Piante Ferite In Guerra

di Umberto Scopa  Umberto Scopa


1916, la “grande guerra” e i danni al mondo vegetale

Nel 1916, quando esce questo articolo al quale ho voluto dare voce, l’Europa è martoriata dai colpi di una guerra nuova che ricorderemo per sempre come “la grande guerra”. Guerre ci sono state da sempre, ma questa si avvale di devastanti nuovi veicoli di morte sconosciuti alle precedenti. Viene naturale pensare che mentre cadono le bombe il primo pensiero corra alle vittime umane, eppure l’autore omette questo aspetto, o così può sembrare. Sorprendentemente ci racconta un’estesa, analitica, disamina dei danni che la guerra porta al silenzioso mondo vegetale. Comprendo lo sconcerto del lettore che inizialmente è stato anche il mio. Ma poi ho cercato di vedere la cosa in una diversa prospettiva. Forse a ben vedere una sofferenza non esclude l’altra e l’originale prospettiva colloca le atrocità belliche in una visuale più ampia dove l’uomo è solo la piccola componente di un immenso mondo che lo circonda, per lo più immobile e silenzioso, da noi ritenuto privo di vita ma che invece partecipa e governa le nostre esistenze. Tutto è vivente. Purtroppo, ben oltre i limiti del nostro ristretto concetto di vita, abbiamo imparato a diffondere la morte. Così ho ritenuto di dare voce a questa testimonianza che come tutte quelle da me scelte si avvale di una scrittura di pregio. L’autore è Enrico Aresca e qui potete ascoltare un estratto di questo lungo articolo pubblicato a guerra in corso sul numero di dicembre 1916 del Touring Club.



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