Scherzi In Riviera

Riandando con la memoria agli anni della mia infanzia… uscire e recarsi a scuola nel giorno del 1 aprile era un percorso a ostacoli… gli adulti inventavano scherzi più grandi e eclatanti…

Bentornati, tutti abbiamo presente come vanno le cose e di come le situazioni cambino ogni giorno. Durante le feste pasquali nel Tigullio non ci saranno i flussi di turisti e di visitatori anzi lo speriamo perché spostarsi significa mettere a repentaglio la salute degli altri. Forse è la cosa minima che si possa fare! Mancando i classici appuntamenti del periodo mi cimento raccontandovi alcune curiosità “scherzose” della Riviera di Levante.

Ma prima un accenno al mese di aprile: seppur la primavera sia iniziata a marzo, e qui nel Tigullio la vediamo e la sentiamo, aprile è sempre stato sul confine tra temperature ancora fresche e una proiezione su quelle calde dei mesi estivi. Pur non sentendone la mancanza purtroppo per le note vicende di questi mesi, comunque il rito del pesce d’aprile un tempo era praticato molto specialmente nelle nostre cittadine rivierasche dove sembrava più logico anche perché erano sul mare. Riandando con la memoria agli anni della mia infanzia uscire e recarsi a scuola era un percorso a ostacoli per evitare amici e compagni di classe che volevano darti una pacca sulla spalla. Gesto foriero del pesciolino di carta che poi ti potevi ritrovare attaccato sulla schiena.

Gli adulti chiaramente inventavano scherzi più grandi ed eclatanti, il più semplice era quello di “far camminare qualcuno” cioè di chiamare una persona per inviarla in qualche luogo lontano senza motivo o di farla presentare a casa di una persona con un falso messaggio. Negli anni ‘80 a Chiavari, gli stessi organizzatori che davano vita al Carnevale Chiavarese erano quelli che preparavano gli scherzi più elaborati ma anche tv e radio libere contribuirono al diffondersi di queste, benevoli, prese in giro! Ma più gli anni trascorrevano e meno si aveva voglia di scherzare, rimanevano certo gli scherzi ideati più per far clamore che per il divertimento della gente normale, spesso erano infatti i giornali e i media a farsi carico dell’invenzione ma tra le persone comuni scompariva l’interesse scivolando verso anni difficili.

C’è come sempre qualche eccezione, nei primi anni ’90 a Rapallo un gruppo di burloni mise in scena lo scherzo della “Pepita d’oro”. Fecero ritrovare dentro l’alveo di un torrente una vera pepita d’oro con tanto di dichiarazione di autenticità e testimonianze di “esperti”. Il clamore portò nella cittadina curiosi e addetti ai lavori che si cimentarono nella nuova corsa al metallo prezioso. Questo scherzo portò Rapallo sulle prime pagine dei giornali e si decise l’anno dopo di istituire il premio chiamato “La Pepita di Rapallo”, che prevedeva la consegna delle “pepite” e dei “pesci” d’oro e d’argento per i migliori scherzi nazionali e internazionali organizzati in occasione del 1°aprile.

Un altro scherzo ben congegnato fu architettato a Chiavari e precisamente nel mio quartiere, Ri Basso. A metà sempre degli anni ’90 il giorno dopo la Pasqua, la Pasquetta insomma, capitava il primo di aprile. Un gruppo di amici decise quindi di “organizzare” una marcia pedestre per appassionati. Nel manifesto chiaramente la data veniva indicata come “Lunedì dell’angelo” dando appuntamento ai corridori per la mattina alle 8 per l’iscrizione promettendo durante il percorso ristoro e al traguardo medaglia ricordo, bibite e focaccia alla genovese per tutti. Ebbene quel primo aprile, si presentarono un centinaio di concorrenti e la burla durò fino all’ora della partenza quando passò un’auto con una rete da pesca che svelava lo scherzo facendo rimanere a bocca aperta e in tenuta sportiva chi pensava di partecipare alla competizione! Dicevo all’inizio della voglia di scherzare che piano piano è scemata ancora prima dell’arrivo del coronavirus, poiché i motivi per preoccuparsi del futuro sono aumentati soprattutto con l’arrivo del nuovo millennio.

Non è scomparsa però la voglia di stare insieme ecco perché il giorno dopo la Pasqua era considerato il primo degli appuntamenti dedicati a trascorrere tempo libero all’aria aperta. Con la scusa di smaltire il pranzo del giorno prima e di sfruttare l’ora di luce in più datataci dall’ora legale, i prati dell’entroterra erano meta di gruppi più o meno numerosi. Facevano da contraltare con la speranza di fare il “primo bagno” stagionale, le spiagge tigulline di Chiavari, Lavagna e Sestri Levante o la celebre “piazzetta” di Portofino o si raggiungeva in battello il borgo marinaro di San Fruttuoso. E la sera ritornando a casa si pensava che già le settimane dopo ci avrebbero visto ritornare in gita per il 25 aprile e poi anche per il Primo Maggio. Già… sarebbe stato così anche quest’anno! Con la speranza che nel 2021 si possa tornare alle nostre sane abitudini mi congedo da voi augurando che la salute fisica e mentale vi accompagni sempre.

ANTONINO DI BELLA

Foto: Antonino Di Bella

Gente Di Riviera ritorna lunedì 11 maggio

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