Il Marchese Del Grillo

Elezioni: Hanno vinto tutti, o quasi tutti. Il vero vincitore è il corpo elettorale, un ritorno alle urne oltre le più rosee attese,  con il movimento delle sardine – a detta di molti – che ha inciso con la sua presenza in molte piazze…

All’indomani delle elezioni regionali in Emilia Romagna e in Calabria abbiamo scoperto, se ancora non lo sapessimo, che alla fine tutti hanno vinto, o quasi tutti. Aldilà di chi è stato eletto è indubbio che a vincere realmente sia stato il corpo elettorale che si è nuovamente recato alle urne raddoppiando percentualmente, in certi casi, i numeri delle elezioni precedenti. Questo, a detta di molti, lo si deve soprattutto al movimento delle “sardine”.

Io penso invece che il riavvicinamento della gente comune alla vita politica sia da attribuire in gran parte ai toni e ai metodi utilizzati dai principali contendenti durante le loro campagne elettorali. E a rimetterci, in buona parte, sono stati quelli che si sono “ammalati” della sindrome del Marchese del Grillo: “io so’ io e voi non siete un c…o!”. Una sindrome che aveva già colpito in un passato recente, ma che evidentemente, non ha fatto scuola.

Ricordo un’elezione europea con un partito arrivato a ottenere il 40% dei voti, un partito aziendale che, reclutando di tutto e di più, è stato maggioranza per diversi anni, un movimento che, alle ultime elezioni parlamentari, è risultato il partito di maggioranza relativa e uno che nei sondaggi, chiamati “intenzioni di voto”, si considera oggi primo partito in Italia. Ora tutti questi, a ben vedere, si devono rendere conto che non siamo, noi elettori, così beoti da abboccare sempre e comunque alle loro lusinghe. Le “sardine” hanno proprio evidenziato questo: c’è ancora voglia di partecipazione attiva alla vita politica che, non dimentichiamolo, è la nostra vita.

In Emilia Romagna ha vinto la buona amministrazione uscente, in Calabria, così come in Umbria, complice una cattiva e colpevole politica locale, si è affermata la forza avversaria. Fra non molto anche altre regioni saranno chiamate alle urne per rinnovare le loro amministrazioni, sarà il vero banco di prova se continueremo con la voglia di essere nuovamente protagonisti della nostra vita politica, partiti, movimenti e sardine tutte.

Intanto qualche argomento su cui riflettere: Coronavirus e fobie relative da una parte e ludopatia e leggi che in qualche modo cercano di contrastarne il fenomeno. Partendo dal Coronavirus la macchina delle notizie farlocche ha messo in campo la più becera politica xenofoba e razzista di una certa componente, culminata con l’editto di quattro presidenti di regione che mettono al confino una parte di popolazione rea di essere nata, e di essersi recata in tempi recenti, in Cina. Si dovrebbe loro ricordare che il periodo di incubazione del virus è di 15 giorni, non una vita, ma forse si dovrebbe dire a loro che la comune influenza, da noi in Italia, miete più vittime e che, grazie alla loro politica no vaccini (fatta solo a scopi elettorali e non surrogata da reali evidenze scientifiche), sono riusciti a resuscitare malattie considerate debellate come il morbillo, decisamente più letali di un’influenza.

E che dire di una legge votata all’unanimità da tutto il consiglio regionale piemontese presente in aula (mancava un consigliere perché assente), maggioranza e opposizione che è riuscita a far diminuire il numero di ludopatici e che adesso, cambiata la bandierina della presidenza, viene rimessa in discussione da chi l’aveva comunque firmata. Altri argomenti, altra carne al fuoco che meriterebbe un approfondimento.

Intanto la Gran Bretagna non fa più parte dell’Europa, abbiamo dei nuovi extracomunitari, come gli svizzeri. E Trump vuole il Nobel per la pace grazie al suo piano infallibile per la pace in medio oriente… Così, per tornare in tema cinematografico, cito il principe Antonio De Curtis – godetevi il videoTotò l’onorevole Trombetta: “ma mi faccia il piacere”.

GIANFRANCO GONELLA

Foto: imdb.com – giornalemio.it

Il Mito ostinato ritorna martedì 3 marzo

3 Comments

  1. Mauro Canola Reply

    Come al solito, quello che ho appena letto, riflette i miei pensieri, che però vengono minacciati da quel tarlo, che mi fa pensare: ” Ma la prossima volta noi, inteso come popolo votante, esprimeremo il nostro voto da tifosi oppure ci si mette la molletta al naso e poi si mette la X sul simbolo. Sicuramente quello che stiamo vedendo, viene espressa in maniera chiara nell’editoriale e penso che sia solo l’ antipasto. Comunque sia, nessuna legge ci salverà nel cadere nella ludopatia, perché ormai è tutto un gioco d’azzardo con moltissimi bluff.

  2. Stefania Reply

    Ciò che spesso ho pensato e detto, adesso lo scrivo: il maggior risultato ottenuto da decenni di governi con persone che hanno pensato solo a riempirsi le tasche, farsi gli affari propri e cercare di evitare il carcere è questo: farci pensare che i politici sono tutti uguali, che tanto sono tutti ladri e che tanto non si può fare nulla per cambiare questo stato di cose.
    Non male no?
    Invece non è così: ci sono persone che lottano con passione per lasciare il mondo un po’ migliore di come lo hanno trovato. Ci sono persone oneste che non pensano solo a se stesse. E se noi pensiamo di esserlo, è nostro dovere metterci in gioco, comportarci in modo etico a prescindere da ciò che altri fanno o dicono. Noi.
    Un caro saluto a tutti
    Stefania

  3. Gian Reply

    Grazie per i commenti, molto apprezzati.
    Come ho già avuto, in passato, modo di dire, per fortuna non sono tutti uguali.
    Io continuo a crederlo e, ostinatamente, continuo ad andare a votare perchè credo nei valori della democrazia, cercando e individuando i “diseguali”.
    Ribadisco con una frase non mia: “Fa più rumore un albero che cade che una foresta che cresce”.
    Da vecchio scout, uomo dei boschi, riesco ancora a sentire la foresta che cresce, o almeno, cerco di sentirla e lascio ai “Mattei” la parte illusoria del marchese del grillo.

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