Scrivere Di Calcio

I consigli di lettura di ‘Marcatura a uomo’

di Joshua EvangelistaMarcatura A Uomo

Esiste buona letteratura sul calcio? Di certo non è una domanda esistenziale, eppure è ricorrente nei pensieri di chi ama la buona letteratura e al contempo è ossessionata dal maledetto mondo del pallone. Come noi, ad esempio.
Provo a dare una risposta breve, in un periodo in cui siamo sommersi da suggerimenti di lettura e tutti elaborano classifiche sui migliori libri del 2020.
La verità è che, secondo me, tolti alcuni grandi autori come Galeano, Saba e Pasolini, tolti i libri pop di Nick Hornby, letteratura e calcio si sono incontrati “seriamente” poche volte. Del resto ci vuole bravura a rendere letteratura una mandria di ventidue persone che per un’ora e mezza rincorrono un pallone di cuoio.
Eppure qua e là ci sono gemme nascoste, bei libri – soprattutto saggi – che uniscono piacevolmente bella scrittura e storie di calcio. Nell’ultimo anno ho curato un’antologia collettiva di storie di sport e questo mi ha portato a leggere molti libri sul calcio. Vi segnalo alcuni tra quelli che mi sono piaciuti di più. Nota a margine: alcuni degli autori li conosco personalmente, altri no, ma in nessun caso c’è una qualsivoglia forma di pubblicità nascosta. E sono certo che una volta che questo post sarà pubblicato, mi morderò i gomiti per aver dimenticato qualcosa. Iniziamo!

• Storia popolare del calcio. Uno sport di esuli, immigrati e lavoratori di Valerio Moggia (Ultra, 2020). Marinai, fuggiaschi, attivisti contro il colonialismo, antifranchisti: sono incredibili le storie di coloro che hanno reso il football lo sport più bello del mondo e Valerio Moggia, giornalista sportivo piemontese, fa un lavoro pazzesco nell’intersecarle in questo bel volume freschissimo di stampa. Perdetevi tra le fitte vicende dei suoi calciatori: capirete, ancora di più, quanto il calcio abbia accompagnato e segnato il Novecento.

• Per l’uguaglianza di Lilian Thuram (Add editore, 2014). Di Thuram abbiamo ampiamente parlato in queste pagine, quindi conoscete bene la devozione del sottoscritto per il difensore francese. Ma veniamo al suo libro. Non si lasci ingannare chi si aspetta la biografia di un calciatore nero “impegnato” contro il razzismo. O chi si immagina un volume ricco di aneddotica sul calcio, una raccolta di racconti di spogliatoio che svelano i segreti nascosti del sistema pallone. Per l’uguaglianza di Lilian Thuram è il percorso intellettuale di un uomo che una volta compreso che il razzismo – o più in senso lato ogni forma di discriminazione – è intrinseco nella società contemporanea, decide di sviscerarne le componenti e di andare alla radice del fenomeno. Per farlo, chiede aiuto a una schiera di filosofi, antropologi, sociologi e finanche biologi per decostruire il razzismo e giungere a un impianto teorico di base sul quale edificare una risposta concreta, che possa essere utilizzata nel calcio così come nella politica, nell’associazionismo, nel mondo del lavoro e in ciascun aspetto della vita comunitaria.

• Il mediano di Mauthausen di Francesco Veltri (Diarkos, 2019). Un’attenta cronaca della vita del calciatore antifascista Vittorio Staccione, che interseca sapientemente le cronache sportive e i racconti dei famigliari al dramma di un’Italia sull’orlo del baratro mussoliniano. Non una semplice storia di sport e nemmeno un saggio storico sul fascismo: in ogni pagina del libro la vita di Staccione ci lancia sempre la stessa domanda: come ci saremmo comportati noi? Come ci comporteremmo se difendere le nostre idee ci costerebbe la carriera? Cosa farebbero i calciatori di oggi se i giornali oscurassero i loro nomi a causa delle loro idee politiche, al costo di alterare i tabellini delle partite? E, per finire, sarebbero disposti a conservare le loro frequentazioni se queste comportassero prima le costole rotte da parte dell’Ovra, la polizia segreta del regime fascista, e poi l’internamento a Mauthausen?

• Giovinette, le giovinette che sfidarono il Duce di Federica Seneghini (Solferino, 2020). Rimaniamo in tema sport e fascismo con questa bella storia raccontata dalla giornalista del Corriere della Sera Federica Seneghini. L’epopea della prima squadra femminile italiana è incredibilmente attuale. Le sue protagoniste devono giocare con la gonna nera per non offendere la morale e attenersi a un regolamento modificato per loro, così da non compromettere la loro funzione primaria nella società fascista: quella di fare figli, come asserì Mussolini nel famoso Discorso dell’Ascensione pronunciato alla Camera dei Deputati il 26 maggio 1927. Ma tutto questo non ferma le sorelle Boccalini, Ninì Zanetti, Rosanna Strigaro, e le altre decine di “giovinette” che decidono di giocare a calcio. Né, una volta formato il Gruppo femminile calciatrici milanese, i giornalisti che le deridono sulle pagine dei quotidiani riescono a smorzarne gli entusiasmi. Si tratta di donne che sfidarono sì il regime ma anche e soprattutto una cultura maschilista contro la quale si sta ancora oggi combattendo, ci ricordano che conoscere le battaglie di ieri è fondamentale per non abbassare la guardia oggi dando per scontato lo sforzo di chi lotta per promuovere i valori dell’inclusività.

• Le storie di Mura, di Gianni Mura (Scarp’ de Tenis, 2020). Concludiamo questa breve rassegna con una raccolta di articoli di quello che secondo me è il più bravo giornalista di sport della storia italiana, capace di far emozionare con le proprie parole anche i lettori non interessati al calcio o alla pallacanestro. Nell’anno della sua morte, carp de’ tenis, che mette a disposizione un ebook gratuito con tutti gli articoli di Gianni Mura scritti dal 2014 al 2020 per la rivista di strada sostenuta dalla Caritas. Stefano Lampertico, direttore di Scarp de’ tenis ha recentemente raccontato come è nata la collaborazione tra Gianni Mura e la celebre street magazine milanese. “Gli avevo detto, dandogli del lei e con una faccia tosta che non so se lo rifarei, che gli chiedevo di scrivere ‘quasi gratis’, non potendo certo Scarp pagare il giusto a una prima firma del giornalismo come Gianni. Mi chiamò dopo qualche giorno. Dal lei siamo passati al tu. E subito, lo ricordo come ora, mi disse: ‘Per voi non lavoro quasi gratis’. – Pausa – ‘Solo gratis’”. Basterebbe questo aneddoto per far capire chi era Gianni Mura.       

⇒ Foto: fanpage.it ≈ Prossimo Appuntamento: Giovedì 28 Gennaio

2 Comments

  1. Gian Reply

    Grazie per i tuoi consigli. Mi permetto di segnalare anch’io due titoli: uno è un vecchio libro del 1976 scritto da Paolo Sollier, allora calciatore del Perugia in serie A, dal titolo “Calci e sputi e colpi di testa”, uno spaccato del calcio professionistico di quei tempi visti da un calciatore anomalo.
    E poi un bel romanzo di Paolo Faletti, “Tre atti e due tempi” dove si intrecciano varie situazioni, dalla corruzione nel mondo del calcio e della società ai problemi legati al futuro dei giovani.
    Buon anno

  2. Umberto Scopa Reply

    a beneficio dei lettori di questo articolo annoto due ulteriori titoli. Uno è inerenti alla passione per il calcio in Inghilterra, il titolo è “Febbre a 90” (di Nick Hornby) dove ogni paragrafo è contrassegnato da una partita dell’Arsenal che diventa anche pretesto per spiegare il contesto del periodo e contiene fra l’altro una digressione sulla tragedia dell’Heysel (Juventus-Liverpool) visto dalla parte inglese, una prospettiva interessante. L’altro volume è una graphic novel che personalmente possiedo gelosamente, deliziosa per disegni e testi: racconta la breve vita di Gigi Meroni e il titolo è “Gigi Meroni, il ribelle granata”,…

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