Sanremo è…

“Siamo in onda…” e come diceva Nunzio Filogamo “cari amici vicini e lontani”! Questo mese vi parlerò del FestivalDi quale? Ma quello di Sanremo! Saprete già qual’è la canzone vincitrice. La canzone… infatti spesso ci soffermiamo su chi canta i pezzi ma poco sulla regina che è proprio la protagonista vera del ”Festival della Canzone Italiana”. Ormai spesso, e anche su bradipodiario se ne parla, il culto dell’immagine sorpassa la persona e tutto ciò che non si vede: la fede, la poesia e la fantasia.

Ma ritorniamo a cose più frivole.

La prima edizione del Festival nel 1951 vide in gara Nilla Pizzi, Achille Togliani e il Duo Fasano che interpretarono venti brani; vinse Nilla Pizzi. Il numero di cantanti si accrebbe nella seconda edizione, e, dalla terza edizione in avanti, ciascuna delle canzoni in gara era eseguita con una doppia interpretazione e direzione orchestrale. Ma a me, che curo questa rubrica, importa soprattutto ricordare come venne diffuso il Festival nelle case degli Italiani. La signora dell’etere era la radio che aveva nella Rai, allora ancora Radio Audizioni Italia, la sua compagna. Così da allora tramite le onde amiche radiofoniche il Festival canoro più importante d’Italia arrivò in tutto il mondo.

Ma i tempi stavano per cambiare, la Rai divenne ben presto la Radiotelevisione Italiana e fu così che nel 1955 venne trasmessa la prima edizione televisiva e poi nel 1958 ecco la prima diretta in Eurovisione. Ormai la televisione affascinava gli italiani che si radunavano nelle case o nei locali pubblici per guardare il mitico “Sanremo”. Nel 1973 a beneficio solo delle tv straniere, il Festival verrà ripreso per la prima volta a colori mentre in Italia lo si continuerà a vedere in bianco e nero fino al 1977, quando arrivarono gli apparecchi televisivi in grado di ricevere il segnale a colori sistema Pal.

Dal 1977 e fino al 1980 la Rai trasmetterà in TV solo la serata finale mentre le altre giornate verranno trasmesse soltanto alla radio. Insomma la vecchia radio si era presa una rivincita che durò poco visto che gli anni ’80 portarono in dote la diretta di tutte le serate. Certo, chi voleva poteva ascoltarle sempre alla radio soprattutto se si era in auto o non si aveva la disponibilità del televisore ma poter vedere come erano vestiti i cantanti o l’espressione del volto quando eseguivano i brani era un’altra cosa! E la tv ebbe il sopravvento. Quindi il Festival è sempre stato una esclusiva della Rai? Sì, i vari contratti col comune di Sanremo spesso fonte di discussioni e litigi prevedevano che i diritti di trasmissione erano dell’emittente di stato.

Però… c’è un però…

Eccovi uno scoop o perlomeno una vecchia storia che ci riporta agli inizi delle emittenti locali. Dovete sapere che a Napoli nel 1966 iniziò a trasmettere in modo sperimentale  quella che è stata quasi sicuramente la prima tv via cavo italiana, TeleNapoli il nome provvisorio, il fondatore fu l’ingegner Pietrangelo Gregorio.

L’emittente iniziò le trasmissioni via cavo appunto poco prima del Natale 1966 trasmettendo spot pubblicitari per promuovere le vendite presso i magazzini Upim della città. Ma quella novità appassionò a tal punto i napoletani che fu deciso di ampliare il numero dei televisori facendo partire il cavo coassiale da piazza Cavour estendendolo per via Pessina, via Toledo fino a piazza Plebiscito, collegando pubblici esercizi e numerosi bar, compresi  quelli della Galleria Umberto e lo storico caffè Gambrinus. In Galleria  si tenne anche lo spettacolo inaugurale con Nino Taranto, Angela Luce e Sergio Bruni.

Nel dicembre 1970 presso il notaio l’emittente viene registrata come TeleDiffusione Italiana srl – TeleNapoli. Nel 1973 al Festival sorse una disputa e ci furono dei problemi tra il comune di Sanremo e la Rai. Quest’ultima decise di trasmettere solo la finale mentre le serate precedenti sarebbero andate in onda solo alla radio. A questo punto l’amministrazione del Festival cercò un’alternativa e  chiese la disponibilità a Tele Biella (cioè a quella che si pensava essere la prima tv alternativa), il fondatore Beppo Sacchi rinunciò per mancanza di mezzi tecnici dedicati a tale scopo.

Pertanto fu contattato il patron di TeleDiffusione Italiana, che si dichiarò pronto, attraverso una regia mobile, a riprendere e trasmettere in differita a colori le prime due serate del festival e magari di diffonderlo attraverso altre emittenti via cavo di diverse regioni italiane. Chiaramente la Rai si oppose facendo presente il contratto di esclusiva e minacciando di cancellare la diretta radiofonica delle prime due serate.

Ma l’ingegno napoletano portò Gregorio ad un’altra soluzione: si dice che fece esibire per le sue telecamere gli artisti fuori dal Casinò di Sanremo, luogo dove nei primi anni si svolgeva il Festival. Tornata a Napoli la troupe montò tutto utilizzando le dirette radio Rai delle prime due serate di Sanremo.

TeleNapoli conobbe d’improvviso la fama, i giornali parlarono della tv partenopea che aveva dato uno smacco alla Rai trasmettendo a colori ciò che l’Italia non aveva visto.

Ritornando al Festival, tutto rientrò nella norma ma solo fino alla fine degli anni’70 quando l’avvento e lo sbocciare delle tv, ma anche delle radio locali, “liberò” almeno fuori dal Teatro Ariston (l’odierna sede della kermesse) una pioggia di suoni, immagini e musica.

Giocarono “in casa” Tele Sanremo RivieradeiFiori e SanremoTv e Radio Sanremo nata nel 1975 e Radio Super Sanremo. E poi naturalmente per vicinanza anche le altre emittenti del Ponente Ligure furono della partita. Ad esempio Radio Onda Ligure 101 di Albenga, Tele Gallinara di Alassio o le più conosciute Tele Imperia e Radio Intemelia “domiciliata” a Ventimiglia. Questo naturalmente fino a quando calarono sul Festival, e in generale su Sanremo, i grandi network radiotelevisivi nazionali, portatori di novità e che contribuirono spesso alla scomparsa di quasi tutte le vere emittenti libere.

Bene… o perlomeno benino, quindi dopo l’amara conclusione eccoci alla scelta dei brani che come sempre vi consiglio nel finale dell’articolo. Forse non saranno quelli classici ma sono quelli che piacciono a me… quindi portate pazienza!

Il primo pezzo – Che sarà – del 1971 è stato cantato sia da Josè Feliciano che dai miei quasi concittadini “I ricchi e poveri”. Piaceva molto alla mia cara mamma, la dedico quindi a lei!

 

 

La seconda canzone ha vinto nel 1979, mentre si chiudeva un decennio difficile,  ecco quindi Mino Vergnaghi che iniziò giovane con vari gruppi tra cui i New Blues e Il Segno dello Zodiaco. Attualmente collabora con Zucchero. Allora vinse con “Amare”.

 

 

Ritroviamo ora un giovane Ivano Fossati che nel 1972 con I Delirium canta il famoso brano hippy “Jesahel”.

 

Formidabili quegli anni? A voi la risposta e come sempre buon ascolto! Alla prossima!

 

Pubblicato sul blog il 26 febbraio 2018

Foto: agenziacomunica.net pressreader.com

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