La Pagnotta Minima Quotidiana

di Gian Michele Spartano Gian Michele Spartano

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Reddito di cittadinanza, salario e chissenefrega

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L’impennata dell’inflazione negli ultimi mesi (8% tendenziale) pone alla ribalta per molti la grana della sussistenza, come mettere insieme il pranzo con la cena per 30 giorni per 12 mesi… Pensate, se solo escludiamo il pranzo nei feriali, sono più o meno 400 occasioni conviviali all’anno di una famiglia, che possono tradursi in altrettante di mesta riflessione, a volte angoscia, se non di vera e propria rabbia e dissapori. Un problema sociale che direttamente si scarica sul privato, sulla felicità individuale.
Cari Bradipi, vi interrogate ogni po’ sulla felicità di chi ha poco in tasca? O ancora la vostra velocità di pensiero non è ancora entrata nell’ordine di queste idee…?
Intanto, i politicanti in vista delle elezioni 2023 ce la mettono proprio tutta, complici social e principali mezzi di informazione, a lasciare i cittadini nella totale confusione intorno a come ed a cosa dovrebbe entrare nei loro portafogli per vivere e per partecipare allo sviluppo del Paese. Cominciamo dalla novità di qualche anno fa, il cosiddetto “reddito di cittadinanza” che, nelle intenzioni dei suoi creatori, consiste in un’indennità da riconoscere a coloro che sono senza un lavoro; pertanto ha un carattere di temporaneità vincolata al conseguimento di un’occupazione retribuita. È, oggettivamente, una conquista sociale che nei paesi del nord Europa era entrata nella tradizione di welfare già dal dopoguerra. Lì la storia ha insegnato qualcosa: che lo Stato, in un quadro di economia di mercato, ha l’onere di accompagnare il reddito per i periodi più difficili che il cittadino potrebbe incontrare e non per sua colpa.
Non entriamo nelle evidenti storture italiote seguite all’applicazione della legge che lo disciplina, ma diciamo che il suo ammontare dovrebbe allinearsi per un elementare principio di equità all’istituto del “salario minimo”.
E qui viene il bello: in cosa consisterà mai questo salario minimo, che tanto terrorizza la banda “Draghi & Bonomi”? La risposta sta nella semplicità da tutti sottaciuta ed espressa nella nostra Costituzione, art. 36: “il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità’ e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa”. La seconda parte di questo postulato (“e in ogni caso…”) ci fornisce i parametri su cui misurare il minimo di legge: bastano i 9 €/ora lordi su cui si stanno strappando le vesti politicanti e gli studi del settore (fonte Ipsoa)? Dite se con € 1440/mese lordi onoriamo la domanda di dignità della vita di una famiglia del 2022.
Ma tant’è.
Ovvio che, completando il dettato costituzionale, dovrebbe ricorrere a soddisfare (e sfamare) le attese di chi presta un lavoro, la contrattazione sociale (associazioni dei datori di lavoro e sindacati). A quanto dovrebbe ammontare un decente salario per soddisfare le esigenze personali, spese per casa, energia etc,  se tutto ciò si deve configurare come “esistenza libera e dignitosa”?
A voi il gioco di stimare il cd salario medio familiare, tenendo conto dei lustri di luna all’orizzonte: 1,5-2-3 o quante volte l’importo di cui sopra?
Prima di rispondere tenete conto dell’inflazione che galoppa verso le due cifre come non era accaduto da 40 anni in qua e che negli ultimi 25 anni il salario medio annuale in area UE si è fermato solo in Italia, ma vi è pure calato del 2,9% negli ultimi dieci; e che in Repubblica Ceca e Ungheria si è raddoppiato e nei paesi baltici si è più che triplicato!
Ciliegina sulla torta: il leader CGIL Maurizio Landini, dal suo eroico poggiolo si batte… alla muerte… per una conquista davvero rivoluzionaria: copriamo l’emergenza, 200 € taglio fisso al mese e buone vacanze a tutti. Chi facendosi il mutuo per galleggiare sul materassino regalato all’Esselunga, chi dal panfilo oligarchico continua a scaricarci i suoi liquami.


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One Comment

  1. Enea Solinas Reply

    Sulle polemiche e i battibecchi sul reddito di cittadinanza non mi soffermo… Di per sé uno strumento che va regolamentato meglio. Esistono strumenti simili in tuti i paesi europei.

    Segnalo ai lettori di Bradipodiario le osservazioni e le indicazioni che in merito a fornito la commissione presieduta dalla professoressa Chiara Saraceno che smontano tutta una serie di pregiudizi e indicano possibili migliorie. Suggerimenti che per ragioni di stretta convenienza partitica (?) propagandistica non sono state prese in considerazione da nessuna parte politica… no comment, appunto.

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