Pronti… Via!!!

di Laura Martini iodonna.it

Il gusto dello sport è un’epidemia di salute

Sulla scia dell’entusiasmo di una memorabile estate sportiva, che ancora ci sta dando grandi soddisfazioni, anche la scuola è finalmente ripartita. Certo non alla velocità di Jacobs e tantomeno, superando le “solite difficoltà”, con un salto alla Tamperi, ma qualche buon proposito sembra si stia realizzando, uno spiraglio della volontà comune di un cambiamento, dopo il difficile periodo trascorso.

Primo tra tutti cito, per motivi d’interesse personale e professionale, l’introduzione della figura del Docente di Educazione Motoria nella Scuola Primaria, una delle misure inserite nella legge di bilancio 2022.

Peccato che, il sottosegretario allo Sport Valentina Vezzali, non sia riuscita ad ottenere questa importante “novità” per tutte le classi, ma solo partendo dalla quinta nell’anno scolastico 2022/2023… se dovevamo accontentarci solo di un piccolo passo in avanti, tanto valeva allora iniziare dalla classe prima, almeno aveva un significato più logico e credibile, lo ritengo quindi un risultato da Campioni del Mondo d’incoerenza e superficialità.  

Appare infatti incredibile, eppure è reale, questa contraddizione palese tra le frasi slogan, dello sport per tutti e l’importanza di farlo, e la realtà di un sistema che non prevede (andiamo a vedere cosa succede negli altri paesi) ancora una figura specialistica e quindi una didattica mirata, adatta a quella fascia d’età definita da sempre, come età dell’oro per lo sviluppo motorio globale..

Oro che abbiamo visto al collo di molti atleti Italiani, ma che purtroppo fatica a brillare nelle menti di chi avrebbe il dovere di porre rimedio alle troppe lacune di cui soffre lo sport, soprattutto per l’attività sportiva di base. Il rovescio di queste medaglie, traspare infatti nei numerosi campanelli d’allarme che la pandemia ha portato in luce e che devono trovare soluzioni serie e immediate, atte a creare le condizioni migliori, sia pratiche che emotive, per fare attività sportiva. Investire in questo settore, porterebbe a cascata giovamento a molte altre situazioni altamente a rischio, creando le condizioni ideali di crescita in termini di socialità e salute.

Sarebbe un errore imperdonabile, sprecare i momenti di grande euforia, di esempi di vita vissuta (pensiamo soprattutto alle Paralimpiadi), dando risalto solo ai risultati, perché a pagarne le conseguenze sarebbero sempre e solo coloro che non possono permettersi di praticare sport.

La scuola quindi diventa l’unico punto di riferimento, l’ambiente ideale e privilegiato per promuovere e incoraggiare la pratica sportiva a tutti i livelli, sviluppando, attraverso le attitudini di ciascuno, la consapevolezza dei propri limiti e potenzialità, la gioia condivisa nel gioco e il rispetto delle regole, dei compagni, degli avversari e di se stessi.

Tutto questo ha però bisogno di una guida preparata e passionale che accompagni ogni alunno, seguendo i suoi ritmi e cercando, nel piacere del movimento, di alzare, lezione dopo lezione, l’asticella dell’autostima, non solo come sfida competitiva, ma come motivazione di miglioramento personale.

Impegnarsi a salvaguardare i diritti dei bambini nello sport, deve essere un dovere di ogni adulto, un credo da sostenere e per cui combattere quotidianamente, non solo a parole, ma nei fatti, attraverso la valorizzazione del benessere psico-fisico, indispensabile ingrediente per affrontare con determinazione, grinta e tenacia gli ostacoli che la vita ci pone davanti… “mens sana in corpore sano”!!!


Sportivamente Prof ritorna venerdì 7 gennaio


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