La “Missione Di Pace”
Della Vespa Samurai

Nella ricerca disperata di notizie secondarie, dopo mesi angoscianti di bollettini sanitari, ecco la storia delle “vespe samurai”… una missione di pace…

Nella ricerca disperata di notizie secondarie, dopo mesi angoscianti di bollettini sanitari, avevo scoperto questa cosa delle “vespe samurai”, immesse nel territorio della Regione Emilia Romagna con provvedimento del Presidente Bonaccini. I “non emiliani” staranno già allentando l’interesse per questa notizia perché la cosa non li riguarda ma io invito a considerare che le vespe samurai volano un po’ dove gli pare e non dove dice Bonaccini, e poi provvedimenti di questo genere intervengono dappertutto nel nostro paese e oltre. Dunque, torno al tema centrale, la missione delle vespe. È una missione di pace, intanto, questo va detto, perché pare siano vespe speciali disarmate del pungiglione. Il loro compito è debellare le cimici asiatiche che tanti danni hanno arrecato all’agricoltura dalle nostre parti.

Tra le competenze regionali, leggendo bene tra le righe della Costituzione, deve esserci – scusate se mi era sfuggita – l’ingegneria naturalistica, materia nella quale la specie umana, alla quale anche Bonaccini appartiene, vanta una serie di consolidati successi nella storia recente, locale e non. Io mi riferisco alle memorie orali degli anziani che ho incrociato nella vita, magari imprecise, ma non di tanto. C’è chi si ricorda quando sono stati immessi gli enormi pesci siluro che prima erano del tutto sconosciuti alle nostre acque. Sono stati immessi inizialmente per la pesca sportiva. In pratica nella catena alimentare i siluri per fare il loro dovere dovevano diventare le vittime predestinate di un singolare predatore bipede noto col nome di pescatore. Il pescatore di cui parlo appartiene alla specie vivente più mortifera del pianeta e questa premessa doveva essere incoraggiante sul successo dell’iniziativa, ma qualcosa deve essere andata storta, se è vero che oggi i siluri si sono riprodotti a dismisura (la cosa grottesca è che per contro i predatori umani hanno cominciato a riprodursi sempre meno, almeno nel nostro paese, ma questa è un’altra storia).

Quindi sono stati immessi dei gamberi neri d’acqua dolce con la “missione” dichiarata di mangiare le uova dei siluri: strapazzate, all’occhio di bue, alla coque, come si vuole, però dovevano mangiarsele queste uova. Forse il menù non è stato di loro gradimento, o il servizio scadente, ma devono aver cambiato ristorante. Così i siluri non sono diminuiti, anzi. In compenso i gamberi non sono morti di fame. Infatti hanno cominciato a riprodursi anche loro a dismisura. Ci sono altri esempi nel recente passato. Qualcuno ha deportato da paesi lontani le nutrie e le ha sguinzagliate nelle nostre campagne. Chi lo ha fatto confidava nelle note caste virtù di questa creatura così gentile, poco incline a concedersi al primo venuto. In realtà la nutria, questa infida creatura per nulla riconoscente della vacanza di gruppo gentilmente offertagli, si rivelò da subito sessualmente disinibita più di quanto sia lecito ammettere in natura, e tagliando sui preliminari tipici delle specie più evolute, ha devoluto da subito tutto il suo tempo libero senza sosta ad una massiccia campagna di accoppiamenti. Un provocatorio atto di guerra subdolo e premeditato.

Quindi la specie più evoluta del pianeta per reagire a questa provocazione ha invocato una campagna militare di cacciatori autorizzati a sterminare le nutrie. Insomma, perché mai dovremmo dubitare del fatto che anche le vespe samurai faranno il loro lavoro senza effetti collaterali sgraditi? Eccola lì, la normalità. La nostra disinvolta ingegneria naturalistica è ripartita nelle forme già ampiamente conosciute e senza nessun dubbio sulla possibilità di avere una qualche relazione anche con quello che abbiamo passato questo inverno, che forse è più facile e consolatorio attribuire ad un lontano mercato rionale del pesce in terra cinese.

UMBERTO SCOPA

Foto: metropolitano.it – polesine24.it

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