisia cronica hanno letto questo dato come la linea di una frattura sempre più evidente a separare i cittadini dal potere politico o di cosa ne resta. Al di là del facile refrain “fare il sindaco è diventato rischioso per le responsabilità che si assume, etc.”, si è suggellato infatti che i centri decisionali e della rappresentanza non risiedono più presso le sedi ad essa deputate ma nei circoli affaristici, finanziari e dell’associazionismo mafioso, ad ogni livello. Osservate i curricula dei candidati sindaci ed in alcun caso vi troverete l’uomo di spicco, il leader dotato di un minimo carisma ed autorevolezza, quantomeno la giovane promessa uscita da una convention. E quel 93% che nel 1975 era andato a votare -primo election day di parlamento ed enti locali- il 3 e 4 ottobre ha capito tutto questo ed ha fatto una scelta, dividendosi per metà rifiutando con indignazione o senso di resa e per l’altra spinta da indomito senso civico e mai sopita speranza.

Parleremo in altra occasione della soluzione del voto elettronico e/o per posta, ma già anticipiamo qui che essa non si presenta come una buona ricetta per l’Italia; e rapportiamo questo alla dissoluzione passo dopo passo del fenomeno Grillo-CinqueStelle-Piattaforma Rousseau.

Tornando ai voti validi, le indicazioni hanno offerto ben pochi segni se non uno su cui arriviamo. E guai a cadere nella semplicistica lettura secondo cui gli italiani siano un popolo volto invariabilmente al moderatismo o addirittura destrorso; è un popolo consapevole ma sempre più disorientato e coatto ad un ipnotico qualunquismo. La classe politica che esso viene ad esprimere ne è lo specchio fedele e la tassonomia digradante che Leonardo Sciascia fa pronunciare al boss Mariano ne “il giorno della civetta”, tolti gli uomini (mezz’uomini; ominicchi; pigliainculo; quaquaraquà) calza molto bene. Eddài sì, salviamo le donne!

Ah, dicevamo dell’unico segnale forte e chiaro: quello riguardante l’unico Uomo, anzi il Super Uomo cui riponiamo il nostro futuro e che, dobbiamo dirlo, si sta dimostrando capace anche di tenere a bada chi uno chi l’altro (soprattutto uno, indovinatelo voi) degli alleati più riottosi. Mario Draghi se ne esce visibilmente rafforzato senza prendere un solo voto. Evviva la democrazia!

Bradipo Reporter ritorna venerdì 15 ottobre

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One Comment

  1. stefano Post author Reply

    Voglio aggiungere alcune brevi osservazioni:
    – L’astensionismo è un grave problema, i partiti sapranno affrontarlo? Sarò pessimista ma non credo.
    – Il centro sinistra ha vinto più che per suoi meriti per il fatto che l’elettorato di destra è confuso, i due partiti maggiori della coalizione sono su due sponde opposte, uno
    governativo – anche se schizofrenico – l’altro anti governativo.
    – A questo quadro va aggiunto un dato, liste di sinistra al PD hanno avuto buoni risultati, vedi Trieste, Savona.
    Grazie per lo spazio

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