Il Treno Lento

Il treno può essere considerato un mezzo lento, che ci permette di scoprire bellissime località? La risposta è un convinto sì!

di Giuseppe Rissone  Tempo Lento

Il treno è un mezzo di trasporto lento? Fatta eccezione per le tanto discusse linee ad alta velocità, la mia risposta è un convinto sì, quantomeno era un mezzo lento. Lentezza che non ha nulla a che fare con gli atavici ritardi e carenze delle ferrovie italiane, lentezza come possibilità di raggiungere località fuori dalle città, senza dover ricorrere alla quattro ruote. Era un mezzo lento, sì sino a vent’anni fa era possibile – la mia esperienza riguarda Torino – raggiungere luoghi di montagna, lacustri, borghi, e perché no anche il mare, senza dover sottostare a innumerevoli cambi, trasbordi su autobus, poi con il tempo tutte queste tratte ferroviarie sono state cancellate o ridotte ai minimi termini. Dalla metà degli anni ’80 sino ai primi anni ’90 ero solito con la mia famiglia, principalmente di domenica, recarmi in una delle stazioni principali della mia città, e scorrendo il tabellone trovare uno di questi treni che ci portava fuori città, dal Canavese alla Valle d’Aosta, dalla Valle di Susa al Lago Maggiore, dal Cuneese al Biellese, quasi mai dovevamo programmare queste uscite, oggi tutto questo è praticamente scomparso, salvo rare e piccole eccezioni.

E per raccontarvi una di queste eccezioni mi sono recato – anche questa volta virtualmente – a Domodossola, dove si snoderà questa quarta storia lenta.

Sto per presentarvi la Domodossola – Locarno, entrata in esercizio nel lontano 1923, anche Lonely Planet e TripAdvisor celebrano la storica e spettacolare ferrovia italo-svizzera. La Centovallina, conosciuta anche come Vigezzina nel tratto italiano, è una suggestiva linea ferroviaria che si inerpica tra monti e valli a nord del Lago Maggiore, a cavallo del confine italo-svizzero. Ed è particolarmente apprezzata da numerosi turisti che affollano – in questo buio periodo è più giusto dire affollavano – i piccoli convogli biancoblù, soprattutto nel periodo estivo, che viaggiano su un binario a scartamento ridotto, valicando ponti spettacolari e pendii vertiginosi.

La Lonely Planet l’ha inserita tra le 60 tratte ferroviarie più belle al mondo, accanto alle arcinote Transiberiana, Rocky Mountaineer, Lima-Huancavelica e le svizzere Bernina Express e Glacier Express. E per il quinto anno consecutivo ha ricevuto il certificato di eccellenza TripAdvisor, che viene assegnato in base alle valutazioni del pubblico.

Ma la funzione della storica linea non si esaurisce nell’offerta turistica regionale. I trenini della Centovallina mettono infatti in connessione le due direttrici ferroviarie del San Gottardo e del Sempione, come attesta l’elevato numero degli utenti (200.000) che la utilizzano ogni anno.

Aver scelto questa storia lenta durante questa pandemia sanitaria sa un po’ di beffa, il mio vuole essere un auspicio che va in due direzioni, il primo quello – presto ma dipende molto dai nostri comportamenti e dalle regole messe in atto da chi ci governa – di poter passare giornate serene in località immersa nella natura, il secondo è che le tante tratte abbandonate vengono riattivate e non solo per motivi turistici, ma come alternativa alla mobilità su gomma.

Per dimostrarvi la bellezza di questa ferroviaria v’invito a vedere questo video, un viaggio lungo una fiaba.

⇒ Foto: ascona-locarno.com ≈ Prossimo Appuntamento: Lunedì 15 marzo

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