Per Qualche Euro In Meno, No!

L’imminente referendum ha il trucco: ci priveranno di democrazia… se noi non vedremo oltre l’attuale classe di inetti politicanti.

⇒ di Gian Michele Spartano  Tempio Aperto

Le mie vacanze, ormai sfumate nell’oblio, si sono snodate su tre località rigorosamente italiche, come da raccomandazioni…: Ischia, Ventotene e Roma (quest’ultima abbacinante e splendidamente semideserta nei giorni di ferragosto). All’itinerario fisico me ne s’è cucito al rientro uno di ricordi, che si estendeva per la Puglia del Salento e balzava da lì nella mia Sicilia dai mille respiri – greco, ottomani, normanni, aragonesi, borbonici-. Così come per tutte le contrade d’Italia, innumerevoli resistono gli usi ed i dialetti, sopravvissuti ai colpi dell’omologazione. Del solo pensiero.
Questo per dirvi cosa?
Che il nostro Stivale è tuttora una lunga storia di meravigliose diversità. Da preservare. E che per stare unito e poter progredire ha necessità di collante democratico che si penetri fin nei suoi minuscoli capillari; ogni popolo di questo Popolo merita più voce in seno ai poteri politici. Non certo il contrario, come il referendum costituzionale del 20 e 21 settembre minaccia di ottenere.

Perché?
Perché il Parlamento è – lo sancisce la Carta fondamentale – il cuore pulsante della nostra democrazia e non può essere troncato da una riduzione dei suoi componenti, che non farebbe mai e poi mai risparmiare danaro pubblico a sufficienza da giustificare una privazione di voci del popolo più minuto lì rappresentato.
È curioso in questo paese, deprivato di idee e di autentici statisti, che ogni qualvolta si intenda riformare per eliderne le storture (corruzione politica, stasi del dialogo sociale, economia asfittica) si ricorra sempre con l’incidere su pezzi della nostra Costituzione o di leggi di tale rango. Si è partiti dall’improvvido innesto di una quota maggioritaria (sempre per referendum, quello del 1991, ricordate?), al tentativo di sopprimere il Senato o la Provincia, passando ad un inutile restiling del titolo V° della nostra Carta sulle Autonomie locali, per arrivare ad oggi. Cosa c’entrano questi ripetuti assalti di tagliole eversive a quanto di meglio si sia mai legiferato, con l’insoluta e persistente Questione Morale? Lotta a mafie e corruzione, cura del patrimonio ambientale e culturale, eguaglianza e solidarietà sociale, quale beneficio trarranno da una sforbiciata alla democrazia rappresentativa?
I parlamentari che fanno assenteismo, mafioseggiano o sono incapaci, vanno perseguiti e detronizzati come se sotto i loro scranni incombesse una botola senza fondo, ma la cadrega a cui erano avvinti deve ritornare al posto suo, perché è lo strumento di lavoro sacrosantemente istituito per noi tutti!
Se i Camalandrei, i Nenni ed i Togliatti valutarono che l’Italietta allora rinascente aveva bisogno di una Nazione rappresentata già allora da 945 seggi, non fu per assegnare tanti “posti” pubblici ben retribuiti, ma per consentire ad un popolo culturalmente variegato di esercitare un’effettiva  cittadinanza nelle scelte univoche del Paese. Ad opera di una classe politica che governasse in autonomia ed indipendenza da ogni altro potere.

Nessun giornale vi dirà questo, ma tutto il bene ed il male parte sempre dai nostri singoli quotidiani comportamenti sociali, da una spesa fatta al supermercato o dalle vacanze che scegliamo; da quel che tracciamo sulla scheda elettorale, senza che si debbano tagliare quelle opzioni che ci sono state riconosciute dai padri costituenti, se le nostre decisioni risultano inadeguate. La Costituzione va quotidianamente conquistata con l’arte del buon padre di famiglia, non eliminata fetta dopo fetta, come se si trattasse di torta troppo gustosa.
Il ricorso alla cesura della Costituzione è-una-truffa! e chi propone il sì, o collude con tale obiettivo criminoso o non sa quello che fa. La stampa, i social che offrono generosa eco a questa delirante opzione, è l’informazione del più antidemocratico dei regimi.
Se prevarrà tale scelta, avrà la meglio una distorta voce, cieca, populista e reazionaria, che decide nella direzione dei d.p.c.m. in servizio permanente effettivo. Oggi il simpatico Conte; domani… ZuccadiLegno, Bocca di Rose, poi…?
Non vorrei che ce ne accorgessimo troppo tardi.
Buon voto NO a tutti.

⇒ Foto: lavocedinewyork.com ≈ Prossimo Appuntamento: mercoledì 14 ottobre

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