La Rivoluzione Sarà Rosa?

Sospesi da una brezza tiepida di primo autunno che smuove dolcemente migliaia di sciarpe, bandiere e cartelli in corteo per le strade delle nostre città…

L’ispirazione bradipa di Tempio Aperto è ancora sospesa da una brezza tiepida di primo autunno, che smuove dolcemente migliaia di sciarpe, bandiere e cartelli in corteo per le strade della nostra città, come di altre centinaia del mondo globalizzato. Questo stesso mondo sembra, ripeto sembra ribellarsi a sé stesso; uno scontro di corpi ed anticorpi, che si preannuncia lungo e dall’esito più che mai incerto, oggi.
Lo sguardo si eleva dunque su quelle chiome del 27 settembre, festanti e sui loro corpi in lotta; e mi sovvengono i più che remoti ricordi, passano le loro immagini tv, dei miei 50 anni orsono. Un bianco e nero, nella memoria e sulle pellicole, a testimoniare che quella lotta del ’69 era solo fra due modi di intendere lo stesso ineluttabile mondo “borghese” (ricordate? l’invettiva pasoliniana dalla parte della polizia sui fatti di Valle Giulia), degli studenti e dei potenti da una parte e dei diseredati dall’altra. Un bianco e nero…lo stesso di oggi.
Quella di allora era una protesta condotta da fini cervelli maschili, sparute le donne alla testa, appena ai germogli il loro “movimento”; che nel lungo termine non avrebbe avuto un grande futuro, poiché proponeva un piano di rivendicazioni pensato al “maschile”, asfittico, senza un afflato di novità sotto l’aspetto del rapporto uomo (donna) e natura.
Credo che in quei primi moti rivendicativi della donna non si sia dato il giusto risalto che essa, prima ancora che antagonista, è innanzitutto la sua terra, la sua amorevole genitrice, i colori, i profumi, gli abitatori tutti di essa; ne conosce intimamente il linguaggio e le loro modificazioni, al variare delle stagioni ed al manifestarsi dei suoi cicli, naturali e non. Solo da questo lessico può ritrovarne le basi un agire virtuoso. Rivoluzionario.
Oggi in quelle piazze i colori ci sono e più sgargianti che mai. Ecco, questa protesta possiamo cominciare a commentarla come quella dei colori arcobaleno, contro i 50-70 anni di solo bianco e nero.
Facciamo un bel volo di airone ed una zoomata su questa avanzata variopinta e danzante: balza ai nostri ricordi sfocati che i “capelloni” di ieri sono oggi in gran parte ondeggianti ariose chiome di ogni sfumatura italica e non; e poi turchine e color fragola. Saltellano coi loro cartoni scritti e disegnati, le guance rosee dipinte di verde, scuotono gioiose le teste intrecciate da eco-squaw, donne giovani e giovanissime, le nostre millennials, galvanizzate dagli echi della ben più sobria Greta. Non la emulano, ma ne esaltano la cifra femminile del suo messaggio. Donne…le prossime madri di un mondo incerto, proiettato ad una liquefazione come Poli e ghiacciai della Terra.
Scorro le immagini di quell’ultimo venerdì settembrino da tutto il globo e penso che se una rivoluzione di sistema ci sarà, l’apporto del mondo femminile sarà non decisivo ma di più, esiziale. Non tanto perché ai maschietti di buon rango, intristiti e protesi sin dalla culla alle carriere in bianco e nero -‘ché se non vinci in tre sport e non impari 7 lingue non sarai nessuno-, possano mancare numeri e talenti; ma perchè la posta in gioco è la sopravvivenza del nostro genere, del frutto della nostra “madre” terra. Sopravvivenza…. ascoltate le parole di Magaì su  youtube , due minuti del nostro prezioso tempo che valgono oltre ogni trattato rivoluzionario. Buona visione.

GIAN MICHELE SPARTANO

Foto: Marinella Rampulla – Lorenzo Pivetta

Tempio Aperto ritorna martedì 19 novembre

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