Incompetenti Non Si Nasce, Si Diventa

E’ utile che ci facciamo una ragione del perché tanti incompetenti occupano gli alti scranni delle varie gerarchie in cui si articola la nostra società. Un libro per tutti ce lo spiega in modo magistrale. Si chiama “La legge di Peter” e lo ha scritto lo psicologo canadese Laurence J. Peter. Cercherò di riassumerne, se ci riesco senza farvi impazzire, il ragionamento tragicamente paradossale. Alla fine del discorso, se saprò persuadervi della genialità di questo autore, proveremo insieme una tale compassione per gli incompetenti al potere, questi pionieri mandati allo sbaraglio nelle alte sfere, al punto che le loro remunerazioni non solo ci appariranno giustificate, ma addirittura meritevoli di essere paragonate ad un’indennità di disagio speciale, che chiameremo indennità di incompetenza. Cominciamo col chiederci come nasce un capo. Sfatato già nel 18esimo secolo il mito che sia nominato direttamente da Dio, ringraziando i lumi della ragione e i non meno persuasivi argomenti di una ghigliottina, non è rimasta che una possibilità, la designazione da parte di uno o più altri essere umani.

Il nostro designatore che deve appunto designare chi ricoprirà un posto vacante in un dato livello della gerarchia deve scegliere qualcuno dal livello inferiore mediante promozione. Dovendo fare questo, il selezionatore, se è ragionevole (e stiamo ragionando del più ragionevole dei sistemi possibili) si sente di avere la massima garanzia di successo, o la minor possibilità di errore, scegliendo il soggetto tra tutti più bravo e competente tra quelli che occupano il livello inferiore. Tuttavia così facendo, a pensarci bene, l’unica certezza che abbiamo è di sottrarre un lavoratore competente alle sue competenze per destinarlo ad altri e più alti compiti dove potrebbe rivelarsi incompetente. Se sarà competente anche nel livello superiore dove viene assegnato prima o poi, per le stesse ragioni già dette, salirà ancora di grado, finché inevitabilmente si fermerà ad un livello per il quale si rivelerà non all’altezza, cioè incompetente. E prima o poi succederà come è vero che abbiamo dei limiti.

Avendo conseguito la patente di incompetente non sarà più candidabile per ulteriori promozioni, non sarà retrocesso perché chi lo aveva designato dovrebbe rispondere della sua stessa incompetenza per averlo scelto e così occuperà quella posizione per sempre. Avrà raggiunto il limite di detto di Peter. La gerarchia dunque tende per le sue stesse intrinseche modalità di funzionamento a trasformare persone competenti in incompetenti per poi non occuparsi più di loro come se avesse soddisfatto il suo scopo primario. Qualunque organizzazione gerarchica ha nel suo DNA la tendenza (per alcuni è una benedizione) a mettersi fuori gioco da sola quando gli incompetenti riusciranno per il peso del potere detenuto e il quantitativo numerico raggiunto, a vanificare il lavoro di tutti gli altri. Un certo numero di individui competenti ci sarà sempre però, quanto meno perché molti di loro troveranno la strada chiusa verso l’incompetenza dal fatto che ruoli superiori da occupare sono già occupati dai incompetenti, come tali inamovibili. La società umana è gerarchica ovunque. Quindi ognuno di noi tende verso il suo livello di incompetenza come un sasso spinto dalla gravità cade al suolo e si lì si ferma. Tutto questo spiega perché i posti di vertice delle organizzazioni gerarchiche siano intasate di incompetenti. E’ gente sofferente, perché anche se non lo ammettiamo, il nostro organismo percepisce la nostra inutilità e trova qualche salutare sistema per farci soffrire.

UMBERTO SCOPA

Disegno: Umberto Scopa – Foto: Guido Bigotti

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