Sardine, Piranha E L’Elefante Marino

Con l’arrivo del primo freddo, il ricordo di una giornata divertente, al mare, riaffiora alla mente. Dal bagno con le sardine di Portovenere a quello dei flash mob, ecco le sensazioni”.

In queste giornate di primi freddi, mi è tornato in mente il bagno in mare più divertente della mia vita, indimenticato. Sguazzavo nel piccolo e tiepido anfiteatro della scogliera di Byron, Portovenere. Ad un tratto fui investito da mille e mille riflessi argentei sciabolanti ad una frequenza psichedelica; eppure a colazione non avevo assunto sostanze… Realizzai dopo qualche secondo di esaltazione e panico, di trovarmi nel bel mezzo di un banco di sardine; si muoveva all’unisono ed a piccoli improvvisi scatti un allegro pacifico esercito di queste piccole creature, che pare rincorresse la vivida luce mattutina, un po’ infastidite dall’intruso. Non sembravano affatto spaventate, andavano, viravano, tornavano, mi attorniavano. Fu una lunghissima ripetuta danza marina; perduta la dimensione di tempo e spazio, mi avvinsero cinque minuti di transeunte assoluta voluttà con gli elementi, sole mare e animali. Poi, d’un tratto, non le vidi più, scomparse alla vista dell’orizzonte sottomarino.
Torino 10 dicembre, Piazza Castello. Devo riconoscere, con tutto l’affetto, la tenerezza e l’ammirazione possibili, che il mio tributo per gli entusiasti del movimento o meglio, del “fenomeno” delle sardine, si ferma a quelle sensazioni. Non è sufficienza, ma tale è la “distanza” che separa i pesciolini da un elefante spiaggiato come il sottoscritto, che la possibilità di un nuovo avvicinamento non è proprio agevole…
Mi manca una tessera del mosaico per quadrare la magia di tre giovani internauti nell’aver portato in piazza moltitudini di contestatori del neo-populismo salviniano ed europeo, ma questa fulminea ascesa dalla platea virtuale a quelle reali, mi lascia quasi indifferente. Il momento più toccante è stato qualche minuto di silenzio assoluto, cartelli al pesce azzurro ben sollevati e…onore alla Politica che non è più. Per il resto, spero sinceramente di sbagliarmi, ma direi che siamo alle solite. Dai “no global” ai “girotondini”, passando per Forconi, Popolo Viola ed Arancione, la cronaca “politica” smegafona una nuova cortina parantagonista, sorta dalle conturbanti maglie della “Rete”. Bei visi, freschi, puliti, barbe ben colte, depurati dalla memoria; non è più il duro “arbait”, il lavoro che non c’è più a creare unità e coscienza critica… ma si celebra il miracoloso “Web Macht Frei”… Entrati con le buone o con le cattive lusinghe del Capitale in questo mondo parallelo, ecco che ci illudiamo si aprano i portali dorati dello smisurato libero pensiero, culturale, organizzato, sociale o individuale; e se troviamo i giusti proseliti, followers smiles e like, si può agognare alla gloria dell’Agorà, la piazza reale, i microfoni, le telecamere ed i talk-show che moltiplicano all’inverosimile l’eco del NO. No, no, no ed ancora NO! Pensando che si trasformi in un Sì. Progettuale, dotato di un’idea vincente di sistema e di condurlo con efficacia. Inneggiando alla voglia di belle cose, buona politica, pulizia delle parole, onestà intellettuale…ma non è anche questo il volto di un populismo… si direbbe meglio di una “demagogia” del politically correct?
E poi? Ovvero, dopo la conquista trasversale dei palpitanti cuori indignati,…cosa si fa’,…dove si va…?
Donne e uomini non più giovanissimi e non ancora adulti, volti del precariato più à la page e con pochi soldi; pensionati con il sogno di riprendersi la gioventù; sguardi delle nostre periferie estreme, istruiti ma sguarniti alla voracità di un mondo piranha… io li considero tutti figli miei, portatori sani delle mie colpe post-sessantottesche: per non aver lasciato loro una traccia, un filo d’Arianna, un canto ben più cattivo del refrain di Bella Ciao; un viatico inconfondibile, perchè le mie sardine non svaniscano mai più da quella lontana bellissima danza.

GIAN MICHELE SPARTANO

Foto: Gian Michele Spartano (opera di Mario D’Adda 1902 – 1976) – www.globalist.it

Tempio Aperto ritorna martedì 14 gennaio

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