Le Quotidiane Guerre Mondiali

Martellati da grida di quotidiane “guerre mondiali”, perdiamo nel mare delle suggestioni la misura della realtà circostante e rimandiamo ogni lotta per pace e giustizia.

Signore e Signori!!
Proclamo come ci ha scritto Gianfranco Gonella (“W la guerra” del 07.01), che è cominciata la III^ o IV^ Guerra Mondiale..; che il pianeta Terra è interamente avvolto in una spessa coltre di anidride carbonica e se questo non bastasse trepida sull’orlo di un’altra pandemia globale da coronavirus cinese, ci stiamo spintonando ormai infetti di terrore ai  pronto soccorso di ogni dove.
Poi, ah ecco: L’Italia è rimasta paralizzata nei mesi che hanno preceduto le elezioni amministrative emiliano-romagnole, senza sapere nulla dalla Calabria, centrale di tutte le ‘ndrine d’ Europa. Nulla di nulla, perché fino a quando non abbiamo saputo del successo del tortellino di sinistra sul cappelletto che è di destra, la Nazione è rimasta in apnea. E già ci reimmergiamo, in attesa dei responsi di Campania, Puglia etc.
Così sono state percepite le martellanti paginate  web e cartacee sui maggiori temi di gennaio fino a questi giorni del 2020.
Amici, non è da tanto che il Tempio è aperto, ma sinceramente prova qualche cedimento di tolleranza ai continui squassamenti di basso-tuba unicamente mirati a creare “eventi”, suggestioni e… paralisi della ragione. Ho detto qualche giorno fa ad un caro conoscente ben addentro a tali questioni, che ormai i media non conoscono più o pare abbiano smarrito il senso del loro esserci, “informare”. Ricollegandomi a tema e metodo del primo pezzo di “T. A.” su comunicazione verbale (mi scuso per l’autocitazione), la sua etimo dal significato romano antico di “istruire”, invita l’autore a dare forma, costrutto, a tracciare un umile ma netto solco sulla realtà; anche se si tratterà sempre di una realtà soggettiva -evviva il pluralismo- ma dalla fonte quanto più diretta, il lettore trae la possibilità di farsi un’idea con buona approssimazione di cosa è accaduto. Quanti mercati del pesce, quanti pini piantati nella roccia possiamo ben rappresentare se non identificati e fotografati quelli e solo quelli di cui intendiamo fare narrazione?
E invece cosa succede?! Partono le “newssss” dalle Agenzie, o peggio parte una “voce” di seconda e terza mano e da lì via con la fantasia più impregnata di terrorismo che si può: così ed alla massima velocità si fa audience, tiratura ed a chi conviene il lettore monta in emotività, si sente la febbre ed è subito la peste!
Non è così che funziona, che serve, che fa crescere il cittadino; e ci cadiamo un po’ tutti, in buona o cattiva fede.
Non sono certo io un “pompiere della sera” come suol dire il columnist Marco Travaglio, ma credo che se di una IV guerra (o siamo ancora alla terza…. ?) si può parlare, è sempre quella che è seguita subito dopo Hiroshima, é la stessa di Corea, é la stessa del sud est asiatico, é la stessa in Medio Oriente, Iraq, Iran, Afghanistan, Yemen compresi. É la stessa delle brutali dittature sudameriche, in quelle lande poi immiserite culturalmente dalle fanfaronanti infernali chiese neoevangeliche; é la stessa delle Due Torri e di cosa ne è seguito, insomma. Ed è ancora la stessa guerra che si innesca in Africa per le secolari atroci rapine di materie prime.
La guerra mondiale é oggi quella energia sommersa che qui è là sgorga dalle mille sacche di disagio che l’ordine mondiale si premura di tacconare a colpi di democrazia esportata, guerre etniche e religiose, che si impone ad un corso originale di vita plurimillenaria, che si pretende di irregimentare, globalizzare.
A pane e virtuale, a pane e cannoni, viviamo una permanente vita parallela che ci mantiene privi della lucidità necessaria ad un traguardo di pace e giustizia autentiche, liberatorie.

GIAN MICHELE SPARTANO

Foto: Touring Club italiano – Gian Michele Spartano

Tempio aperto ritorna martedì 10 marzo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.