Siamo Sulla Stessa Barca

Si fa presto a dire… Siamo sulla stessa barca. Una delle frasi più usate (e abusate) in questo periodo… No, non siamo tutti nella stessa barca… ma con barche ben diverse una dall’altra…

Si fa presto a dire… Siamo sulla stessa barca. Una delle frasi più usate (e abusate) in questo periodo è una delle affermazioni che potrebbero anche far ribollire il sangue. No, non siamo tutti sulla stessa barca. Siamo tutti nella stessa tempesta, ma con barche ben diverse una dall’altra.

Erano nella stessa tempesta, ma comunque non sulla stessa barca, perfino i passeggeri del Titanic. E se il fasciame di metallo del transatlantico era uno solo, ben diverse erano le “barche” che esso conteneva. Basti pensare a possibilità di salvezza un filo differenti tra la prima e la terza classe.

A maggior ragione, non siamo sulla stessa barca adesso, davanti al covid-19 e a tutte le conseguenze che sta portando e porterà.

Non siamo sulla stessa barca del personale sanitario, costretto ad arrancare tra le onde affidandosi a dei “salva-gente” (ci si consenta il gioco di parole) che spesso sono costretti addirittura a cedere ad altri, proprio per “salvare gente” a scapito della propria salute. E no, per favore, non chiamateli “eroi”. Questa sdolcinata retorica da guerra epica lasciamola agli eroi dell’Ade e dell’antica Grecia. O forse li chiamiamo “eroi” perché definirli “professionisti e operatori lasciati da soli a combattere il virus con mezzi scarnificati dalle speculazioni di politici ed approfittatori” era un’indicazione troppo lunga e ancora più scomoda?

La gente non è tutta sulla stessa barca. Rendiamocene conto. Chiedere a un calciatore di ridursi lo stipendio (milionario) del 30% (clausola peraltro non accettata) non è certo navigare sulla stessa barca di colui che quello stipendio (assai più contenuto) se lo è visto ridurre o addirittura cancellare. Un artigiano viaggia su barche ben diverse, che navigano a secco di soldi. Un ristoratore, che oltre alla mancanza di introiti deve affrontare spese vive (affitto, bollette) e addirittura perdite (cibo ormai inutilizzabile e da gettare), viaggia su altre barche, che rischiano ormai di affondare.

Non siamo tutti sulla stessa barca neanche quando dobbiamo restare sul divano di casa. Un conto è la barca di chi ha una villa con giardino o, come nel mio caso, abitando in campagna e avendo un orto attiguo (sono tra i fortunati), può uscire in terrazza, sdraiarsi in un prato, coltivare due insalate. Un altro conto è la barca di chi vive inurbato in un appartamento di quaranta metri quadri, inscatolato in una periferia urbana o, finanche, in un quartiere di lusso. Barche diverse tra loro, certo, queste ultime due ma le gabbie, anche se talvolta dorate, sempre gabbie restano. Per non parlare di coloro (soprattutto donne e minori) che sono costretti a vivere a stretto contatto in una barca dalla quale vorrebbero saltare giù, tra i flutti in burrasca, pur di evitare soprusi e violenze.

Non siamo sulla stessa barca nemmeno davanti ai 600 euro di contributo statale… A proposito, sarei curioso di vedere le dichiarazioni dei redditi di quei 300 notai che ne hanno fatto richiesta. Magari potrei avere una sorpresa e scoprire che non è vero che si tratta della categoria di professionisti più ricchi d’Italia. A volte si fa male a pensare male, altre volte ci si azzecca… il dubbio mi attanaglia e non so come togliermelo. Fatto sta che, comunque, la legge del “furbetto” sembra già dilagare, a prescindere dalla stazza della barca su cui si naviga.

Non saremo sulla stessa barca neanche quando tutto questo finirà, quando si dovrà (o si potrà) ripartire, perché le barche su cui approderemo alla nuova riva saranno comunque diverse, così come quelle su cui abbiamo attraversato più o meno beccheggiando, più o meno vomitando bile, questa tempesta.

No, per favore, non vengano a ripeterci che siamo tutti sulla stessa barca, perché andrei a cercare la “sala tappo” in fondo alla stiva della barca di chi lo dice e mi toglierei il gusto di svitare e lasciar affondare.

GRAZIANO CONSIGLIERI

Foto: Giuseppe Rissone

Si Fa Presto A Dire… ritorna giovedì 14 maggio

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