Le Pecore Elettriche

Sarà il grigiume autunnale che ci avvolge… le notizie atroci… così l’invito è alla narrazione di sè… Estro e Vissuto vi prenderanno per mano in un racconto epistolare, intimista…

Sarà per il grigiume autunnale che ci avvolge, i giorni cimiteriali, le radio e tv staffilanti ogni tipo di news, a gara fra atrocità come gli incendi di una libreria e di un cascinale, dal fake al trash… così oggi Tempio Aperto si ripiega sul suo ombelico e invita il lettore alla narrazione di sé; Estro e Vissuto vi prenderanno per mano in un racconto epistolare, intimista. Ma… non solo…come il titolo odierno lascia sospettare.

Cara Lontana,
sì.. ormai siamo distanti… Ma non è tanto questo che potrebbe dispiacere quanto il pensiero che, in un modo o nell’altro, lo siamo stati per gli oltre 4 anni di vicinato. Per me, i primi due in un borghese coniugato, poi uno e mezzo nella solitaria “prigione” di sofferenze; quindi questi ultimi mesi alla riscoperta della vita, con la smania di prendere nuovi percorsi. Non è molto semplice, ho tuttora necessità di sostegni artificiali, ma ha già prevalso l’auto-aiuto; e questo rappresenta l’aspetto più positivo del mio attuale viaggio.
Gli occhi si sono posati su di te, bellezza “porta a porta”: un classico, dolce e banale risveglio, seppur di questo ero contento; perchè il pensiero per te costituiva un’iniezione di fiducia, di nuove energie, di una forza per tanto tempo rimasta sopita. Così riaffiorava il “desiderio”: di riaprirsi e donare. È soprattutto il dono sai, il prestarsi all’altrui debolezza, il carburante più efficace per vivere. Prende chi dà, per ripartire e non voltarsi più indietro.
Oltre le nostre porte, di qua e di là, aperte di uno spicchio angusto e subito richiuse, alberga e ci investe la realtà, il quotidiano. Qui, al duro tavolo da gioco della vita si pesa il valore, la potenza e l’equilibrio nell’affrontare ostacoli e violenze. Non solo fisici, i più feroci sono quelli dell’animo. Ci possono aiutare, non potendo superare tutto da soli, la comprensione e soprattutto il senso di prossimità, questa l’espressione concreta dell’altra. Il termine ci evoca parentesi evangeliche, laicamente si chiama solidarietà. Un principio rivoluzionario. È quel coraggioso moto, anche solo quel cenno che comunica “vicino, guarda che ti sono accanto”.
Lo abbiamo quasi del tutto smarrito.
Vagoliamo in un’infinita ‘ora d’aria’ nel villaggio della “rete” terrestre, che svalorizza quel senso di carità che animava le vecchie comunità; e muta gradualmente le menti per disgregare, disunire, riducendoci a nuove servitù. Più di prima.
Prende il posto un atteggiamento di finzioni, ipocrisie che si traducono nelle parole volontarismo, buonismo, mecenatismo; “ismi” dagli effetti più ferali di quelli tramortiti al calare del novecento, messi in atto per condonarsi quarant’anni di assoluto edonismo: il tornaconto, la cura del piacere esclusivo di sé; il sé che combatte una guerra già persa, non sapendo più risollevare lo sguardo e dirigerlo con ardimento e amore su quello altrui; sol perché l’altro non è che il riflesso, vergognoso, indicibile di sè.
Quale specie di politici possiamo attendere di rappresentarci !?
Siamo malati di solitudini, mia bella Lontana sotto il segno dei Pesci, che sguisci non da me o da altro, ma da te stessa. Da una verità, che vorrei tanto tu comprendessi: che io e te, così tanto e da tempo immemore lontani e divisi, siamo della stesso terriccio, della stessa materia del Big Bang, siamo quell’Unità che molti comuni avversari, antichi ed attuali, fanno di tutto per non farcelo capire.
Ci si vedrà.

GIAN MICHELE SPARTANO

Foto: Gian Michele Spartano – Antonella Grotti

Tempio Aperto ritorna martedì 17 dicembre

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