Quel Luglio di 45 Anni Fa…

Quel luglio di 45 anni fa… da tv pirata a tv locali e libere… Proprio così, 45 anni fa esattamente nel luglio 1974 la pronuncia della Corte Costituzionale metteva di fatto fine al monopolio della Rai. Seppur in ambito locale le tv via cavo potevano esercitare la libertà d’espressione sancita dalla Costituzione. All’epoca solo TeleTorino aveva continuato le trasmissioni solo perché i palazzi cablati erano all’interno di un complesso privato. TeleBiella invece aveva avuto la visita della polizia postale che aveva messo i sigilli alle apparecchiature. L’emittente biellese è a torto considerata la prima tv via cavo mentre il primato dovrebbe andare a TeleNapoli – TeleDiffusione Italiana creatura dell’ingegnere Pietrangelo Gregorio che sperimentò nel 1966 una nuova forma di linguaggio televisivo, TeleNapoli appunto, con messaggi promozionali e immagini della città e infine presentatori, cantanti e cabarettisti con televisori posti in numerosi locali pubblici di Napoli, e poi visto il successo, anche presso i privati.

Intanto nel 1970 viene costituita la società Telediffusione Italiana. Nel 1971 TeleNapoli-Telediffusione Italiana è la prima emittente italiana a produrre ed irradiare trasmissioni televisive a colori come l’intero Cantagiro. Addirittura nel 1973 durante il Festival, Pierangelo Gregorio fece esibire gli artisti per le sue telecamere fuori dal Casinò di Sanremo, dove all’epoca aveva luogo il festival della canzone italiana. Tornata a Napoli la sua troupe montò tutto e trasmise sempre a colori i video in sincrono con le dirette radio delle prime due serate di Sanremo.

Giuseppe “Peppo” Sacchi mise in pratica invece la sua esperienza di regista della Tv Svizzera costruendo appunto TeleBiella registrata nell’aprile del 1971 presso il Tribunale della stessa città. Nel 1972 le trasmissioni sono ormai decollate, Ivana Ramella ed altri collaboratori aiutano Peppo Sacchi negli studi dell’edificio dell’Unione Industriali Biellesi che ospita l’emittente dagli inizi. Furono pertanto allestiti uno studio per dibattiti e spettacoli, uno studio per il Tg, la regia per le riprese e per la messa in onda tramite cavo ma anche una sala post-produzione con telecinema, archivio e laboratorio, redazione e uffici. Anche nel Tigullio ci furono “illuminati sulla via della tv” e nacquero pertanto TeleRapallo e nel 1974 TeleLiguria e TeleChiavari, emittente che ebbi modo di conoscere molto bene perché nonostante la mia giovane età, 11 anni, divenni parte dello staff!

In tutta Italia ci fu pertanto l’esplodere delle tv libere e non esisteva città senza il nuovo mezzo di espressione. L’anno successivo con un’altra sentenza della stessa Corte venivano liberalizzate le radio libere ma soprattutto ci fu il passaggio dalla tv via cavo a quella via etere che sfruttava le antenne che ognuno di noi aveva sul tetto. Arrivarono TeleRoma 56 e poi in uno scantinato di Milano 2 TeleMilano 58 progenitrice di Canale 5, ma anche TeleTorino Internationale TeleGenova, ancora un’altra TeleNapoli ma anche TelePalermo, Tele Libera Firenze e tante altre di località più piccole. Era scoppiata la moda della tv locale ma soprattutto era cambiata un’epoca!

Però la vera domanda che mi faccio è questa: chi oggi fa televisione ricorda le sue origini professionali e di come era la tv prima dell’avvento delle tv locali? La Rai ci proponeva infatti due canali, il Nazionale e il Secondo Programma tutti rigorosamente in bianco e nero. In alcune zone fortunate arrivavano le tv estere, dalle mie parti per anni ci fu solo la Tv Svizzera Italiana. Quindi le tv locali furono davvero la massima espressione della comunicazione e di una oglia di sperimentare nuovi linguaggi non ultimo quello politico. Ritorno pertanto alla mia domanda: cari anchorman, cari giornalisti e opinionisti non pensate che nel luglio 1974 nacque la vera rivoluzione culturale/televisiva Italiana? E voi “addetti ai lavori”, tecnici e professionisti cosa ricordate dei vostri inizi? Senza smentite la storia del nostro paese prese una nuova strada di libertà che tra tv e radio ci ha portato ai giorni nostri perdendo però quella genuinità che i giovani vedevano negli anni ’70 e ’80. E voi che mi state leggendo cosa ricordate della tv di quegli anni? Vi rimando alla mia pagina facebook dedicata alle tv e radio del Tigullio dove potete trovare anche le altre puntate di Libere Frequenze. A chiudere questo appuntamento, il brano di Edoardo Bennato “La televisione che felicità”.

ANTONINO DI BELLA

Foto: Antonino Di Bella – Giuseppe Rissone

Libere Frequenze ritorna 22 luglio

2 Comments

  1. Giuseppe Reply

    Caro Tonino, non è in uso – ma non è vietato – commentare gli articoli tra i redattori di bradipodiario. Questa volta voglio fare un’eccezione e rispondere alla tua domanda “cosa ricordate di quegli anni?”… ricordo molta voglia di fare, di inventare, con tutti i limiti tecnici e editoriali si respirava un’aria nuova. Purtroppo di tutto questo è rimasto quasi nulla, almeno a Torino. Ricordi ne ho tanti, forse il più divertente era accendere la tv e la radio e scoprire ogni giorno o quasi un’emittente nuova. E’ normale che da un inizio fatto di tanta buona volontà si passasse ad un livello professionale, però quello che mancano sono le idee, le radio si assomigliano quasi tutte, le tv locali hanno abbandonato il loro compito per diventare dei contenitori pubblicitari e poco più. Esistono per fortuna delle isole felici, con un serio progetto editoriale, a te con i tuoi interessanti articoli segnalarci qualcosa che valga ancora la pena di vedere e di ascoltare.

  2. Tonino Reply

    Grazie Giuseppe anche io non rispondo mai ai complimenti (ricordi il detto “chi si loda s’imbroda”?) che invece dedico a tutti gli amici e amiche, lettrici e non, del Bradipodiario! a presto con nuove idee allora! 🙂

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