Missione Possibile

di Giuseppe Rissone  Umberto Scopa

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Avere il coraggio di accettare quello che non ti piace, per smontarlo, quando esso è sinonimo di stupidità

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Candido è il protagonista di bizzarre avventure dal lunedì al venerdì, amici nessuno, solo qualche conoscente che approfitta della sua ingenuità e indifferenza per il profitto. Abita in periferia, così periferia da non avere nemmeno un nome, indicata come il posto. Nessuna rabbia o delusione, solo malinconia e ironia. La domenica è solo sua, attesa, sospirata, antidoto a tutti i mali, colma di speranze, foriera di libertà.

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Come quasi tutti noi so parlare l’inglese scolastico, è qui scoppia il dramma perché ma appena il gatto scende dal tavolo o la penna non ci sta sopra non so più che cosa dire!
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Sono le 7 del mattino di domenica 23 maggio, su Torino il sole sembra si sia avvicinato alla terra, tanto fa caldo… Per poter essere sveglio a quell’ora di domenica, la sera prima sono andato a dormire alle 19, è stata dura spiegare a Maria Filippa che avrebbe dovuto trattenere le sue giustificate evacuazioni sino al mattino seguente, per poterla aiutare, via la ciotola dell’acqua e ultimo pasto alle 14, poi digiuno, cosa che non ha preso molto bene, ringhiandomi ogni volta che mi avvicinavo e cercando di saziare i morsi della fame accanendosi – termine perfetto per un cane non sazio – contro i braccioli del divano.
Torniamo alla domenica, e come preannunciato, siamo pronti per la missione, dove Maria Filippa avrà un ruolo direi… direi… segretissimo e di grande responsabilità.
Alle 8 siamo pronti, direzione fermata dell’autobus, che con grande stupore passa con soli due minuti di ritardo, quindici minuti di percorrenza e siamo nei pressi del luogo della nostra missione… E qui la prima sorpresa, per entrare siamo costretti per dieci minuti a percorrere una sorta di scala a chiocciola, non in altezza, ma in lunghezza, al termine Maria Filippa emetteva dei strani suoni, non dalla bocca, ma dalle orecchie… Passati indenni al controllo, in quanti muniti di Vip Pass, siamo nel luogo dove svolgeremo il nostro lavoro. Le sale sono strapiene di persone, quasi tutte senza mascherina, cosa a cui io non mi adeguo, e cosa che fa insospettire alcuni steward che mi puntano un termometro laser al polso senza proferire parola.
La nostra presenza è stata comunicata agli organizzatori, soprattutto quella di Maria Filippa, che dopo un corso super impegnativo, con oltre 100 candidati, è stata prescelta per le sue doti nel saper riconoscere qualsiasi razza dei suoi simili e individuare anche il luogo di nascita. In poche parole ad ogni avvistamento di un suo simile nato o di origine di una nazione transcontinentale che si estende per un quarto in Europa e per tutto il resto in Asia ed è il più vasto Stato del mondo, con una superficie di 17864345 km², doveva emettere uno strano guaito, e immediatamente squadre di accalappiacani provvedevano ad estromettere dalle sale la bestiola. Decine di pastori del Caucaso, di Siberian Husky, Russian Toy, Zapadno-Sibirskaya Laika, Samoiedo, Borzoi, si sono ritrovati nel piazzale antistante il luogo dell’evento, tutti insieme appassionatamente, e con tanto di foglio di via…
Questo per preservare le razze autoctone da possibili infiltrazioni di bestiole nate in una nazione transcontinentale che si estende per un quarto in Europa…
Maria Filippa ha svolto questa missione – al limite della delazione – con il solo scopo di ottenere foto in primo piano su famosissimi settimanali rosa ed essere la paladina della democrazia e contro ogni natio di una nazione transcontinentale che si estende per un quarto in Europa…
A onor di verità devo dire che Maria Filippa ha chiuso un occhio quando il soggetto – evidentemente natio della nazione transcontinentale che si estende per un quarto in Europa… – era di suo gradimento, come dire ti lascio andare ma poi ci vediamo fuori per un incontro senza impegno…
Anch’io avevo una missione, se volete molto simile a quella di Maria Filippa, dovevo scovare in tonnellate di carta nomi, parole di origine di quel paese transcontinentale che si estende per un quarto in Europa… Come? Alzando il braccio sinistro a pugno chiuso, e subito squadre di steward provvedevano a triturare le pagine di questi pericolosi manoscritti…
A dir la verità ho chiuso un’occhio anch’io, anzi due, e divertendomi ad alzare il braccio sinistro a pugno chiuso quando incontravo parole originarie di una nazione settentrionale composta da cinquanta Stati e un distretto federale. 
Sinceramente ho accettato questo incarico per far saltare l’obiettivo degli organizzatori, e in parte credo di esserci riuscito, colpire chi ha la sola colpa di essere nato in un paese che usa le armi contro i civili, e la cosa più stupida che si possa fare, e ad essere silenziate, escluse, dovrebbero decine e decine di lingue, di ogni parte del mondo. E se questa è la strada per far tacere le armi, si ha come risultato che a tacere è chi le armi non le usa. E poi venne domenica, anzi e poi venne lunedì… Dal vostro amato Candido e da Maria Filippa buona estate, con il consiglio di leggere libri di autori di ogni parte del mondo, compresi quelli nati in una nazione transcontinentale che si estende per un quarto in Europa… 
Se vi farà piacere tornerò a raccontarvi le mie avventure a settembre.
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  E Poi Venne domenica ritorna a settembre
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