Lavorare Con Lentezza

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Lavorare con lentezza…. Chi è veloce si fa male…
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Candido è il protagonista di bizzarre avventure dal lunedì al venerdì, amici nessuno, solo qualche conoscente che approfitta della sua ingenuità e indifferenza per il profitto. Abita in periferia, così periferia da non avere nemmeno un nome, indicata come il posto. Nessuna rabbia o delusione, solo malinconia e ironia. La domenica è solo sua, attesa, sospirata, antidoto a tutti i mali, colma di speranze, foriera di libertà.
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Quando il titolare di un’azienda per cui lavorai per quattro lunghi giorni mi chiese chi era lo stupido, tra me e lui, risposi che un uomo della sua caratura non poteva assumere persone stupide, mi licenziò in tronco…
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Domenica scorsa era la festa dei lavoratori, non capisco perché venga anche chiamata festa del lavoro, perché si dovrebbe festeggiare il lavoro, pensate se esso non ci fosse, o se fosse una libera scelta e non una costrizione per vivere. Si lavora per vivere e non si vive per lavorare pensiero che non comprendo, mi prende un forte dolore di stomaco, dicasi rabbia, quando si enuncia che si lavora per vivere, io vivo benissimo anche senza lavorare. Provo a spiegarmi, il lavoro per me è quella cosa che sei costretto a fare, con orari rigidi, con qualcuno che ti dice cosa fare, e in cambio a fine mese ti danno un compenso in denaro. A dirla tutta questa cosa non mi piace un granché! Preferisco “lavorare” solo quando ne ho voglia, ma sopratutto fare cose che mi piacciono, mi gratificano, anche stancanti, faticose, pesanti, ma sono io a deciderlo e non qualcun altro.
Il lavoro nobilita l’uomo… nemmeno in questo mi riconosco, non capisco, poi quando vedo le premiazioni con targhe e medaglie alle persone che hanno dedicato la vita al lavoro, ho dei conati di vomito, una vita dedicata al lavoro? Spero che sia solo un modo di dire, perché in caso contrario mi vien da dire poveretti, non avevano altri interessi, passioni, amori…
Me ne rendo conto sono scorretto e provocatore, però fatemelo dire, una boccata di verità, avere il coraggio di dire quello che tutti voi o quasi pensate non fa male. Faccio le vostre veci e me ne assumo le responsabilità. Sarà la primavera che mi solletica ad essere ribelle e anticonvenzionale…
Domenica volevo partecipare alla manifestazione dietro allo striscione dello S.P.A.DELL.O, il sindacato per l’abolizione del lavoro obbligatorio, ma non è stato possibile, dei signori vestiti in modo strano hanno detto che eravamo di disturbo al corretto funzionamento della giornata, noi abbiamo provato a dire che non volevamo disturbare ma dire la nostra sul lavoro, non abbiamo ricevuto risposta verbale ma fisica…
Faccio sempre più fatica a comprendere questo mondo, fiumi di discorsi contro lo sfruttamento, la schiavitù, e poi quando qualcuno pone sul tavolo – ops sto parlando in politichese – questioni importanti come il lavoro precario, rischioso, sottopagato, ecco che qualcun altro si inalbera e dice ma come protestate per non avere un lavoro e adesso che vi è stato dato avete anche il coraggio di lamentarvi…
Quando penso, penso a voce alta, e all’ascolto di queste mie teorie, che non sono contro il lavoro, ma contro l’obbligo di svolgerlo in modalità rigida, Maria Filippa prima inizia a far fuoriuscire fumo da tutte le parti della testa, poi immerge il muso nella tazza del water e dopo sviene, rinviene solo dopo che inizio a cantare questa canzoneLavorare con lentezza/Senza fare alcuno sforzo/Chi è veloce si fa male/E finisce in ospedale/In ospedale non c’è posto/E si può morire presto/Lavorare con lentezza/Senza fare alcuno sforzo/La salute non ha prezzo/Quindi rallentare il ritmo:/Pausa, pausa, ritmo lento/Pausa, pausa, ritmo lento/Sempre fuori dal motore/Vivere a rallentatore/Lavorare con lentezza/Senza fare alcuno sforzo/Ti saluto, ti saluto/Ti saluto a pugno chiuso/Nel mio pugno c’è la lotta/Contro la nocività/Lavorare con lentezza/Senza fare alcuno sforzo/Lavorare con lentezza…/I lavori massacranti esistono/Perché i pesi e i compiti/Non sono egualmente distribuiti/Adoro il lavoro ma detesto la fatica/La fatica è quel dolore fisico/Che si oppone alla continuazione del lavoro/Perciò io…
Eh eh vi sto sentendo, pensate che sia troppo anarchico, che sfiori il luddismo, ma per favore, abbiate il coraggio di ammetterlo, quasi tutti voi fate un lavoro che non vi piace, e vi rifugiate nei passatempi per recuperare un pò di dignità. Ammiro chi fa scelte estreme – che poi a ben guardarle non sono estreme se a questo termine si vuole dare un accessione negativa – ma scelte coraggiose sì… Una mia amica con i suoi cinque figli, ribadisco cinque, e con un marito si è trasferita in una borgata di montagna ad allevare capre, lei per caso non lavora? Non fatica? Però non deve seguire regole, orari, imposti da altri, è libera, ha liberato il concetto di lavoro come sottomissione… Altri miei amici che allevano mucche dandogli da mangiare erba, si sono visti rifiutare il latte, perché il formaggio e i suoi derivati prodotti non hanno un colore perfettamente bianco, e la gente preferisce non acquistarli… Sto per sbroccare, per mandare questi signori a… Maria Filippa è nuovamente svenuta, devo smetterla di pensare a voce alta, adesso provo a farla rinvenire con un buon formaggio di capra e oppure uno yogurt dal colore giallo intenso… E poi venne domenica.
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  E Poi Venne Domenica ritorna sabato 14 maggio
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