La Clinica

di Giuseppe Rissone   Umberto Scopa

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L’emozione di vedere come funziona una clinica privata, per rompere la monotonia quotidiana
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Candido è il protagonista di bizzarre avventure dal lunedì al venerdì, amici nessuno, solo qualche conoscente che approfitta della sua ingenuità e indifferenza per il profitto. Abita in periferia, così periferia da non avere nemmeno un nome, indicata come il posto. Nessuna rabbia o delusione, solo malinconia e ironia. La domenica è solo sua, attesa, sospirata, antidoto a tutti i mali, colma di speranze, foriera di libertà.
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Un letto di un ospedale privato è un taxi parcheggiato con il tassametro attivo per chi può permettersi di non guardarlo, un letto di un ospedale pubblico è un tram a cui tolgono spesso la corrente e il paziente rischia di non arrivare mai a destinazione…
Che periodo noioso, non succede nulla d’interessante, le solite cose di tutti i giorni, guerre, pandemie, cambiamento climatico, aumento dei prezzi di beni di primo consumo, code per accaparrarsi l’ultimo modello di orologio, politici bugiardi e sbugiardati, nulla di nuovo sotto il sole, di conseguenza ho deciso di spezzare la monotonia andando in ospedale…
Ho millantato di avere dei forti dolori alla mano sinistra, mi sono presentato in una famosa clinica privata, mi sono spacciato come figlio di un famoso politico della mia città, il suo cognome fa rima con grissino che a confronto il grissino ha le fattezze di un obeso.
Incredibilmente mi hanno creduto, naturalmente la mia mano stava benissimo, ma è bastato sfoderare cotanto cognome che ho avuto immediatamente a mia disposizione neurologa, ecografista, chirurgo ortopedico, tutto in una stanza super lussuosa, con tanto di televisore al plasma che ripeteva a rotazione interviste al direttore della clinica, di vedere un qualsiasi canale televisivo nemmeno a parlarne, si erano dimenticati di aggiornare il nuovo digitale terrestre…
Nella stanza oltre al letto, una gigantesca poltrona che si poteva alzare, reclinare, allungare, abbassare e far vibrare ottenendo un piacevole massaggio, ho ripetuto all’infinito queste operazioni come fantastici giri di giostra. Su un mobile era posizionata una macchinetta del caffè con cialde della famosa bevanda, lunga, ristretta, corposa, decaffeinata, forte, e poi cioccolatini, biscotti, acqua, bevande gassate e succhi frutta. Due enormi piante adornavano la stanza, che a bagnarle tutti i giorni avrebbe aggravato irreversibilmente la siccità di questi mesi.
Non sono riuscito a contare le infermiere che si sono succedute al mio capezzale: signor Limani ha sete… ha fame… ha caldo… ha freddo… vuole leggere qualcosa? Tutte queste domande mi hanno stordito, rispondevo solo Sì! Cosí nel giro di pochi minuti mi hanno portato una coperta, aperto la finestra, acceso l’aria condizionata, portato tutti i quotidiani del giorno, un toast, una spremuta, ho chiesto se Giovanni Allevi poteva venire a suonare qualcosa, mi hanno risposto che non era possibile perché già impegnato nella camera a fianco, l’unico disponibile era Gigi D’Alessio oppure Al Bano – senza Romina – ma ho declinato l’offerta.
Forse vi sarete chiesti dove era Maria Filippa, è stata accolta come una regina, crocchette a volontà, televisore con tanto di partita della SPAL, bagno e massaggio tonificante, rasatura del pelo, e cuccia super confortevole, e tanto di sfilata di Griffoni maschi, per un’eventuale compagnia…
Dopo meno di un’ora sono stato convocata dal primario di ortopedia, che ha sentenziato che la mia mano sinistra aveva necessità di un restyling, alla modica cifra di 3000 euro, prezzo di favore per essere figlio di cotanto politico, sarei stato ospitato in una camera super confortevole, fisioterapia post operatoria, accompagnamento a casa dopo le dimissioni, dog sitter 24 ore su 24 per Maria Filippa.
Ho messo sul piatto un concerto di Giovanni Allevi, ma purtroppo nel giorno del mio intervento era già impegnato in un concerto per un matrimonio – pare finto – di un famoso cavaliere…
Naturalmente mi è stato chiesto di versare un piccolo anticipo per confermare, il piccolo anticipo ammontava a 2999 euro, ho risposto che dovevo prendere la carta di credito lasciata nella stanza… Naturalmente ho recuperato Maria, intenta a fare ginnastica con un aitante griffone, e siamo scappati a gambe levate… E Poi Venne Domenica…
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E Poi Venne Domenica ritorna sabato 9 aprile
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