Il Bastone

Le cose dureranno più in là del nostro oblio; non sapran mai che ce ne siamo andati Jorge Luis Borges

⇒ di Umberto ScopaPiccolo Inventario Sentimentale Degli Oggetti

Comincio – questa nuova rubrica sugli oggetti – con il bastone, che porto sempre con me nelle mie passeggiate in montagna. Apparteneva a mio padre e negli ultimi anni l’ho adornato con le targhette di latta che testimoniano tutte le tappe delle mie escursioni. Le targhette hanno un costo irrisorio. Chi ancora le produce lo fa per una ragione più sentimentale che di profitto.

Li benedico per questo, ho l’impressione che qualcuno sappia che esisto: su di me esercitano un particolare fascino emozionale, un effetto soggettivo che associo ai primi folgoranti stupori infantili generati dalla montagna su un animale da pianura quale sono per destino di nascita. Ricordo dai tempi della mia infanzia che ogni località di montagna aveva le sue proprie targhette colorate e si usava collezionarle o attaccarle ai bastoni di legno. Oggi mi rendo conto che queste targhette di latta, arcuate, a forma di scudo, si trovano sempre più a fatica. Del resto i bastoni di legno sono in disuso, sostituiti da quelli tecnologici detti da trekking, che mi lasciano del tutto indifferente. Le targhette bisogna cercarle nei negozi di artigianato montano dove non sono quasi più esposte. Il più delle volte i negozianti non capiscono cosa sto cercando e se insisto nella spiegazione finisce che si fa la coda dietro di me e magari per farmi capire sto raccontando tutta la mia vita ad uno che parla preferibilmente in tedesco, ed è il momento di lasciare perdere; oppure mi liquidano subito dicendo che non le vendono più da tempo e mi sento un po’ come un animale dei boschi in via di estinzione.

Ogni tanto trovo qualcuno che grugnisce qualcosa e apre un cassetto nascosto dal quale ne estrae un’esemplare e sembra che il gesto di metterlo sul banco gli costi più del profitto che gli procura vendermela. È un piacere allora chiedergli cortesemente di estrarre tutte quelle che ha in modo da poter scegliere tra tutti gli esemplari con la minuziosa attenzione di un monaco certosino. Ogni tanto trovo invece un’anima gentile e antica che mi rilascia un fugace cenno d’intesa, e allora, dopo aver preso possesso della targhetta, sull’onda dell’entusiasmo gli compro anche un elfo di legno o una fata dei boschi che non speravano più di essere adottati, e finiranno immancabilmente sulle mensole di qualche familiare che qui non mi legge.

⇒ Foto: Umberto Scopa ≈ Prossimo Appuntamento: Venerdì 23 ottobre

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