La Repubblica Delle Emozioni

di Gian Michele Spartano Gian Michele Spartano

Le notizie che ci guidano e formano le nostre opinioni, un gran bazar di emozioni.

Voler commentare con cognizione di causa la politica italiana di questi tempi è un bell’esercizio di presuntuosità, per chi lo fa lontano dai corridoi e dalle stanze dei bottoni. Ma noi tutti siamo anzitutto cittadini ed in quanto tali abbiamo il diritto e la pretesa di comprenderne il senso, in particolare quello meno rivelato, sotteso agli avvenimenti. L’unico modo per riuscire nell’impresa è quello seguito dagli amanti della montagna, con la fatica ed il rischio di chi percorre un sentiero ripido, poco segnato e irto di ostacoli; per giungere alla meta di un panorama e saperlo leggere.

Le mappe del nostro itinerario sono quelle che troviamo dentro le prime pagine dei maggiori quotidiani, delle agenzie di stampa più seguite, degli editoriali, talk-show e social media. Il data base di Tempio Aperto se n’è fatta una bella raccolta nei mesi di vacanza bradipa, anche per trarre qualche idea su quale direzione stampa e social più gettonati (detti mainstream per chi ama gli inglesismi) avessero intrapreso per accompagnare l’elettorato ai prossimi appuntamenti per il rinnovo degli enti locali in scadenza di mandato.

Ma il suo scrivano si rendeva conto che più tentava di capirci qualcosa, di trovare il bandolo della matassa comunicativa, più si rendeva conto di non trovare quel che ingenuamente cercava: una pura e semplice informazione sui fatti politici e sociali. Proprio il contrario del significato della parola “informazione”, ovvero quella di dare un'”idea”, una rappresentazione degli avvenimenti, di fornire insomma le “istruzioni” che aiutassero a consolidare un pensiero consapevole. Perché? quale tipo di messaggio comunicano i nostri creatori di opinioni?

Proviamo a scorrere le pagine giornalistiche che hanno maggiormente impressionato la nostra memoria e affianchiamole una accanto all’altra. Cosa troviamo? Si è cominciato a giugno con il disegno di legge Zan (nome del suo primo firmatario a marca PD), paginate a raffica dedicate a questa proposta di rafforzare la tutela penale delle categorie di genere, di orientamento sessuale e disabilità, che si intercalavano guarda un po’ con le cronache di violenze di ogni tipo su soggetti appartenenti a tali minoranze. Ci siam sentiti tutti paladini corazzati della comunità arcobaleno, in fondo chi non ha un conoscente o un familiare o è egli stesso appartenente ad una di quelle identità/generi, etc?

Vi ricordate? Non appena la discussione ha messo piede nelle sabbie mobili del Senato, intorbidite dall’intervento censorio del Vaticano, i riflettori a tremila watts (abbiamo contato per un paio di settimane almeno una ventina delle pagine iniziali di La Stampa, Corriere, Repubblica...) si sono direzionati sulla vicenda dell’Afghanistan: avvenimento davvero “inatteso” quello delle truppe Nato che abbandonavano a se stessi le migliaia di collaboratori e la popolazione nelle fauci del terrificante mostro talebano se non rammentiamo che questa non poteva che essere la naturale conseguenza di precisi accordi presi dagli USA di Trump con i tagliagole barbuti…a parte il “nobilissimo” gesto, degno della “miglior” regola militare di far partire prima le truppe armate e lasciare sostanzialmente sguarnita l’amministrazione civile degli occupanti. Ed ora? Ah.., le donne afghane coi loro bimbi, ahi loro le derelitte alla mercé della mano islamica più fondamentalista annientatrice dei diritti, eccetera eccetera eccetera. Tutto ciò senza dare pari risalto su chi e cosa ha originato tutta questa atrocità, non da due (Bin Laden), non da quattro (egemonia Urss/Usa sull’area) decenni, ma addirittura dall’epoca  del primo colonialismo ottocentesco, senza soluzione. E meno male che non si è parlato con ugual enfasi delle altre centinaia di conflitti che in contemporanea infiammano il globo intero: una perenne, non dichiarata, pandemia bellica.

E veniamo al terzo film: fulminata qualche lampadina sullo scenario mediorientale, dove andare a sostituirla per il nostro show permanente?! Ah ecco…, apriamo una finestra sulle proposte di referendum abrogativi: giusto…, torniamo a cose nostrane e saporite, come il diritto all’eutanasia, alla liberalizzazione della cannabis, a quello per la protezione della fauna selvatica dalla caccia. C’è anche quello istitutivo di un’imposta sui grandi patrimoni (ma qui,..ehm.. qui non esageriamo troppo, centelliniamo i trafiletti…), per poi concludere con la madre di tutte le raccolte di firme, ai ben sei quesiti per una “giustizia giusta”, sììì…. perchè questa giustizia è sicuramente ingiusta, vedi Palamara,… loggia Ungheria di qua e di là, la giustizia è deviata e bisogna riformarla. Ce lo dicono dalla Bonino a Renzi, passando per quei galantuomini di Sallusti e Feltri, vabbè… berlusconiani, ma il Riformista…sta stappando spumante per la sentenza d’appello sulla trattativa Stato-Mafia…questa giustizia dei PM…i forcaioli…peggio di squali inferociti…tié!

Il condimento sempre gustoso anche se stagionato sul tutto quale poteva mai essere se non la diatriba su vaccino sì vaccino no, green pass e non green pass!? Ne potremmo dire qui di tutti i colori psichedelici possibili, un minestrone al pejote che non vi dico, ché persino il buon Mattarella si dev’essere imbattuto nella mescalina delle bruschette presidenziali, su qual’è il dovere civico, il dovere morale degli Italiani, non una nota su quale responsabilità diretta non ha voluto mai assumersi il Governo; ma non è questo il luogo per approfondimenti sul menù preferito dal Quirinale. Volete altri condimenti?  Perché non unirci in coro alle eroiche Nazionali dei campionati Europei, alla cascata di medaglie para ed olimpiche; il sussulto di un pugno allo stomaco sull’agonia di Patrick Zaki, della giovane Pakistana scomparsa nelle lande un tempo dominio di Peppone e Don Camillo ed ancora urliamo Verità per Giulio Regeni! ed indignazione per il piccolo Eitan tirato di qua e di là in una faida di famiglia.

Chiediamoci ora se a qualcuno si sia formata una pallida convinzione, un sia pur minimo interesse sulle narrazioni di questo o quell’accadimento, se non un enorme blog inestricabile ma attenzione! densamente sensoriale come se ci si inoltrasse in un bazar di Marrakesh, infarcito di sensazioni ed intense fragranze, diremmo di…fantastiche emozioni!

Tempio Aperto ritorna lunedì 1 novembre

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2 Comments

  1. Enea Solinas Reply

    Polemizzo pacatamente. L’articolo mi sembra una corsa montana, si giunge al fondo col fiatone e più che altro rammarico. Non lo trovo un pezzo “bradipo”, ma non esiste una ricetta in tal senso. Mischia tanti temi. Troppi. Sulle identità di genere , varrebbe la pena considerarle studi e questioni socioculturali (inclusi diritti civili, e non solo contrasto ai pregiudizi) essendo questioni sia molto personali che relative alla società in cui viviamo. e ho evitato apposta le parole psicologia e sociologia.
    Allargando la questione Questo vale per tutti le presunte (legittime,ma spesso rigide e ideologizzate) questioni identitarie. Identità indica uguaglianza, le differenze sono più interessanti. Quanto al filotto riassunto di news di questo periodo concordo in parte, ma il rischio di calcare la mano, non fa che ingenerare un effetto assuefazione. Almeno per quanto mi riguarda.

    Meno “minestroni” riassuntivi e più approfondimento (o selezione) sarebbe gradita in articoli appartenenti a questa categoria Politica. Evitiamo di aggiungere mini show alla politica che ci rende (o vorrebbe renderci) audience, e non cittadini.

    Comunque grazie per la sferzata Gian Michele, ci ho messo del mio anche commentando quanto hai scritto.evidentemente sono o sto diventando un commentatore emotivo.

    Ciao, e alla prossima!

  2. Gian Michele Reply

    Ciao Enea,
    volentieri una replica con un necessario chiarimento. Credo intanto che non esista l’articolo a marchio “bradipo”, tutto dipende dalla velocità di lettura che l’utente intende impiegare… ed i nostri pezzi richiedono certamente una lettura controcorrente, lenta, attenta e paziente. La pretesa è quindi quella di un uditorio bradipo.
    Per quanto concerne i contenuti, c’era da aspettarsi che dopo la lunga sosta Bradipodiario riaprisse in politica con due “rassegne” di quel che è accaduto durante la vacanza; secondo il personalissimo stile dei rispettivi autori. Per quanto mi riguarda, l’indice è rivolto non tanto ai “troppi” argomenti in sé, bensì alla loro ridondanza, alle paginate e paginate che la maggiore stampa ha dedicato ad avvenimenti importanti sì ma che hanno lasciato, a mio avviso, più motivi di suggestione che di riflessione. Ognuno di essi merita certo un approfondimento da punti di vista storici, culturali, sociali, ma era appunto questo il lavoro che al mainstream e non ad un dilettante bradipo-scrivano spettava, per orientare e per far ragionare il lettore. Ecco, la tua critica è proprio quella che rivolgiamo ai grossi mezzi di informazione, di non farci vedere quello che andrebbe osservato!
    Non escludo che ai prossimi appuntamenti Tempio Aperto se ne occuperà, se gli piacerà, con una lente diversa. Ed il Bradipodiario non ti vieterà certo di cimentarti di persona e sarai certo il benvenuto.
    Grazie per la tua sollecitazione,
    un caro saluto
    GM

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