Te La Do Io La Casa

di Giuseppe Rissone e-borghi.com

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Vieni ad abitare in montagna ti regalo la casa e t’insegno il cimbro

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Per la storia lenta di questo mese sono salito – con la fantasia – sino a Luserna, e non è solo un modo di dire, visti i suoi 1.340 metri d’altitudine, comune da non confondere con Luserna San Giovanni in provincia di Torino. La nostra Luserna si trova in Trentino, al centro di un altipiano a 40 km dal capoluogo Trento, e conta 258 abitanti. Il territorio è caratterizzato da terrazzamenti naturali e si protrae sulla sottostante Valle dell’Astico creando profonde valli e strapiombi, con dislivelli anche di seicento metri.

Che bello sarebbe poter visitare di persona questi luoghi, parlare con chi li abita, purtroppo tutto questo deve essere svolto virtualmente, con tutte le difficoltà e le mancanze del caso.

Ecco la storia che ci arriva dal Trentino, siamo nell’estate del 2020, il Comune avvia il progetto “Coliving”, con l’obiettivo di frenare lo spopolamento delle aree montane periferiche. Le domande giunte al Comune sono state ben 42, a dicembre 2020 sono stati annunciati i risultati del progetto: vincitrici 4 famiglie, con i loro 9 bambini, per un totale di 17 nuovi abitanti, un 15% d’incremento della popolazione, non male. Uno dei vincitori ha dichiarato “pensavo fosse una fregatura, poi ho visto il bando e mi sono ricreduto”, le quattro famiglie provengono da Abano Terme, Ferrara, Valdastico e Verona. I requisiti di base per il bando erano l’età inferiore ai 40 anni, la residenza fuori dal territorio da almeno 2 anni e il reddito minimo di sussistenza, in cambio il Comune assegnava un appartamento – dai 70 ai 110 mq – a canone gratuito per 4 anni, con a carico solo le spese condominiali.

Le richieste fatte alle nuove famiglie passava dal favorire la nascita di nuove reti sociali, di essere anello di congiunzione fra le nuove generazioni e gli abitanti del territorio, augurandosi infine che il loro arrivo sia un insediamento definitivo.

Un ulteriore curiosità del comune trentino riguarda il fatto di essere una isola linguistica cimbra, i cimbri, popoli germanici, anche se alcuni ritengono di origine celtica. Le fonti antiche indicano la loro sede originaria nel nord dello Jutland, nell’attuale Danimarca, che nell’antichità era chiamata penisola cimbri, costituiscono una minoranza etnica e linguistica attualmente presente nell’area montuosa compresa tra le province di Trento, Vicenza e Verona. Una minuscola isola cimbra, di origine più recente, si trova inoltre sull’altopiano del Cansiglio (province di Belluno e Treviso).

Benché il loro idioma distintivo, sia ormai in forte regressione e parlato solo da una sparuta minoranza, i cimbri possono comunque essere considerati un gruppo etnico a sé stante con usanze e tradizioni. Luserna, rappresenta un’altra caratteristica quasi unica in Italia: l’elevatissimo tasso di omonimia tra i due principali cognomi, Nicolussi (80% degli abitanti) e Gasperi (10%), tanto da costringere l’ufficializzazione nel registro dell’anagrafe dei soprannomi popolari utilizzati per distinguere i vari rami di una stessa famiglia.

Torniamo alle nuove famiglie lusernesi, che dichiarano che i primi ad essere contenti sono stati i bambini, c’è anche chi ha coronato un sogno abbandonando la vecchia occupazione: diventare maestra; altri si augurano di riportare in paese il panettiere, il tabaccaio, unico neo, il freddo, cosa non sorprendente vista l’altezza in cui è situata Luserna. Se avete la possibilità di visitare il piccolo comune trentino, non dimenticate di assaggiare le Kaiserschmarren, grosse crêpes fritte nel burro e servite caldissime, sormontate talvolta da qualche cucchiaio di marmellata, quasi sempre di mirtilli, o semplicemente con dello zucchero.

Una bella storia, sicuramente lenta, che si collega a molte altre molto simili, un modello da seguire per non far morire piccoli comuni e borghi, e per “svuotare” le città, sempre più inquinate e strette dalla morsa del traffico e dove il paesaggio ha come principale protagonista l’automobile, provare per credere…


 Tempo Lento ritorna lunedì 7 marzo

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One Comment

  1. Enea Solinas Reply

    Aggiungo 2 annotazioni a commento di questa storia.
    Il lavoro culturale di recupero e riqualificazione di piccoli paesi e borghi del paesologo così si definisce Franco Arminio, da anni attento alla questione e promotore di un festival dedicato che si svolge annualmente in Basilicata.

    L’altra è una curiosità e anche una domanda. Anni fa in un intervista a Che tempo che fa il regista Werner Herzog annunció un suo folle progetto cinematografico: quello di un documentario in giro per il Mondo sulla lingue e gli idiomi in via di estinzione… Ignoro se il progetto di non semplice realizzazione sia proseguito. Chissà? Ma certamente è una ricerca che con lo sguardo sempre un po’ distaccato e meravigliato/estraniato di Herzog avrebbe assunto una splendida narrazione in immagini in movimento… Sono di parte, il mio è un pregiudizio ma per me Herzog è un maestro.

    Grazie per questa storia

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