La Saga Dei Cazalet

di Sara Migliorini Sara Migliorini

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Immergetevi in una grandiosa saga familiare che faticherete ad abbandonare

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Eccoci giunti anche quest’anno all’ultimo appuntamento della rubrica prima della pausa estiva. Sono quasi sicura che vi aspettiate da me, come consiglio di lettura per l’estate, il “solito” tomo da mille e passa pagine per accompagnarvi durante tutte le vacanze. Chi sono io per deludere le vostre aspettative? Per variare un po’ sul tema, però, non vi parlerò di un solo libro, bensì di cinque tomi nei quali si dipana una saga familiare che s’imprimerà a lungo nel vostro cuore. Sto parlando della saga dei Cazalet, scritta da Elizabeth Jane Howard e pubblicata in Italia da Fazi Editore. Per onor di precisione, i cinque volumi si intitolano: “Gli anni della leggerezza”, “Il tempo dell’attesa”, “Confusione”, “Allontanarsi” e “Tutto cambia”, in rigoroso ordine cronologico.

Attraverso le tremila pagine complessive dei cinque libri seguiamo la storia di una famiglia dell’alta borghesia nella Gran Bretagna a cavallo della seconda mondiale, per la precisione in un arco temporale che va dal 1937 al 1957. I capostipiti della famiglia sono William Cazalet, detto il Generale, e Kitty, chiamata la Duchessa. Attorno a loro ruotano le famiglie dei quattro figli: Hugh, il maggiore e il più tradizionalista, sposato con Sybil, innamoratissimi nonostante non riescano mai a capirsi e comprendersi fino in fondo; Edward, il più scapestrato, sposato con Viola, detta Villy, ex ballerina del balletto russo; Rachel, unica figlia femmina e nubile; Rupert, il figlio più piccolo, con velleità d’artista e sposato in seconde nozze con la capricciosa e viziata Zoe. Da questi nuclei familiari si affacciano, poi, le storie dei nipoti e, in modo particolare, delle tre primogenite di ogni fratello, Polly, Louise e Clary. Nonostante tutti vivano in case indipendenti, Home Place, la tenuta nel Sussex del Generale e della Duchessa, rimane il punto di riferimento al quale si ritorna periodicamente vuoi per le vacanze, vuoi come rifugio durante la guerra e dove l’intreccio delle storie e delle famiglie diventa materia pulsante della narrazione.

Vi ho presentato i Cazalet come una saga familiare, anche se, ad una lettura più attenta, potrebbe quasi sembrare riduttiva come definizione, perché gran parte dello sguardo dell’autrice è concentrato sulle donne e sull’evoluzione del loro ruolo all’interno della famiglia e della società. Siamo di fronte ad una preziosa testimonianza dell’evolversi della società e dei costumi, un realistico affresco in cui Elizabeth Jane Howard ha convogliato in alcuni dei personaggi più riusciti tratti della sua biografia. Villy, ex ballerina del balletto russo come la madre dell’autrice, ha abbandonato la carriera al momento del matrimonio e rimpiangerà questa decisione per tutta la vita, avvertendo prepotente dentro di sé un senso d’incompletezza e di spreco delle proprie qualità. Louise, vittima di molestie da parte del padre, come l’autrice, abbandona, a sua volta, la recitazione per sposare un uomo più vecchio di lei e si ritroverà incastrata in un doppio ruolo, quello di moglie e di madre, mai realmente voluti. Clary, curiosa e grande indagatrice dell’animo umano, consacratasi alla scrittura fin da bambina, rappresenta la stessa Howard nella parte più essenziale della sua natura, quella di scrittrice.

Tale è la maestria della Howard nel tratteggiare i personaggi che anche quelli meno autobiografici sono costruiti con una capacità d’introspezione davvero rara. Valga su tutti la figura di Rachel, la figlia nubile del Generale e della Duchessa, che, proprio in virtù della sua condizione, si ritrova incastrata nel ruolo di colei che deve accudire i genitori, sacrificando la propria vita personale e la relazione con la compagna, Sid. Davanti ai nostri occhi si allarga uno stuolo di donne con un enorme potenziale sprecato, che si ritrovano ingabbiate in ruoli spesso non scelti, ma imposti dalle circostanze e a cui l’incombere prima e lo scoppio poi della seconda guerra mondiale non lascia loro prospettive per il futuro. Con la fine della guerra, il bisogno e la frenesia della ricostruzione cambieranno le carte in tavola e saranno le nuove generazioni a tentare di uscire da schemi triti e ritriti e a porre le basi per un diverso ruolo della donna in famiglia e nella società.

Vi ho detto che la saga completa è composta da più di tremila pagine? Sì, ve l’ho detto, ma non fatevi spaventare.  In primo luogo, perché non è obbligatorio che leggiate tutti e cinque i libri uno dopo l’altro (se ve lo state chiedendo, sì, naturalmente io l’ho fatto, sono riuscita a farmeli durare quasi quattro settimane! ). In secondo luogo, lo stile della Howard è talmente scorrevole, i personaggi delineati in maniera talmente accurata, le descrizioni degli ambienti e della società talmente realistici che sono sicura che anche voi non riuscirete ad abbandonare la lettura e rimarrete catturati nella rete dei Cazalet.

Non mi resta che augurarvi una buona estate e buone letture!

P.S.: i buoni propositi esistono per essere disattesi, ne sono sicura. Mi ero impegnata l’anno scorso ad esser più tempestiva nel rispondere ai vostri commenti, ma raramente ci sono riuscita. Quindi, approfitto ancora una volta del congedo estivo per ringraziarvi tutte e tutti per i commenti, i complimenti, l’affetto e la stima che mi dimostrate. Ne sono sempre molto commossa. Grazie di cuore.


  Il Bradipo Legge ritorna a settembre


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2 Comments

  1. Paolo Santangelo Reply

    Caspita Sara ci stai mettendo davvero alla prova, anche se la tua sinossi fa pensare ad una lettura intrigante e adatta all’estate. Grazie come sempre per tutti gli spunti che ci dai

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