Pagine Che Non Si Dimenticano

I libri sono parte del nostro essere, alcuni di essi segnano la strada delle nostre scelte

di Giuseppe Rissone Piccole Storie Quotidiane

Un libro nel suo scaffale, che da molto tempo non torna tra le mie mani – non intendo rubare lo spazio a Sara Migliorini con il suo seguitissimo Il Bradipo Legge però il protagonista di questa piccola storia è proprio un libro o meglio è una delle ragioni per cui vi parlerò di una determinata professione – complice una trasmissione di RAI3 andata in onda domenica 14 marzo dal titolo Fame d’amore e condotto da Francesca Fialdini, con argomento l’anoressia e la bulimia.

Argomenti difficili da trattare, la trasmissione ci è riuscita solo in parte, ma questa è un’altra storia, tanto è bastato per riprendere il libro dalla mensola, il libro in questione è Analisi in famiglia scritto da Maria Marcone edito da Feltrinelli nel 1977 e dal sottoscritto acquistato nel 1983, dopo aver visto la versione televisiva andata in onda nel 1982 su RAI2 dal titolo Mia Figlia che potete vedere qui, tra gli interpreti un giovanissimo Francesco Salvi.

Questo sceneggiato e di seguito il libro, insieme alla visione di Diario di un maestro e la successiva lettura della sua versione cartacea Un anno a Pietralata di Albino Bernardini, sono state – tra le tante – le spinte che mi hanno portato a scegliere di svolgere la professione di educatore, per me una non professione nel senso stretto della parola, ma piuttosto una scelta di campo. Quando ho iniziato a occuparmi di minori – all’interno di una società sportiva in uno dei quartieri “a torto” più malfamati di Torino tanto da meritarsi l’appellativo di Bronx – nessuno pensava a questo come un lavoro, non esistevano scuole specifiche, ma tanta esperienza fatta sul campo, e dove le motivazioni erano spesso di carattere politico, ideologico, religioso, convinti che scendere in strada e sporcarsi le mani avrebbe contribuito a cambiare il mondo – molti di loro erano obiettori di coscienza, che con il loro agire e pensiero, mi hanno insegnato a commettere meno errori possibili. In particolare nel costruire rapporti con ragazzi che vivono situazioni difficili, e hanno saputo indicarmi la strada del prevenire anziché del curare. Negli anni sono arrivate le scuole professionali, ed in seguito anche la Facoltà di Scienze dell’Educazione, ma anche questa è un’altra storia su cui preferisco non soffermarmi.

Torniamo al libro di Maria Marcone, nelle sue pagine viene presentata una famiglia come tante, alle prese con le problematiche quotidiane. Quando una grave crisi colpisce i figli adolescenti, si apre un aspro scontro generazionale che inceppa l’intero sistema di relazioni nel quale sono tutti implicati. Inizia così un’analisi che, avviata da psicologi e psichiatri, l’autrice porta avanti a modo suo affrontando problemi – ancora oggi attuali – concreti; il testo oltrepassa i limiti del caso individuale per avventurarsi nel territorio dei tabù, delle violenze silenziose fomentate dal perbenismo, e soprattutto degli specifici condizionamenti. Se, come pare, ogni famiglia ha uno scheletro nascosto nell’armadio, questo libro aiuta a capire come lo scheletro sia andato a finire lì.

La scena finale dello sceneggiato televisivo vede la madre passeggiare con Nicola (Francesco Salvi), nel dialogo c’è forse la chiave di tante incomprensioni familiari, di difficoltà ad affrontare e interpretare l’adolescenza dei propri figli, mia figlia…(madre) ecco forse dovresti iniziare dal togliere il mia (Nicola). Quando, anche inconsapevolmente e senza nessuna premeditazione, si pensa ai propri figli come una proprietà s’intraprende la strada sbagliata.

I libri intesi come oggetto possono avere e anno un peso specifico nella nostra vita, ognuno caratterizzato da un periodo ben preciso, nella mia piccola libreria conservo buona parte di essi, alcuni hanno assunto un colore giallognolo e anche l’odore della carta è cambiato, ma non me ne priverei per nessun motivo, se faccio mente locale i più importanti, quelli per cui si è creata una sorta di osmosi, non arrivano alle dieci unità, tutti gli altri sono stati sicuramente piacevoli alla lettura ma non hanno deciso nulla di fondamentale nel mio percorso, potrei dire che i primi sono come gli amori, i figli, gli amici quelli veri, tutti gli altri sono come delle persone che ho avuto il piacere di conoscere a percorrere un pezzo di strada insieme, ma nulla più.

Nella vostra libreria quanti e quali sono i libri da cui non vi separereste mai e che sono parte del vostro essere?

⇒ Foto: Giuseppe Rissone ≈ Prossimo Appuntamento: Lunedì 26 aprile 

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