La Schiavitù Non E’ Finita

Sara Manisera ci racconta nel suo libro “Racconti di schiavitù e lotta nelle campagne”, che la schiavitù non è finita, in un viaggio nelle campagne della nostra penisola e contatto con donne e uomini resistenti.

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Che la schiavitù non sia finita nel nostro Paese ce lo racconta il libro di Sara Manisera “Racconti di schiavitù e lotta nelle campagne”, pubblicato da Aut Aut Edizioni nel mese di settembre 2019.  E’ la storia di un viaggio che inizia d’estate e si conclude a primavera, un viaggio nelle campagne della nostra penisola a contatto con uomini e donne resistenti. Un viaggio che parla di diritti negati e di sfruttamento di uomini e natura, ma anche di iniziative coraggiose e silenziose che provano a coniugare tutela dell’ambiente e dignità degli uomini, di lavoratori. Un viaggio pieno di verità scomode nella nostra società “civile” tra ipocrisie, indifferenza, razzismo, omologazione e impegno sociale e civile, individuale e collettivo. Un viaggio che vuole condurci oltre la superficialità con cui si parla di “migrazione” e di “migranti”, di uomini e donne che vengono da lontano.

Attraverso  questo viaggio scandito dall’alternarsi delle stagioni – dall’estate alla primavera – Sara attraversa baracche e container, agrumeti e latifondi, borghi e città, da Nord a Sud, dalla Puglia al Piemonte, dalla Sicilia alla Calabria, nei momenti del raccolto di mele, pomodori, agrumi. Incontra uomini e donne che lavorano, che lottano per vivere, che subiscono lo sfruttamento economico, l’azzeramento dei propri diritti, l’impossibilità di disporre di un alloggio dignitoso,  di una sicurezza minima di trasporto, di orari di lavoro accettabili, di tutte quelle forme di tutela minima per le quali in decenni passati ci si è lungamente battuti proprio nelle medesime campagne.
Nell’introduzione Sara stessa dichiara l’intento del libro, che non vuole essere né un’inchiesta, né un romanzo, ma una “raccolta di storie di vita reale… di un mondo che realmente esiste”. E’ una narrazione diversa, è semplice e autentica perché proviene direttamente da coloro che questa realtà la vivono. Nulla viene interpretato, manipolato, trasformato. Sara vuole anche ridare un peso alle parole usate, perchè le parole hanno un peso. Non vuole utilizzare la parola “migranti”, ma “lavoratori”, perché nel suo viaggio ha potuto cogliere che dietro quel generico  e anonimo “migranti” si celano storie, sacrifici, lotte per cercare un lavoro, migliorare la propria vita o garantire ai propri figli un futuro migliore, come qualunque essere umano, padre o madre, farebbe. Perciò ogni storia è diversa da un’altra, perchè ogni persona è diversa da un’altra. C’è chi fugge dalla guerra, dalla carestia, dalla siccità, chi si allontana per motivi religiosi o politici, chi vuole studiare, chi vuole viaggiare. Ciò che accomuna queste storie è sempre lo sfruttamento del lavoro, non la miseria, ma la disumanità, determinata da un sistema agroalimentare, che trasforma in merce il bene più prezioso – il cibo – e posiziona il profitto prima del rispetto dell’uomo e dell’ambiente.

LIB21 ha organizzato un incontro con l’autrice per la presentazione del libro che si svolgerà a Roma il 13 gennaio 2020 alle ore 18.30 presso la Libreria L’Altracittà in Via Pavia 106.

ROSSELLA APREA

Foto: Lib2 – artspecialday.com

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