Politica Dove Sei?

BradipoDiario si attende che Tempio Aperto si occupi spesso e volentieri di Politica; quella con la P maiuscola, non del gossip di palazzo oggi tanto di moda.

Di questi tempi non è semplice farlo, tanto rari sono gli esempi che possano suscitare in chi scrive un qualche stimolo, tanto positivo da trasmetterlo a chi possiede la costanza di leggere.

Costretti ad affrontare quello che c’è, ci aiutiamo con quanto è retaggio del passato.

In estrema sintesi, me la passino i cattedratici, negli ultimi 230 anni l’Europa (per il resto del mondo attendete un attimo…) ha vissuto le esperienze della democrazia rappresentativa, delle dittature nelle più varie espressioni ed, affini a queste, delle democrazie popolari. Non vi sembrava così grigio il quadro dalla presa della Bastiglia in qua? Eppure non ho trovato nient’altro di rilevante, nel bene e nel male. Al costo di milioni di giovani vite, per guerre, rivoluzioni, repressioni.

Questo perché le forme e le mosse della politica non hanno i nostri frenetici ritmi, in quanto essa Politica non può prefiggersi obiettivi salvifici nel breve; vive di costanti e lunghi andate e ritorni, come le maree oceaniche, le orbite planetarie, le esitazioni bradipe…. Altrimenti non si può parlare di Politica ma di altro, di qualcos’altro di artefatto, di finto. Quella autentica non è rappresentabile come una visibile superficie liscia e piana, ma come un reticolo di faglie e pieghe tettoniche che segmentano, a volte trafiggono l’umanità.

Forse, per questa interazione con  le vicende della natura e degli esseri umani, più che con le leggi del profitto e del personale tornaconto, i più civili europei dell’antichità -parlo dei Greci ovviamente- ne posero le fondamenta, devoti e rispettosi della volontà della poleis, la cittadinanza, aristocratica o anche popolare, a seconda dei casi.

Viene di conseguenza da chiedersi: non è che l’arte e l’architettura della Politica mal si addicono alla nostra società liquida, massificata, mordi-e-fuggi? Cosa ci dice, ad esempio, la rentrée scomposta ma dilagante dei movimenti a carattere populista?

Ci dice a nostro avviso che, spazzato via giusto 30 anni fa da ogni piazza, da ogni esercizio teorico, messo al bando da ogni contesto pubblico il suo substrato “ideologico”, ma no, che dico! la sola “idea” di un progetto sociale che non abbia il respiro massimo di un mandato parlamentare, rimane intorno a noi un panorama politico paragonabile ad uno sconfinato campo gramignoso, del tutto sterile. Dove le asfittiche democrazie berlinocentriche o il più isterico qualunquismo trasversale – così io definisco l’attuale richiamo populista –  assecondano le mostruose esalazioni di un sistema economico al servigio di una élite ogni giorno più esclusiva.

Mi fermo qui perché l’ho tirata un po’ per le lunghe; se volete il seguito,  che sarà ovviamente il bello…dite un po’ la vostra, sia pur che non s’è capito nulla!

GIAN MICHELE SPARTANO

Foto: www.valigiaepasseggino.com – www.studiarapido.it

Tempio Aperto ritorna mercoledì 24 aprile

2 Comments

  1. Matteo Reply

    Dall’articolo traspare – non troppo velato – un pessimismo allo stato puro, quello che c’è di grave è che non si può esserlo altrimenti, per mille motivi, per mille ragioni, a questo punto dalle domande poste nell’articolo, ne pongo una mia personale, non sarà originale, ma non mi viene altro! CHE FARE?

  2. Gian Michele Reply

    Ringrazio Matteo, la sua domanda avrà la giusta risposta nel prossimo “Tempio Aperto”.
    Gian Michele

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