Il Parco De Vecchis

Il terzo appuntamento con “Paese Mio Che Stai Sulla Collina” accenna a uno scrigno di Montefiore dell’Aso: il Parco De Vecchis. Nel primo ci eravamo presentati poi, subito dopo, avevo alluso ancora al lungo passato, fatto di signori e cinte murarie.

Tra i ricordi che conservo, resta intatto, il Parco De Vecchis. Mettendomi nei panni di un visitatore, la prima cosa che si può scorgere sono i due colonnati che sorreggono il cancello di ingresso al parco. Su entrambe i capitelli sono scolpiti i cinque colli, storico stemma paesano. L’effige comunale si ripete sulla scarpata dietro al cancello, realizzata grazie a un minuzioso lavoro di giardinaggio.

Le scale che conducono alla parte alta del parco (dovete sapere che non a caso viene comunemente chiamato “Monte”), sono costeggiate da due  file di alberi, che creano ombra lungo la salita. A questo punto, giunti in alto si apre davanti agli occhi un ampio giardino, interrotto solo da querce e da pini. Spostandosi verso destra si arriva ad un punto magico del parco, dove si può ammirare la sottostante vallatata dell’Aso, le colline attigue e le catene montuose. Sibilini, Vettore e Gran Sasso sono lo sfondo nevoso di questo panorama. Partendo da questo promontorio panoramico, si apre una strada che conduce ad un ulteriore punto simile.

Qui c’è il mezzobusto di un benefattore: Giulio De Vecchis. Fu proprio lui nell’800 a donare parte dei suoi terreni al comune, facendo così nascere questo parco. Si dice che toccare il naso della sua statua porti addirittura fortuna. Strofino un pochino e mi dirigo verso l’uscita. I pini mi accompagnano di nuovo al cancello, mentre uno scoiattolino corre davanti ai miei occhi. Scappando da chissà cosa.

Ci “rivediamo” qui tra un mesetto, con altri scorci di… Montefiore dell’Aso.

RINALDO BELLEGGIA

Foto: Archimede Crescenzi – Mariano Pallottini

Paese Mio Che Stai Sulla Collina torna venerdì 24 maggio

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