La Difficoltà Di Farsi Capire E’ Rispondere

Ecco perché è così difficile il dialogo democratico oggigiorno, ove l’uso di media sempre più sofisticati lo rende addirittura impossibile, se il Paroliere di turno non vi invita a superare la paura.

I commenti pervenuti nell’ultimo numero di Tempio Aperto, richiedono innanzitutto che il Paroliere ringrazi coloro che hanno superato una certa remora con calorose espressioni di stimolo a continuare.
Ma poiché qui siamo bradipi tanto lenti quanto ambiziosi, dico che non basta: questa rubrica vuole diventare una mini “riserva” di democrazia in senso proprio, ove tutti si sentano liberi di esercitare il pensiero e superino il famoso detto gaberiano secondo cui “… e pensare che un tempo esisteva il pensiero”.
Quelle note lasciate dai lettori recano un comune denominatore, l’invito ad un eloquio più semplice, direi addirittura leggero. Avete ragione, la bravura si misura nella capacità di tradurre la complessità del mondo in un mondo semplice, accessibile a tutti. Prometto che mi sforzerò in tal senso.
Ma il problema non si limita a questo, purtroppo.
Bisogna anche saper attrarre il lettore: c’è chi lo fa con un bel thriller, con una trama poliziesca che ti rapisce perché vuoi arrivare alla soluzione; una biografia avvincente, avventurosa.
Qui siamo su un terreno ben più scosceso, anche se gli ingredienti sono gli stessi: l’orografia dei concetti nasce dalla memoria e dall’esperienza; dall’osservazione diretta della realtà e dal pensiero di chi ci ha preceduto. E fra questi  voglio far entrare nel nostro Tempio un personaggio da me molto amato, che mi ha spesso ispirato in diversi viaggi della mente. Non vi dico il nome, scopritelo voi ma se lo tenga ciascuno per sè; qui lo chiameremo “Astrale” (A.).
Ebbene, costui ci ripetè più di una volta che quella che appare la verità enunciata, ascoltata, replicata come una perpetua eco sui mezzi di comunicazione, spesso ne nasconde un’altra, indicibile, occultata da quei cosiddetti “omissis” di cui è cosparsa la nostra storia politica e sociale. Attenti, qualcuno dirà “eccone un altro
con la tesi complottista, o che crede all’esistenza di un Grande Fratello che muove le sue pedine a piacimento”. In realtà – qui il rovescio della verità rivelata- complottista è invero colui che cela la verità vera, non che si batte per scoprirla!
Quindi, -ecco il punto- il nostro/vostro silenzio, al messaggio mediatico, il timore di dire la propria, di sentirsi non all’altezza, l’omertà, sono innanzitutto il risultato non dell’incomprensione o di una limitata capacità intellettiva, bensì prima di tutto di un atteggiamento “culturale”: io pronuncio all’uditoro la mia verità, magari con l’uso di uno strumento che divide, che “scherma” me da voi, un megafono, un giornale o un più potente media e per la stragrande parte di chi riceve, in accordo o meno, quella è la verità rivelata ed accettata, direi messianica (quel nazionalpopolare “perché lo dice la TV”) e ci si ferma in superficie. Che corrisponda o meno anche a quell’ “altra” verità sottostante di cui ci avverte A., sta all’onestà intellettuale del “Paroliere” oppure al suo interesse e/o brama di potere.
Venendo a noi, se quindi non c’è la risposta al mio discorrere, per il solo fatto che arrivi attraverso un media, non può esistere la comprensione, la condivisione, la dialettica. Non può esserci insomma “democrazia”.
Da qui un assunto di Astrale, secondo cui il fascismo delle camice nere, con le sue manifestazioni di violenza fisica e morale, era un regime da operetta in confronto alla sostanziale negazione di libertà di espressione che progressivamente si è allargata a macchia d’olio paradossalmente nella nostra Repubblica, con il perfezionarsi ed amplificarsi dei mezzi del nostro comunicare.
Un’affermazione forte, a cui siete tutti invitati a riflettere e a dire la vostra.

GIAN MICHELE SPARTANO

Foto: avvenire.it – pixabay

Tempio Aperto ritorna martedì 30 giugno

3 Comments

  1. AB Reply

    Caro GM, rispondo incollando il titolo di un post. Quindi la possibilità di dire ciò che si pensa in ambiti più ristretti acquista ancora più valore.
    Buona giornata
    La prestigiosa associazione internazionale Reporters Sans Frontiers colloca l’Italia al 41 esimo posto nella classifica mondiale sulla libertà di stampa, scendendo di 1.29 punti rispetto al 2019.

  2. Stefano Reply

    Buongiorno Gian Michele,

    leggo solo oggi il suo articolo, non mi perdo in parole per farle subito una domanda, cogliendo la sua provocazione, non pensa che sta crescendo, e non solo nel nostro paese, un onda di destra, anzi chiamiamola con il suo nome FASCISTA, non è proprio per questo che la negazione di libertà di espressione sta scemando? O forse il tutto nasce dall’avvento in politica di Berlusconi che con i giornalisti non ha mai avuto ottimi rapporti? Grazie.

  3. Gian Michele Reply

    Gentile Stefano,
    La domanda è stimolante e merita una risposta lunga un altro, probabile, articolo. Quanto sostengo in questo pezzo si colloca al traguardo delle tappe, dopoguerra, strage di p. za Fontana, era Berlusconi post Mani Pulite, social media, che segnano non un’onda, ma una storica escalation della sempre più affinata negazione di democrazia nel nostro paese. L’appellativo “fascista” non è appropriato, perché evoca una tragica farsa come ce l’ha ben disegnata Corrado Guzzanti con “Fascisti su Marte”. Qui è tutto un altro “pianeta”…

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